Allarmi bomba a raffica sui voli europei. Aereo dirottato a Venezia
Caccia militari mobilitati dalla Francia alla Bulgaria
ROMA Non si ferma l’ondata di allarmi bomba che da giorni interessa il traffico aereo europeo. Anche oggi, venerdì 6 novembre, nuove minacce hanno fatto scattare le procedure di emergenza in diversi Paesi, provocando deviazioni, controlli straordinari e l’intervento delle forze di sicurezza. Un aereo diretto a Roma è stato dirottato a Venezia, nove voli sono finiti nel mirino delle segnalazioni a Praga e altri quattro velivoli sono stati interessati da allarmi nello spazio aereo francese. Una sequenza che alimenta gli interrogativi sull’origine delle minacce, finora rivelatesi infondate.
Il volo Praga-Roma dirottato a Venezia: 198 persone a bordo
L’episodio più significativo per l’Italia ha riguardato un volo Wizz Air partito da Praga e diretto a Roma Fiumicino. In seguito a una segnalazione anonima sulla presunta presenza di un ordigno, il velivolo è stato deviato verso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, dove è stato attivato lo stato di massima emergenza. A bordo si trovavano 190 passeggeri e otto membri dell’equipaggio, tutti fatti sbarcare in sicurezza. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, artificieri, unità cinofile della Polizia di frontiera e personale sanitario. Il traffico aeroportuale è rimasto sospeso per circa un’ora, con ritardi e disagi per i collegamenti. L’allarme è rientrato poco dopo le 12.30, al termine delle verifiche di sicurezza, e l’operatività dello scalo è stata ripristinata.
Allarme anche a Lisbona, nove voli sotto controllo a Praga
Un’altra segnalazione ha interessato un aereo Ryanair proveniente da Roma e atterrato all’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona. La polizia portoghese ha precisato che la minaccia riguardava anche il successivo collegamento verso la Capitale italiana, quando il velivolo si trovava ancora in avvicinamento allo scalo. Sono state effettuate ispezioni sull’aeromobile e nuovi controlli sui passeggeri e sui bagagli destinati alla partenza. Non sono stati trovati esplosivi né oggetti sospetti. La situazione resta particolarmente delicata nella Repubblica Ceca. La polizia ha avviato accertamenti su nove voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Praga, quattro in entrata e cinque in uscita. Le autorità aeroportuali hanno assicurato che le procedure straordinarie non hanno provocato interruzioni significative delle operazioni. Anche in Francia sono state segnalate quattro nuove minacce contro aerei in transito nello spazio aereo nazionale. I velivoli sono atterrati senza incidenti, tre a Parigi-Orly e uno a Bordeaux, per consentire le verifiche degli artificieri. In Ungheria sono stati inoltre mobilitati caccia militari per accompagnare tre voli civili interessati dagli allarmi.
Oltre venti voli coinvolti nei giorni precedenti
La nuova raffica di segnalazioni arriva dopo due giornate già segnate da numerosi episodi. Secondo il bilancio comunicato da Eurocontrol, tra il 3 e il 5 novembre sono stati 21 i voli interessati da minacce di bomba, sette martedì e quattordici giovedì. Le allerte non hanno provocato ritardi significativi sull’intera rete europea, pur determinando disagi e interventi localizzati. Ieri un Airbus A320 della Aer Lingus, partito da Dublino e diretto a Roma, era stato dirottato nella base militare francese di Évreux, in Normandia, dopo essere stato scortato da caccia dell’Aeronautica francese. Altri voli avevano richiesto l’intervento delle autorità militari e aeroportuali in diversi Paesi.
Caccia militari in volo anche in Bulgaria: tre aerei sotto scorta
L’ondata di allarmi bomba ha coinvolto anche la Bulgaria, dove tre voli Ryanair diretti a Sofia sono stati scortati dai caccia dell’Aeronautica militare. Due collegamenti, provenienti da Madrid e Copenaghen, sono atterrati nella capitale bulgara, mentre un terzo aereo, decollato da Londra Stansted, è stato dirottato sull’aeroporto di Plovdiv. Le autorità hanno disposto controlli straordinari su tutti e tre i velivoli, senza individuare ordigni o materiali pericolosi. Le minacce erano state inviate attraverso messaggi di posta elettronica.
Chi c’è dietro le minacce?
Resta aperta la questione dell’origine degli allarmi. Secondo l’agenzia AFP, alcune comunicazioni sono state firmate da soggetti che si presentano come appartenenti ai «Fighters of the Male State», denominazione che richiama un movimento estremista russo. Non è tuttavia stata accertata l’autenticità delle rivendicazioni né un collegamento con tutti gli episodi. La Commissione europea segue gli sviluppi attraverso i contatti con gli Stati membri e le autorità aeronautiche. Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha invitato alla prudenza, sottolineando come sia ancora troppo presto per stabilire se le diverse minacce siano collegate. Nessuna regia comune è stata finora dimostrata. Le indagini proseguono per identificare chi abbia inviato le segnalazioni che, nell’arco di pochi giorni, hanno costretto aeroporti e compagnie aeree di mezza Europa ad attivare ripetutamente i protocolli di sicurezza.
