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SANITÀ | Oliverio: no al commissario per altri tre anni

CATANZARO Agguerrito e determinato. Così si è presentato martedì sera in conferenza stampa Mario Oliverio, nell’incontro organizzato per annunciare lo sbocco di alcuni concorsi nella sanità pubblic…

Pubblicato il: 03/03/2015 – 18:22
SANITÀ | Oliverio: no al commissario per altri tre anni

CATANZARO Agguerrito e determinato. Così si è presentato martedì sera in conferenza stampa Mario Oliverio, nell’incontro organizzato per annunciare lo sbocco di alcuni concorsi nella sanità pubblica necessari a tamponare, almeno un po’, l’emergenza in cui versano le strutture ospedaliere di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. I posti a bando saranno 39 per l’Azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrinò-Morelli” di Reggio Calabria, 34 per l’Azienda di Cosenza e 32 per quella di Catanzaro. Si tratta di dirigenti medici, infermieri e tecnici di radiologia da inserire sia nei vari reparti, sia nel unità di emergenza.

I concorsi pubblici, sono però solo il mezzo per arrivare a parlare del tema caldo di questi mesi, ovvero la nomina del commissario ad acta per la sanità calabrese, nomina che Oliverio attende da dicembre ma che fino ad ora è slittata per motivi ancora tutti da chiarire. Nomina che potrebbe prendere una strada diversa da quella auspicata dallo stesso presidente.

E allora proprio in questo quadro di attesa snervante sulla pelle dei cittadini calabrese, Oliverio ha scelto di non aspettare più e con una delibera di giunta ratificata ieri, ha chiesto ai sub-commissari Urbani e Pezzi (oggi affianco a lui in conferenza stampa) di sbloccare i tanto agognati concorsi per «dare risposte immediate alle situazioni di urgenza ed emergenza in cui versano alcuni presidi ospedalieri calabresi», spiega. E lo ripete più di una volta, sottolineando l’importanza dell’azione dettata dalla contingenza.

«Questo sarà il primo passo – prosegue Oliverio – di una serie di provvedimenti che assumeremo perché la sanità calabrese torni alla normalità. E lo facciamo consapevoli di assumerci grosse responsabilità, ma con la certezza che non è più possibile perdere altro tempo ad attendere la nomina del commissario. Tutto quello che è in nostro potere, sarà fatto senza sprecare altro tempo. E proprio per questo motivo, seguendo le disposizioni normative in materia, intendiamo accorciare i tempi attingendo anche dalle graduatorie già in essere. Il nuovo commissario avrà modo di capire le ragioni alla base di questo provvedimento e farle sue per proseguire sulla linea della rapidità della risposta al bisogno di sanità dei cittadini calabresi. Non voglio con questo entrare nel merito della nomina, ma ritengo che il nuovo commissario dovrà necessariamente interloquire con il presidente della Regione».

Ed è proprio in questo passaggio che è racchiuso un primo, innegabile dato: sarà stato un lapsus o una velata ammissione, ma appare ormai chiaro che il governo nazionale (anche sulla scorta dell’ultimo parere fornito dall’Avvocatura generale dello Stato) ha deciso che non sarà Oliverio il nuovo responsabile della sanità, nonostante i pareri legali che lo stesso governatore calabrese ha inviato a Roma, nonostante – e forse ancor più gravi – le continue rassicurazioni di Matteo Renzi.

Se non c’è spaccatura, poco ci manca e a certificarlo è lo stesso Oliverio che, dopo aver cercato di ammorbidire i toni parlando della continua attenzione del presidente del Consiglio sui temi calabresi, alla fine ha sbottato: «Credo che intorno alla sanità, in Calabria, si è consolidato un groviglio di interessi che non è secondario alla costituzione della situazione grave di oggi. Parliamoci chiaramente: l’incapacità della Regione a dotarsi di un Piano sanitario e costruire un sistema qualificato, è stato funzionale all’affermazione del groviglio di interessi che nel corso del lungo periodo ha macinato risorse. Mi auguro che sia un parere giuridico ad impedire al governo nazionale l’affermazione di quanto noi, attraverso un parere giuridico appunto, abbiamo chiesto (il riferimento è alla nomina a commissario ad acta, ndr). Perché è chiaro che se così non dovesse essere e se la proroga del commissariamento dovesse andare oltre il confine per entrare nella possibilità di far scattare un altro triennio, sarebbe estremamente grave per la Calabria. A quel punto però, noi non staremmo con le mani in mano. Se c’è qualcuno che pensa che noi staremmo a fare gli spettatori passivi, per non creare disturbi al manovratore, si sbaglia di grosso. Oliverio non è un soggetto docile né addomesticabile da nessuno, perché l’unico interesse che mi tiene qui è quello della mia terra. Oltre questo interesse, per quanto mi riguarda, non c’è spazio ad altro. Questo lo dico perché tutti coloro i quali abbiano orecchie per sentire, ascoltino. Se ci dovesse essere il recondito intento di far passare per questa porta stretta altri interessi o ricollocarli, ci si sbaglia. A quel punto non sarei io o la Calabria a spingere allo scontro, ma sarebbero proprio questi interessi che si ripropongono a determinare un corto circuito».

Oliverio dimostra determinazione anche nell’annuncio, a sorpresa, mentre parla di razionalizzazione dei costi e della spesa sanitaria: «Stiamo lavorando per costruire una nuova organizzazione della sanità e questo sarà un altro provvedimento direttamente preso dalla Regione. In quest’ottica, ci sarà una sola azienda sanitaria regionale e quindi un solo direttore generale, attraverso il quale si potrà superare la logica attuale della frammentazione che ha dato vita, negli anni alle peggiori logiche di lottizzazione».

Insomma, ad Oliverio non è piaciuto il teatrino del governo sulla sua mancata nomina e non fa nulla per nasconderlo,anzi alza il tiro e mette Renzi e i suoi in guardia: la Calabria non sarà terra di conquista e non presterà il fianco a giochi di potere. La corda è tesa, il rischio che si spezzi è forte.

Alessandro Tarantino

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