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Vertice Oliverio-Minniti: porte chiuse a Ncd

LAMEZIA TERME A Marco Minniti, il neogovernatore Mario Oliverio, lo ha spiegato dettagliatamente: «Su alcune cose non possiamo transigere. Io ci metto la faccia e mi accollo i rischi ma il partito …

Pubblicato il: 29/11/2014 – 16:53
Vertice Oliverio-Minniti: porte chiuse a Ncd

LAMEZIA TERME A Marco Minniti, il neogovernatore Mario Oliverio, lo ha spiegato dettagliatamente: «Su alcune cose non possiamo transigere. Io ci metto la faccia e mi accollo i rischi ma il partito deve starmi vicino e lo devi fare anche tu». Si riferisce in particolare all’azzeramento dell’attuale commissariamento della sanità calabrese. Il tempo di Luciano Pezzi e Andrea Urbani al vertice della struttura commissariale calabrese sarebbe scaduto. Le ragioni risiedono in un dossier che esperti del settore hanno realizzato in tempi record e consegnato a Mario Oliverio. Il ministro Lorenzin non entusiasma – tanto per usare un eufemismo – Oliverio e se qualcuno ha pensato di utilizzare la delegazione governativa del Nuovo centrodestra come strumento di pressione su Matteo Renzi perché i fratelli Gentile vengano imbarcati nel nuovo governo regionale ha fatto male i suoi conti: «Sappiano che sono stato irremovibile prima delle elezioni e lo sarò ancora di più dopo le elezioni». Per quanto riguarda la sanità, il nuovo capo dell’esecutivo regionale ha già fatto sapere al premier che è sua intenzione assumere l’incarico che negli ultimi anni è stato prima di Agazio Loiero e poi di Peppe Scopelliti. E in questo senso l’inquilino di Palazzo Chigi avrebbe garantito disponibilità a soddisfare tale richiesta.

Oliverio e Minniti si sono detti molte cose, venerdì pomeriggio, dopo che il premier era ripartito da Reggio Calabria. Avevano urgenza di farlo, per cui anche in presenza di un appuntamento già fissato per lunedì a Roma (giorno in cui al Nazareno si riunisce la direzione nazionale del Pd), i due hanno chiacchierato a lungo, da soli, al riparo da qualsiasi interferenza. Si sono appartati in un angolo dello stabilimento industriale delle Omeca e sono rimasti cinquanta minuti a dialogare. Parole che tradivano condivisione e cordialità attraverso continui cenni del capo e qualche sorriso. In tanti a distanza osservavano, mentre gli operai smontavano il palchetto appena lasciato da Matteo Renzi e dal suo seguito. Tra questi, nuovi consiglieri regionali, come Nicola Irto e Mimmo Battaglia ma anche protagonisti della scena politica come Demetrio Battaglia e Demetrio Naccari Carlizzi, che non nascondono il loro apprezzamento per quel colloquio franco e diretto tra il sottosegretario e il presidente “in pectore” della Regione.

L’incontro delle Omeca segue di qualche ora un altro confronto diretto e senza accompagnatori. Protagonisti, in questa circostanza, Mario Oliverio ed Ernesto Magorno. Scelgono il caffè Renzelli, nel cuore del centro storico di Cosenza. Sono sicuri di essere al riparo da occhi indiscreti. Non è così ma questo nulla toglie all’importanza di quell’incontro. È servito a Mario per dire chiaro a Ernesto che non intende avallare alcun attacco alla sua segreteria regionale. Serve a Magorno per rassicurare Oliverio: il Pd lo sosterrà anche nelle eventuali frizioni con il governo nazionale.

Il nuovo governatore lo avrebbe spiegato senza troppi giri di parole: «Ernè, voglio bene a tutti ma voglio bene sopratutto alla nostra terra e qui fino ad oggi amici miei e tuoi che in Calabria ci arrivano solo ora e per caso hanno preso impegni che non dovevano prendere e consigliato nomine che non dovevano consigliare».

C’è chi vuole leggerci un riferimento a Graziano Delrio e a Luca Lotti ma se lo chiedete a Oliverio negherà con fermezza, con troppa fermezza per essere credibile. Magorno non si tira indietro: «A lealtà e chiarezza corrisponderò con lealtà e chiarezza, chiudiamo i varchi e andiamo avanti».

E insomma si va avanti pur in assenza dei risultati ufficiali delle elezioni. Oliverio e il suo staff, guidato dal plenipotenziario Franco Iacucci, stanno facendo di necessità virtù e hanno avviato il loro lavoro di ricognizione. In queste ultime ore hanno incontrato diversi dirigenti di Palazzo Alemanni e hanno messo a punto una road map necessaria per le prime settimane. Al primo punto c’è la task force sui fondi comunitari che rischiano di andare in fumo: «Stiamo lavorando, pur senza essere ancora ufficialmente al nostro posto affinché non si perda un solo euro dell’Unione europea. Pensiamo a progetti su Gioia Tauro e ad un confronto con il governo che sia propositivo. Non intendiamo alimentare l’assistenzialismo».

Già, perché ad oggi è proprio questa una delle più grandi sfide da vincere.

Paolo Pollichieni

Antonio Ricchio

 

 

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