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Il “midterm” in salita di Enzo Romeo, il fuoco nemico e le (solite) grane amiche

A poche settimane dal giro di boa, il sindaco fronteggia i nuovi equilibri in maggioranza e il pressing dell’opposizione, tra fondi persi e l’affondo di Maria Limardo

Pubblicato il: 02/11/2026 – 7:00
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA Se in Italia ci fossero le elezioni di midterm, come accade in queste ore negli Stati Uniti, Enzo Romeo sarebbe più preoccupato, forse, di quanto non lo sia oggi Donald Trump. Quando mancano poche settimane all’esatta scadenza di metà mandato, il sindaco di Vibo Valentia ha già iniziato a fare i conti con il cambio di passo delle opposizioni e, soprattutto, con le “sgomitate” nelle fila della maggioranza. «È assolutamente coesa e compatta» ha assicurato nell’ultimo Consiglio comunale con la sua tipica posa (una mano in tasca e l’altra ad impugnare il foglio) da cui traspare, all’apparenza, tranquillità. Solo in due casi, durante il suo discorso, il primo cittadino perde la pazienza: negli “scontri” con la consigliera d’opposizione Maria Rosaria Nesci e con Antonella Petracca, subentrata lo scorso febbraio tra le fila della maggioranza e ora tra le più fervide oppositrici della Giunta Romeo. Forse simbolo di una maggioranza fragile e con tanti, troppi, volti politici. «Ricordati grazie a chi ti trovi qui dentro» è stata la piccata risposta del sindaco nello scontro con Petracca.

Nuovi equilibri in città

Che sia tranquillità apparente o meno, il sindaco Romeo mentre guarda alla Provincia avrà l’arduo compito di gestire una maggioranza che, fin dall’inizio della legislatura, è apparsa fragile: le critiche del M5S, gli scontri (e le fuoriuscite) interne al Pd, il peso politico sempre maggiore dell’area degli alecciani. Il gruppo “Democratici e Riformisti”, guidato da Nico Console e facente riferimento all’imprenditore Enzo Mirabello, ha annunciato nelle scorse settimane una doppia federazione: una con il Pd, una – la più recente – con il gruppo Liberamente Progressisti di Antonio Lo Schiavo. Lo stesso ex consigliere regionale che di recente aveva chiesto, senza nasconderlo troppo, un cambio di passo dall’amministrazione Romeo, è stato protagonista insieme a Raffaele Mammoliti ed Ernesto Alecci, del “triumvirato” nato in estate durante l’incontro per il lancio del “programma per l’alternativa”, in cui erano assenti sindaco ed esponenti dem provinciali. Oggi quel patto diventa realtà in Consiglio, a poche settimane dalla scadenza di metà mandato che, in linguaggio politico, può significare anche rimpasto di Giunta.

Il post di Colelli e l’attacco di Prospettive Comuni

Nonostante un ritocco di Giunta sia già avvenuto pochi mesi fa con l’ingresso di Francesco Colelli per l’altra corrente del Pd, le acque restano agitate. Proprio Colelli è stato autore ieri di un post enigmatico su Facebook: «Si vis pacem para bellum» Difficile capire se si trattasse di un messaggio politico e, soprattutto, a chi rivolto, ma abbastanza per suscitare la risposta polemica di Prospettive Comuni, l’associazione politica lanciata da alcuni ex assessori vibonesi, tra cui Vincenzo De Filippis e Giovanni Russo. «Ormai in maggioranza ognuno racconta una città diversa. Il sindaco vede una coalizione coesa. Un assessore vede una guerra. Il rappresentante del vicesindaco vede la necessità di cambiare registro. Più che un’amministrazione comunale, sembra una riunione di condominio dove ognuno esce dalla stessa stanza con una versione diversa di ciò che è stato deciso».

I finanziamenti persi e il fuoco nemico

Non solo dagli “amici”, Romeo dovrà reggere anche agli urti di un’opposizione che sembra aver cambiato passo dopo due anni di relativa calma. Solo nell’ultima settimana l’amministrazione è finita sotto tiro per alcuni finanziamenti persi: i 150 mila euro per l’ascensore alla scuola Buccarelli per una pec senza risposta, l’esclusione dal bando “Agorà Calabria”, i 2,4 milioni di euro per le frazioni a causa di un file sbagliato, l’esclusione dall’avviso per i rifiuti plastici. «Voi non programmate nulla, vi limitate a rincorrere le emergenze quotidiane. Questa sarà senza dubbio una delle amministrazioni più fallimentari della città. Andate avanti per slogan, ma non riuscite a realizzare nulla» ha attaccato Giuseppe Cutrullà di Cuore Vibonese.

Lo scontro tra Romeo e l’ex sindaca Limardo

Anche l’ex sindaca Maria Limardo non ha risparmiato attacchi diretti al sindaco, parlando di una Vibo «ostaggio di poltrone e ricatti». «La perdita di finanziamenti cruciali e il Consiglio comunale saltato oggi per mancanza del numero legale non sono un caso: sono la fotografia impietosa di un’amministrazione paralizzata. Mentre il sindaco è troppo occupato a barattare poltrone e a blindare la sua candidatura alla Provincia, la sua stessa maggioranza lo sbugiarda, certificando il vuoto pneumatico di questa gestione. I giochi di palazzo e i bracci di ferro sulla pelle della città non si possono più tollerare». Parole che hanno provocato la dura replica del sindaco nell’ultimo Consiglio comunale: «Sentirmi dire da una signora che non è stata ricandidata dalla propria maggioranza che non posso candidarmi alla Provincia perché lo decide lei mi lascia sbigottito». Insomma, a Vibo elezioni “midterm” non se ne terranno, ma l’atmosfera attorno a Palazzo Luigi Razza, tra alleati e avversari, è quella tesa di una tipica campagna elettorale infuocata. (m.russo@corrierecal.it)

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