Hacker filorussi, Tajani nel mirino. «Non mi farò intimidire»
Nel mirino anche il procuratore Lo Voi e il capo della Polizia postale Gabrielli
Dati personali diffusi sul dark web e nuove informazioni ricercate a pagamento, anche sui familiari. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani denuncia di essere finito nel mirino di criminali informatici, nell’ambito di una campagna di intimidazione che avrebbe preso di mira diversi rappresentanti delle istituzioni italiane. «Criminali informatici da giorni hanno diffuso i miei dati personali sul dark web», scrive il ministro su X, denunciando ulteriori tentativi di raccogliere informazioni su di lui e sui suoi cari. «Non mi farò intimidire in nessun modo», assicura Tajani, che collega le minacce alle posizioni assunte dall’Italia a sostegno dell’Ucraina e alle iniziative della Farnesina per rafforzare la sicurezza informatica.
Nel mirino anche magistrati e funzionari
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e Il Sole 24 Ore, il gruppo filorusso NoName057(16) avrebbe inserito in una piattaforma del dark web un elenco di personalità considerate ostili alla Federazione Russa, offrendo denaro per ottenere ulteriori informazioni. Tra i nomi segnalati figurerebbero anche il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi e il dirigente della Polizia postale Ivano Gabrielli. Sulla vicenda sono in corso accertamenti della magistratura. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Tajani, manifestando preoccupazione per la diffusione e la commercializzazione di informazioni riservate riguardanti rappresentanti delle istituzioni. (redazione@corrierecal.it)
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