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Stop previsto

Uno stop previsto. Sia pure leggero, rispetto all’anno scorso, ma c’è stato. Il porto di Gioia Tauro non ha registrato, nel 2014, un aumento nella movimentazione dei container. Centomila Teu (l’uni…

Pubblicato il: 05/02/2015 – 15:23

Uno stop previsto. Sia pure leggero, rispetto all’anno scorso, ma c’è stato. Il porto di Gioia Tauro non ha registrato, nel 2014, un aumento nella movimentazione dei container. Centomila Teu (l’unità di misura dei contenitori) in meno. Due milioni e 970mila, contro i 3 milioni e 87mila del 2013. Una leggera flessione che, però, è utile come monito a quanti devono intervenire perché il porto possa continuare la difficile battaglia di operare in una regione del sud Italia che ha necessità di essere monitorato e di avere le attenzioni indispensabili perché la flessione non peggiori nei prossimi anni. Complessivamente Contship Italia, di cui Medcenter container terminal (la società che gestisce lo scalo portuale calabrese) è espressione, è complessivamente andata bene quanto a movimentazione di container. Gioia Tauro è scesa, Cagliari ha pareggiato, mentre Tangeri, il porto marocchino, è schizzato, aumentando – e non di poco – il volume dei traffici. La società minimizza e non si dice preoccupata perché considera la flessione “nella norma”. Da qui l’ottimismo di Cecilia Battistello Eckelmann che ha parlato di modesta contrazione, rispetto al trend di crescita degli ultimi due anni. Le motivazioni della flessione da parte della presidente di Contship Italia vengono attribuite alla revisione e al cambio del sistema informatico portuale di Gioia Tauro, ma anche all’interruzione delle attività connesse alla gestione del trasbordo delle armi chimiche siriane, gestita sotto l’egida dell’Onu e del governo italiano. In azienda sono certi che il 2015 sarà un anno di svolta. Si vorrà festeggiare il ventesimo anno di attività del porto con dati di grande successo. Intanto, fermandosi ai numeri attuali, c’è la dimostrazione che il porto non riesce a decollare, nonostante prese di posizione e impegni a livello politico.
Nel programma di Oliverio l’attenzione del governo regionale non è secondaria. Pur consapevole, ha detto in campagna elettorale illustrando il suo programma, che i problemi sono innumerevoli, a tantissimi livelli, l’intenzione del presidente Oliverio, è quella di non lasciare nulla di intentato affinché il porto di Gioia Tauro conquisti sempre maggiori fette di mercato. E questo nella consapevolezza che si tratta dell’infrastruttura che dà un numero di posti di lavoro considerevole ai giovani calabresi. Posti che nel 2013 e nel 2014 hanno subìto contrazioni a intermittenza per la scarsa movimentazione di contenitori. È vero che i terminali marittimi partecipati da Contship hanno movimentato 6,6 milioni di Teu e che Gioia Tauro ha registrato il 40 delle movimentazioni, ma è altrettanto vero che si è registrato un imprevisto stallo nell’andamento generale dello scalo calabrese. Tutto sommato, sostengono in azienda, non siamo insoddisfatti perché rappresentiamo la più importante realtà economica della regione ma, di più, nelle condizioni generali di crisi, di più e di meglio non si poteva fare. A dire il vero, però, Gioia Tauro non riesce a sbaragliare la concorrenza, non riesce a essere – come pure lo è stato in passato – vero punto di riferimento nel mercato del transihpment in tutto il Mediterraneo.
Cecilia Battistello Eckelmann si è detta del parere che «le compagnie di navigazione continuano a sviluppare la loro strategia di alleanze, fusioni, integrazione e cooperazione. E tutto questo per aumentare l’efficienza dei loro network, ridurre i costi operativi, migliorare i livelli di servizio, affidabilità e puntualità, oltre ad una maggiore copertura dei mercati serviti». E questo perché, sulla base di quanto si è impegnata a fare la concorrenza, anche Medcenter container terminal non rimarrà indietro rilanciando gli investimenti nei propri terminal, preparando così «nuovi scenari che prevedono cambiamenti rilevanti nel settore delle compagnie di navigazione». Ma perché Gioia Tauro perde terreno (anzi mare) quando gli altri hub gestiti da Contship ne guadagnano? Cagliari international container conferma il suo duplice ruolo di centro di transhipment per il Mediterraneo e porto di riferimento per le merci sarde in importazione e in esportazione. Eurogate di Tangeri – l’hub marocchino – ha registrato i suoi migliori risultati aumentando il numero di navi lavorate. L’unico che perde traffico è il porto di Gioia Tauro. Si è trattato di un calo fisiologico, dovuto a motivi contingenti, come hanno lasciato intendere in azienda, oppure c’è qualcosa che non va per il verso giusto?
È un fatto, però, che la cassa integrazione non cessa, i lavoratori sono stanchi e demotivati perché lavorano a scartamento ridotto, Gioia Tauro – comunque – non fa più notizia di prima pagina come avveniva negli anni scorsi. Si tratta anche di rendere efficiente quella famosa cabina di regia, nella quale il presidente del Consiglio Renzi aveva piazzato al primo posto proprio il porto di Gioia Tauro. Il presidente Oliverio ha già consegnato al capo del governo un voluminoso dossier sulle politiche di sviluppo indispensabili per potenziare il porto di Gioia Tauro. Lo rifarà – si è impegnato a qualche giorno dal varo della giunta regionale – e non appena le turbolenze dovute alla situazione politica nazionale si calmeranno. Oggi, purtroppo per la Calabria e per Gioia Tauro, “majora premunt”. E non si tratta di roba di poco conto. C’è da risolvere il problema della legge elettorale, c’è da eleggere il nuovo capo dello Stato. E se Gioia Tauro ha atteso per anni – si dice in ambienti governativi – qualche mese in più non farà cambiare opinione a Renzi e al governo. Sia a quello nazionale che, ancor più, a quello regionale. Nessuno si giocherà la propria credibilità.

 

*Giornalista

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