INCHIESTA SUI GRUPPI | Il Pd: Scopelliti deve dimettersi
«Se le notizie trapelate dalla stampa dovessero essere confermate dagli organi inquirenti, a quel punto Scopelliti dovrà immediatamente dimettersi»: concludono così la loro nota congiunta Marco Ambro…

«Se le notizie trapelate dalla stampa dovessero essere confermate dagli organi inquirenti, a quel punto Scopelliti dovrà immediatamente dimettersi»: concludono così la loro nota congiunta Marco Ambrogio, vicecapogruppo del Pd a Cosenza, Salvatore Scalzo, capogruppo del partito a Catanzaro, Arturo Pantisano, presidente del consiglio comunale di Crotone, Giovanni Russo, consigliere comunale vibonese, e i democrat reggini Giuseppe Falcomatà, Nicola Irto e Giuseppe Marino. «L’inchiesta che vede indagati dieci consiglieri regionali con l’accusa di peculato ha scritto ieri una triste pagina denigratoria nei confronti della Calabria rimbalzata su tutte le cronache nazionali, in un momento in cui i cittadini hanno perso la fiducia proprio in quelle istituzioni che dovrebbero rappresentarli», scrivono i sette. E aggiungono: «Il periodo preso in esame dai magistrati va dal 2010 al 2012, anni in cui sono stati creati persino gruppi consiliari formati da sole tre persone con il solo scopo di ricevere il finanziamento(previsto dalla legge) di 300.000 euro. Una procedura becera e profondamente scorretta chenon ha niente in comune con la buona politica. Noi giovani amministratori del Partito democratico – continuano –, ci sentiamo responsabili del partito che rappresentiamo e vogliamo, già da ora, segnare le distanze con tali atteggiamenti, certi che profili tanto distanti dall’etica, che il ruolo rivestito da questi personaggi impone, sono già fuori dall’idea stessa di partecipazione politica proprie del nostro partito e lontane da quelle regole scritte e non scritte che vedono i tanti aderenti, iscritti ed elettori uniti attorno ad una visione di servizio e responsabilità a cui deve riferirsi la politica fatta di regole e rispetto della realtà sociale che oggi viviamo».
Ambrogio, Scalzo, Pantisano, Russo, Falcomatà, Irto e Marino concludono scrivendo che «il nostro Partito democratico è il partito del domani, che non scoraggia la fiducia dei cittadini, disillusi e stanchi di questa politica marcia, ma che li incoraggia a partecipare. Pur ribadendo il principio della presunzione di innocenza nei confronti degli indagati (8 consiglieri di centrodestra e 2 di centrosinistra) chiediamo al partito una azione concreta volta ad imprimere una seria inversione di tendenza. Vogliamo e dobbiamo offrire una valida alternativa all’esperienza meramente populista dei movimenti». (0070)