Posti dialisi a Reggio, Fintred: «La Regione ha riconosciuto la carenza, ora l’Asp intervenga». Domani nuovo sit-in
Continua la protesta dopo il mancato riscontro alla richiesta di incontro con la dg Berardi. «Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei diritti»
REGGIO CALABRIA Si terrà domani dalle 10:30 alle 12 un sit in pacifico in Via Diana n. 3, davanti la sede della Direzione Generale dell’Asp di Reggio Calabria, in seguito al mancato riscontro alla richiesta di incontro istituzionale trasmessa alla dg dell’Azienda Maddalena Berardi da parte della Fintred Calabria. Al centro delle proteste le gravi criticità assistenziali che interessano i pazienti dializzati del territorio reggino. Fintred Calabria – si legge in una nota – aveva chiesto un confronto concreto sulle iniziative necessarie a dare attuazione alla D.G.R. n. 683 del 19 ottobre 2026, con la quale la Regione Calabria ha autorizzato l’incremento temporaneo di 10 posti rene nell’area metropolitana di Reggio Calabria.
«La Regione ha finalmente assunto una decisione concreta»
«È doveroso riconoscere che la Regione Calabria, con questo provvedimento, ha finalmente assunto una decisione concreta, rompendo con una situazione che per troppo tempo non aveva trovato risposte. Il percorso era partito da una richiesta di 29 posti rene aggiuntivi, successivamente rimodulata a 19 e infine definita in 10 posti. Un numero certamente inferiore a quello originariamente necessario e richiesto, ma che rappresenta comunque un riconoscimento istituzionale della carenza assistenziale esistente nel territorio reggino. Si tratta di un passaggio particolarmente significativo anche perché, per lungo tempo, l’ASP aveva sostenuto una posizione che non riconosceva la medesima carenza di posti rene. Oggi, invece, il provvedimento regionale prende atto della criticità e autorizza un incremento straordinario dell’offerta assistenziale. Una contraddizione che merita finalmente un chiarimento e, soprattutto, un superamento attraverso atti concreti».
«L’Asp intervenga»
«La Regione ha fatto un passo nella direzione richiesta. Adesso è l’ASP che deve tradurre quella decisione in assistenza effettiva, senza ulteriori ritardi. A rendere ancora più urgente il confronto è la condizione dei circa 30 pazienti trasferiti temporaneamente presso il Grande Ospedale Metropolitano, costretti ad affrontare trattamenti dialitici in orario notturno, con conclusione delle sedute intorno all’una. Una situazione che comporta pesanti ripercussioni sulla salute, sulla vita quotidiana e sulle famiglie, soprattutto in presenza di persone fragili e con disabilità. I 10 posti autorizzati non possono rimanere soltanto sulla carta: occorre conoscere quali strutture saranno coinvolte, quali tempi siano previsti per l’attivazione e quali soluzioni immediate l’ASP intenda adottare per alleviare il disagio dei pazienti.
«Non chiediamo privilegi, ma che siano garantiti diritti»
«Non chiediamo privilegi, ma che siano garantiti diritti già riconosciuti e richiamati dalla stessa Regione Calabria con la D.G.R. n. 683 del 19 ottobre 2026: il diritto alla continuità assistenziale, alla presa in carico territoriale, all’appropriatezza delle cure e soprattutto alla prossimità dell’assistenza, affinché ogni paziente possa ricevere il trattamento dialitico in una struttura il più possibile vicina alla propria residenza e secondo le proprie condizioni ed esigenze individuali. Principi che trovano ulteriore richiamo nell’intervento del Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, che ha sollecitato un percorso concreto e condiviso per tutelare i pazienti e ridurre i disagi che stanno affrontando. Il sit-in vedrà la partecipazione dei pazienti dializzati e loro familiari, che intendono far sentire la propria voce e chiedere che alle richieste di confronto seguano finalmente risposte chiare e sostenibili. Fintred Calabria ribadisce la propria disponibilità al dialogo, ma ritiene che, di fronte a una situazione così delicata, il silenzio e il rinvio dell’ASP non possano rappresentare una risposta. I pazienti dializzati non possono continuare ad aspettare. La Regione ha riconosciuto una criticità: ora l’ASP dimostri di volerla affrontare veramente». (redazione@corrierecal.it)
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