Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 12:39
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

«Ci siamo e ci saremo sempre»

Stasi e l’ultimo post antimafia. «Un appello al governo: aiutate i sindaci a cacciare il puzzo della ‘ndrangheta»

All’assemblea di Cassano lunedì l’ultima uscita pubblica del sindaco di Corigliano Rossano

Pubblicato il: 28/10/2026 – 12:38
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

LAMEZIA TERME Quel post contro la ‘ndrangheta… Una delle ultime apparizioni pubbliche di Flavio Stasi, il sindaco di Corigliano Rossano coinvolto nell’inchiesta “Ginestra” coordinata dalla Dda di Catanzaro, è stata all’assemblea pubblica a Cassano Jonio promossa dal sindaco cassanese Gianpaolo Iacobini e dalla Diocesi guidata dal vescovo Francesco Savino all’indomani dell’agguato costato la vita alla 60enne Silvana Sibarelli e il ferimento del marito Damiano Pepe (anche loro tra l’altro coinvolti nell’inchiesta “Ginestra“). A renderlo noto è stato lo stesso Stasi sul suo profilo facebook nel quale ha anche pubblicato un resoconto dell’incontro. «L’Assemblea Pubblica di Cassano… ha rappresentato un atto di chiarezza e coraggio istituzionale che non potevo non condividere», scriveva Stasi aggiungendo: «Una assemblea pubblica che ha visto unite istituzioni, territori e persone per dare uno schiaffo alla criminalità, ma anche un momento di confronto nel quale ho lanciato un appello chiaro».

Gli appelli di Stasi

Il primo – spiegava Stasi nel post – «riguarda la Scuola, evocata di continuo come lo strumento principale per sconfiggere il ricatto della ‘ndrangheta. Ma quale scuola da davvero fastidio alla criminalità? Non di certo quella degli accorpamenti, delle chiusure, dei dimensionamenti imposti sulla scorta di numeri senza peso. Dirigenti, educatori e genitori in Calabria piuttosto di lottare contro la cultura mafiosa, lottano contro gli istituti trasferiti, gli organismi accorpati, le classi soppresse. Questa non è una scuola forte, è una scuola indebolita dallo Stato». Un altro appello di Stasi: «E’ urgente riformare e rafforzare profondamente gli strumenti amministrativi contro la criminalità organizzata, a partire dalle confische, perché troppo spesso sono parziali o cadono sotto i colpi di ricorsi e cavilli. Ecco perché ieri è stata l’occasione di un appello al Governo. Per ogni episodio mediaticamente rilevante, in questi anni, è stato emesso un Decreto Sicurezza che deroga sistematicamente le procedure ordinarie. Noi chiediamo dei provvedimenti che rendano chiare ed efficaci le misure amministrative contro la ‘ndrangheta, che aiutino i sindaci a cacciarne il puzzo da ogni procedura. Inoltre chiediamo provvedimenti straordinari che procedano, in deroga alle vuote procedure ordinarie fatte di calcoli astrusi, a moltiplicare le scuole, aumentare i dirigenti scolastici, assumere professori ed assistenti da affiancare a nuove forze dell’ordine. Vogliamo un “Decreto Sicurezza Vera” che faccia arrivare in Calabria l’esercito: un esercito di educatori e dirigenti scolastici, affiancato a poliziotti e carabinieri, che faccia tornare la nostra gente ed alzi un argine contro il vuoto nel quale la mafia sguazza». Così concludeva Stasi sull’assemblea di Cassano: «Ci siamo e ci saremo sempre per ogni iniziativa sociale, politica ed istituzionale». (c. a.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x