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Gelo Pd-Sel, Speranza: «Mi vogliono eliminare? Facciano pure»

LAMEZIA TERME «Ci vogliono togliere dalla coalizione? Lo facciano, qual è il problema? Dico solo che sono stato il sindaco di Lamezia per 9 anni, appoggiato anche dal Pd». Gianni Speranza per il mo…

Pubblicato il: 01/08/2014 – 16:33
Gelo Pd-Sel, Speranza: «Mi vogliono eliminare? Facciano pure»

LAMEZIA TERME «Ci vogliono togliere dalla coalizione? Lo facciano, qual è il problema? Dico solo che sono stato il sindaco di Lamezia per 9 anni, appoggiato anche dal Pd». Gianni Speranza per il momento non vuole affrontare la polemica scoppiata in questi giorni tra Sel e il Pd, né analizzare le parole di Renzi, convinto che il suo partito possa vincere a livello locale anche senza gli alleati che ostacolano il percorso delle riforme. Speranza preferisce posticipare qualunque decisione in merito, in attesa che la situazione nazionale sia più chiara. Non dice, il sindaco della città più grande tra quelle amministrate dal centrosinistra in Calabria, se la sua candidatura rimarrà in campo anche in caso di rottura definitiva tra il premier e Vendola. Sulle questioni regionali, invece, interviene eccome. In particolare sulle primarie, che – almeno per ora – lo vedono protagonista assieme a Gianluca Callipo e Mario Oliverio. «Finora sono state un disastro», ammette senza troppe perifrasi.
Si spieghi meglio.
«Io non mi sono candidato perché cerco un posticino al sole, ma perché credo in una grande alleanza di centrosinistra e civica per cambiare la Calabria, sulla scorta dell’esperienza, abbastanza complicata, maturata nel mio Comune. Sono contrario alla logica del partito unico trasversale: da quattro mesi la giunta e il Consiglio regionali continuano a operare come se nulla fosse. Mi batto contro questo modo di intendere le cose. Se fossi eletto governatore per prima cosa metterei in atto una cura dimagrante per la Regione, tagliando tutti i vitalizi e i privilegi, affinché i consiglieri guadagnino quanto i sindaci di una città capoluogo. Stiamo parlando di indennizzi dimezzati che potrebbero liberare risorse per un reddito di cittadinanza o, al limite, per un reddito di sopravvivenza. Ecco, mi sono candidato per tutti questi motivi, non per alimentare la sarabanda delle polemiche politiche».
Ce ne sono state parecchie, finora…
«Questa guerra del Pd rischia di far perdere le elezioni al centrosinistra. Quanto a me, se devo essere “tollerato”, non ci sto proprio. Se le cose dovessero continuare così anche nei prossimi giorni valuterò il da farsi. Sono uno che, se si escludono i due mandati da sindaco, non si è mai candidato a nessun ruolo istituzionale e non ha mai avuto incarichi di sottogoverno».
Quindi potrebbe anche decidere di farsi da parte?
«Non prendo decisioni adesso. Noto che finora queste primarie sono state un disastro. Nei miei confronti non c’è bisogno dei diktat di Carbone o di Lotti: sono una persona libera, non dipendo da nessuno, nemmeno da Sel. Pensavo di essere utile, questo è il motivo del mio impegno, non la guerra con gli altri candidati. Continuerò a osservare la situazione».
Ma esiste la possibilità di una sua candidatura anche in caso di divorzio tra Sel e il Pd?
«Io adesso sono un candidato del centrosinistra. Per adesso le cose che vedo non mi piacciono, ma stiamo a vedere. La coalizione rischia di perdere. In Calabria opera ancora il vecchio sistema di potere, che comanda sempre. Mi sono candidato per cambiare davvero le cose. Se quello che dico non piace, il problema non è mio. Ho fatto questo passo per generosità, poi farò le mie scelte in base alla situazione ideale e politica. Rispetto sia Oliverio sia Callipo, ma la mia preoccupazione è profonda».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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