La Calabria delle eccellenze che sfida la migrazione sanitaria: i 6 anni di CAR-T al GOM
Oltre il 20% dei pazienti dell’ematologia reggina arriva da fuori regione. Massimo Martino: «In Calabria si accede alle terapie innovative». La Regione punta a fare sistema e a rafforzare i centri di…
REGGIO CALABRIA «Sei anni di terapia CAR-T. Curarsi in Calabria: la sfida dell’emigrazione sanitaria», è stato questo il tema dell’incontro, di assoluto rilievo scientifico, promosso da Massimo Martino, direttore della Divisione di Ematologia e del CTMO del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” e presidente del GITMO – Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, e da un team capace di imporsi nel panorama nazionale come punto di riferimento in ambito ematologico. Il confronto, a Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, è di quelli che si caratterizzano per una doppia, coesistente natura. È l’epilogo di un percorso impegnativo, appassionato, non privo di difficoltà ma con tanti risultati. Ed è, allo stesso tempo, prologo di ciò che verrà e di una ricerca in grado di tramutarsi in cure. La cornice è invece rappresentata da un argomento che per il sistema sanitario regionale è decisivo, e cioè quella mobilità sanitaria che rappresenta uno dei principali indicatori delle disuguaglianze nell’accesso alle cure all’interno del sistema sanitario italiano. Il punto di partenza è costituito da quelle regioni del Sud che continuano a registrare significativi flussi di mobilità passiva verso le strutture del Centro-Nord, fenomeno che comporta rilevanti implicazioni cliniche, economiche e sociali. In questo contesto, si legge nella nota esplicativa del convegno, «l’ematologia rappresenta un ambito particolarmente emblematico, caratterizzato da un’evoluzione scientifica e tecnologica estremamente rapida e dalla crescente disponibilità di terapie avanzate, tra cui le terapie cellulari e geniche come le CAR-T. Innovazioni che richiedono modelli organizzativi altamente strutturati, centri qualificati e competenze multidisciplinari in grado di garantire standard elevati di sicurezza, efficacia e appropriatezza terapeutica. Negli ultimi anni, anche nel Mezzogiorno sono state sviluppate esperienze di eccellenza in grado di offrire prestazioni di alto livello, contribuendo a ridurre il gap territoriale e a rafforzare la capacità del sistema sanitario locale di rispondere ai bisogni dei pazienti».
Tra le esperienze di assoluta eccellenza, quella di Reggio Calabria: a confermarlo sono numeri, prestazioni e risultati. E proprio partendo dall’esperienza reggina, il confronto ha preso in esame intanto il fenomeno della mobilità sanitaria e poi i modelli organizzativi virtuosi dell’ematologia italiana e lo stato dell’arte delle terapie innovative, con particolare attenzione alle CAR-T, che rappresentano una delle frontiere più avanzate della medicina personalizzata. «In sei anni di attività (la prima terapia CAR-T a Reggio Calabria è stata concretizzata il 6 giugno del 2020) abbiamo dimostrato – evidenzia Massimo Martino – che in Calabria ci si può curare con le terapie innovative e che anche gli esiti sono in linea con quello che succede in tutto il mondo. È chiaro che per ottenere questi risultati ci vogliono dei professionisti all’altezza e ci vuole anche – aggiunge Martino – l’aiuto da parte delle istituzioni». Con riferimento alle istituzioni, il direttore della Divisione di Ematologia reggina introduce un tema rispetto al quale, nel corso della mattinata, sono arrivate risposte incoraggianti: «Bisogna affrontare – sottolinea Martino – l’argomento dei farmaci innovativi che costano molto e che possono incidere sulla spesa sanitaria, ma se un paziente non si può curare in Calabria andrà in un’altra regione e quindi registreremmo, oltre al danno, la beffa». Il tema sollevato da Martino riguarda determinate patologie rispetto alle quali le terapie farmacologiche innovative registrano risultati significativi, ma hanno tuttavia un costo notevole. Valga per tutti l’esempio sulla β-talassemia: in questo caso gli esiti sono sorprendenti e positivi, ma il costo per singolo paziente ammonta a quasi due milioni di euro. «È un discorso complesso – evidenzia Martino – che riguarda i cosiddetti fondi innovativi, risorse che lo Stato mette a disposizione e che qualche volta non vengono del tutto utilizzati. È vero che si tratta di farmaci molto costosi, ma è possibile recuperare in maniera indiretta il costo, quindi dobbiamo imparare a spenderli anche perché, se non lo facciamo, ciò che non abbiamo speso viene messo a disposizione di altre regioni. Il confronto di stamattina – conclude Martino – è stato decisamente utile: confrontarsi con istituzioni che hanno le idee chiare suscita fiducia».

Ai lavori ha partecipato Angelo Brutto, presidente della III Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale: «Stiamo cercando di fare sistema. Intanto oggi celebriamo un’eccellenza che è l’ematologia di Reggio Calabria, è uno dei migliori reparti d’Italia, fornisce delle cure di eccellenza sia sulle tecnologie CAR-T che sui trapianti. Penso che il nostro primo dovere sia quello di comunicare le eccellenze della Calabria in materia sanitaria. Qui più del 20% dei pazienti arriva da fuori regione e quindi siamo in presenza di mobilità attiva, lo sforzo – ed è quello in cui siamo impegnati – è quello di fare sistema affinché al modello dell’ematologia di Reggio Calabria si possano aggiungere Cosenza e Catanzaro». E anche sui fondi innovativi destinati all’impiego di farmaci molto costosi il presidente Brutto ha assicurato l’impegno della Regione, ipotizzando anche la possibilità di anticipare le somme attraverso un fondo regionale. Un’ipotesi allo studio ma corroborata, in ogni caso, da un approfondimento già in atto.

Nel corso della mattinata sono state poi numerose le considerazioni positive rivolte all’indirizzo di Azienda Zero, con il direttore generale, Gandolfo Miserendino, che ha voluto sottolineare il valore contenutistico dell’incontro di Reggio Calabria: «Abbiamo visto stamane quali sono i miglioramenti che anche grazie a straordinari professionisti la Regione sta facendo. Nell’ambito di cui discutiamo oggi – ha sottolineato Miserendino – il GOM di Reggio Calabria offre cure di altissima qualità che non sono seconde a nessuno, è davvero importante che questo messaggio arrivi a destinazione e che i calabresi ne siano pienamente consapevoli». Il dg di Azienda Zero tiene poi a mettere in evidenza il ruolo del sistema: «Lo abbiamo visto oggi in questa sala, istituzioni, aziende sanitarie, medici e professionisti, ognuno ha il proprio compito da svolgere in modo corretto. Tutto ciò porta a risultati. Anche sul tema della mobilità è bene sottolineare – aggiunge Miserendino – che nel momento in cui un centro acquisisce delle expertise importanti, come quelle che abbiamo visto oggi, e queste expertise vengono poi trasferite agli assistiti, è evidente che i pazienti manifestano piena fiducia in queste strutture. A seguire, anche pazienti di altre regioni vedono queste eccellenze e si determinano le condizioni per la mobilità attiva».
