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Scacco ai Paviglianiti, indagato l'ex comandante della Capitaneria di porto di Reggio

REGGIO CALABRIA L’ex comandante della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, Vincenzo De Luca, è indagato in stato di libertà nell’inchiesta “Ultima spiaggia” della Dda di Reggio che stamani ha p…

Pubblicato il: 18/12/2014 – 13:41

REGGIO CALABRIA L’ex comandante della Capitaneria di porto di Reggio Calabria, Vincenzo De Luca, è indagato in stato di libertà nell’inchiesta “Ultima spiaggia” della Dda di Reggio che stamani ha portato i carabinieri a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 52 persone ritenute affiliate o contigue alla cosca Paviglianiti di San Lorenzo. Il gip ha rigettato nei confronti di De Luca la richiesta d’arresto, mentre ha accolto quella ai domiciliari per un sottufficiale, Basilio Tedesco, in servizio all’epoca dei fatti – il 2010 – nella stessa Capitaneria. De Luca e Tedesco sono accusati dalla Dda di corruzione aggravata dall’avere favorito un sodalizio mafioso per avere omesso «di rilevare tutte le difformità di quanto realizzato rispetto a quanto assentito e tutte le conseguenti violazioni di legge» nella realizzazione del lido “La Cubana”, di proprietà di Luca Bruno Cannizzaro, indicato come uno dei vertici del sodalizio, ma riconducibile realmente al cognato Settimo Paviglianiti, definito dagli inquirenti uno dei boss. Agli atti dell’inchiesta c’è l’intercettazione ambientale di un colloquio nel corso del quale Cannizzaro, parlando dei controlli della Capitaneria al cantiere del costruendo lido, afferma: «Ah.. mi è costato millecinquecento euro stamattina! me li ha anticipati un amico… è andato là ha dato cinquecento a De Luca… cinquecento a Tedesco.. e cinquecento glieli devo mandare ora». Per De Luca il gip distrettuale ha rigettato la richiesta d’arresto in quanto «risulta mero firmatario dell’annotazione della polizia giudiziaria inviata il 16 giugno 2010, quale esito della delega disposta in diverso procedimento penale, a seguito di un sostanziale anonimo, degli esiti del sopralluogo della Guardia costiera del 3 giugno 2010, a cui egli non risulta avere partecipato, sicché mai avrebbe potuto agire d’urgenza e di iniziativa non essendo neppure presente sul posto». «Viceversa – scrive il gip – in assenza di positivi o apprezzabili elementi in base ai quali poter sostenere il carattere millantatorio dell’intercettazione, è vero che il maresciallo Tedesco Basilio, ufficiale territorialmente competente in quanto addetto alla delegazione di spiaggia di Melito Porto Salvo, sia l’unico a essere stato sempre presente nei sopralluoghi eseguiti, sicché certamente in grado di constatare l’evoluzione delle opere e della struttura in aperta difformità al progetto assentito. Nei confronti del maresciallo Basilio Tedesco non residuano dubbi di sorta sulla sua partecipazione all’ipotesi corruttiva mentre per i predetti profili di assenza dai sopralluoghi effettuati e di mancata possibilità di agire diversamente d’iniziativa va rigettata la richiesta nei confronti del De Luca, che resta indagato a piede libero, fatti salvi diversi e successivi approfondimenti».

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