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Ncd in pressing su Guerini

LAMEZIA TERME Questa volta l’avviso non è nemmeno troppo implicito o mascherato dal politichese. Spiega il senatore Giovanni Bilardi: «Come calabresi il messaggio che mandiamo al Pd, a Lorenzo Guer…

Pubblicato il: 30/11/2014 – 14:32
Ncd in pressing su Guerini

LAMEZIA TERME Questa volta l’avviso non è nemmeno troppo implicito o mascherato dal politichese. Spiega il senatore Giovanni Bilardi: «Come calabresi il messaggio che mandiamo al Pd, a Lorenzo Guerini in particolare, è quello di rendere coesa questa alleanza con i giusti percorsi: non vogliamo altro che valorizzare le potenzialità della nostra regione che è un’emergenza tra le emergenze. Siamo determinanti e leali, ma non siamo ingenui». Il Nuovo centrodestra, insomma, non molla e torna a premere sul Nazareno per ottenere un allargamento della coalizione di governo in Calabria. Falliti (finora) i tentativi di abboccamento con Mario Oliverio, intuito che Ernesto Magorno non ha molto peso in questa specifica vicenda, i vertici regionali del partito di Alfano si rivolgono direttamente al plenipotenziario di Matteo Renzi. E se non è un aut aut, poco ci manca. 

Il non detto tra i dirigenti di Ncd è che i voti dei senatori calabresi, determinanti per assicurare la maggioranza a Palazzo Madama, potrebbero venire meno se dal nuovo governatore calabrese non dovessero arrivare segnali di apertura (la presidenza del consiglio regionale per Pino Gentile) nei confronti di una forza politica con cui i dem sono alleati a Roma. 

Bilardi ricorda il ruolo svolto finora dai quattro senatori – nel computo non c’è Antonio Caridi, che ormai viene dato in uscita dal partito dopo il divorzio ufficializzato da Peppe Scopelliti – che «ha assicurato governabilità al Paese». Il nuovo fedelissimo di Tonino Gentile definisce «un atto di responsabilità che evitò di andare al voto al buio lo scorso anno e di far precipitare l’Italia in un incubo» la scelta di lasciare l’ex Cavaliere e passare con Alfano. Consumato lo strappo, ora il cerino resta nelle mani di Renzi: «Se vuole governare fino al 2018 deve essere consequenziale e aprire una stagione politica incentrata sul Mezzogiorno e sul riformismo cattolico. Grazie a noi nella legge di Stabilità sono state inserite norme a salvaguardia della famiglia e dei ceti deboli». Lunedì mattina, a Lamezia Terme, è atteso l’arrivo di Gaetano Quagliariello, che già si sarebbe fatto sentire con Guerini, tornando a premere per un accordo istituzionale in Calabria tra Pd e Ncd. Sarà la prima uscita pubblica dopo le elezioni che hanno regalato alla coalizione centrista Ncd-Udc solo sorprese positive. In settimana Angelino Alfano potrebbe annunciare la nascita dei gruppi unici in Parlamento. 

Tuttavia le attenzioni maggiori sono concentrate sulle decisioni che saranno prese in casa del Pd. Oliverio è atteso a Roma dove domani è in programma la riunione della direzione nazionale. Prima di fare capolino al Nazareno, il nuovo presidente della Regione vedrà Guerini, Minniti e Magorno. All’ordine del giorno proprio la scelta sull’atteggiamento da assumere nei confronti degli alfaniani, che premono per avviare una collaborazione in consiglio regionale. Oliverio resta sempre convinto che nessun compromesso, nessun gentlemen agreement, può essere possibile con chi ha avuto ruoli di responsabilità nel centrodestra di Scopelliti. E ai suoi che gli chiedono conto, va ripetendo: «Ho già respinto il corteggiamento di Ncd prima del voto. A maggior ragione lo farò adesso».

Insomma, messa così, non c’è nessuna moral suasion che possa convincerlo a fare marcia indietro. A meno che Renzi…

Antonio Ricchio

a.ricchio@corrierecal.it

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