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E se dalla confusione spuntassero i "grillini"?

«Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente», quando Mao Tse Tung fotografò così la situazione ebbe ragione. Si replica in Calabria, laddove ormai si attende soltanto che sia…

Pubblicato il: 23/07/2014 – 15:11
E se dalla confusione spuntassero i "grillini"?

«Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente», quando Mao Tse Tung fotografò così la situazione ebbe ragione. Si replica in Calabria, laddove ormai si attende soltanto che siano gli attivisti del Movimento 5 Stelle a calare l’asso e raccogliere il risultato che quella “grande confusione” che ormai regna sovrana nel centrosinistra e, in maniera un tantino più sfumata, anche nel centrodestra va producendo.
Si pensava che il Pd avesse toccato il fondo, nella cronica pratica autolesionista, con le vicende delle primarie Loiero-Latorre e, successivamente, con il pasticciaccio di “Capo Suvero”, che aprì la strada alle truppe cammellate di Peppe Scopelliti e all’avvento, nefasto, del “modello Reggio” a Palazzo Alemanni.
E invece non era così, oggi accade anche di peggio.
Accade che Mario Maiolo firma per la candidatura di Massimo Canale e mezz’ora più tardi comincia a raccogliere firme per candidare se stesso.
Accade che i renziani, fedeli al segretario regionale Ernesto Magorno, tentino di compattare il partito ma attorno ad una candidatura che rompa col passato e quindi indichino un “cuperliano-dalemian-bersaniano” come, appunto Massimo Canale.
Accade che i sostenitori di Canale, quelli che lo indicavano come un uomo capace di portare alla svolta il Pd calabrese, adesso cambino idea, attratti dal fascino dell’antichissimo asse Adamo-Bova.
Accade che Mario Oliverio, taroccato il contachilometri che indica otto legislature equamente divise tra tutti i consessi elettivi del nostro ordinamento democratico, decide che non ci sarà altro presidente fuori che lui.
Accade che Sinistra e libertà rispolvera la via craxiana al governo: si può essere alleati di Renzi in Calabria e suoi fieri oppositori a Roma, con buona pace della “cabina di regia” che dovrebbe dare un’unità operativa per riportare la Calabria nel mondo occidentale.
Nel centrodestra si urla di meno, ma calci negli stinchi e gomitate non mancano anche per via di trasversalismi ancora più accentuati di quelli che si manifestano nel fronte opposto. La Santelli vede bene una candidatura di Wanda Ferro, o anche una candidatura di Roberto Occhiuto, ma andrebbe bene pure Peppe Raffa, meglio ancora Nico D’Ascola. Va bene tutto, purché Peppe Scopelliti sia d’accordo.
Tonino Gentile, che ha concluso in maniera vittoriosa la sua campagna acquisti portandosi a casa i cartellini di scopellitiani di ferro come i senatori Aiello e Bilardi, di resuscitare Scopelliti non intende saperne e quindi il carro s’impunta.
E intanto si archiviano, seppellite sotto i detriti dei veti incrociati, quelle poche candidature esterne che pure si erano affacciate all’inizio della telenovela elettorale.
Ovviamente, avendo tanti conti da regolare al proprio interno, centrodestra e centrosinistra si guardano bene dal comportarsi come avversari, anzi, gli inciuci sono ormai così disinvolti da far svenire anche un toro. Tant’è che a rinfacciare alla Stasi il crescere della sua clandestinità rispetto al consenso elettorale e, parimenti, il conflitto dei suoi interessi aziendali e domestici, c’è solo il Movimento 5 Stelle
Così come a sollevare il velo su vecchie e nuove nomine clientelari quanto scandalose, resta solo quel battitore solitario di Aurelio Chizzoniti.
Ai “grillini” (ma possiamo ancora chiamarli così?) si spalancano così ampie praterie, se solo riusciranno a mettere insieme un organigramma con al vertice la candidatura di chicchessia purché persona capace di dare un calcio a questi vecchi baroni. Il loro – dei “grillini” – è un abile gioco di rimessa, attendono di capire l’evoluzione finale degli opposti schieramenti. Temono soltanto che la palla, e quindi le decisioni, possano passare a Roma. Renzi, per un verso, e Berlusconi, per quello opposto, potrebbero avere in desiderio di “commissariare” la Calabria e in tal caso sarebbero dolori per tutti.

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