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IL CASO

«Uccise il cugino disabile con un bombolone alla crema per l’eredità»

Arrestato un 76enne

Pubblicato il: 29/10/2026 – 9:49
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REGGIO EMILIA Un bombolone alla crema utilizzato come arma per uccidere il cugino disabile e impossessarsi della sua eredità. È l’ipotesi al centro di un’inchiesta della Procura di Reggio Emilia che ha portato agli arresti domiciliari un uomo di 76 anni, accusato di omicidio premeditato. La vittima, un 74enne ospite di una struttura sociosanitaria, era affetta da una grave forma di disfagia che gli impediva di ingerire alimenti solidi. Una condizione che il parente, suo tutore legale, conosceva perfettamente, secondo gli investigatori.

Il dolce e la morte per soffocamento

La vicenda risale allo scorso 27 giugno, quando il 74enne è morto per soffocamento nella struttura residenziale in cui era ospitato. Secondo la ricostruzione accusatoria, il cugino gli avrebbe fatto recapitare alcuni dolci, tra cui bomboloni alla crema, pur sapendo che le sue condizioni di salute gli consentivano di alimentarsi esclusivamente con cibi liquidi. Proprio questa circostanza è diventata centrale nell’indagine dei carabinieri. Per gli inquirenti, la somministrazione di alimenti incompatibili con le condizioni cliniche della vittima non sarebbe stata accidentale, ma avrebbe rappresentato il mezzo scelto per provocarne deliberatamente la morte.

L’ipotesi dell’omicidio per l’eredità

Dietro il presunto delitto, secondo la Procura, ci sarebbe stato un movente economico: il 76enne avrebbe pianificato la morte del cugino per entrare in possesso della sua eredità. A rendere particolarmente delicata la vicenda è anche il rapporto tra i due uomini. L’indagato, infatti, non era soltanto un familiare della vittima, ma ne ricopriva anche il ruolo di tutore legale. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia, sotto il coordinamento della Procura diretta da Calogero Gaetano Paci. Nella tarda serata di mercoledì 28 ottobre i militari hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di omicidio premeditato, ferma restando la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. (redazione@corrierecal.it)

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