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Due milioni per il personale di Calabria Lavoro

CATANZARO Domanda: quanto è costato il personale di Azienda Calabria Lavoro dal 2009 fino alla fine del 2014? Risposta: oltre 1,9 milioni a cui vanno aggiunte le somme destinate alle spese correnti…

Pubblicato il: 01/04/2015 – 9:27
Due milioni per il personale di Calabria Lavoro

CATANZARO Domanda: quanto è costato il personale di Azienda Calabria Lavoro dal 2009 fino alla fine del 2014? Risposta: oltre 1,9 milioni a cui vanno aggiunte le somme destinate alle spese correnti. Cifre importanti, messe nere su bianco in un documento ufficiale, firmato (dall’ex) commissario di una delle più importanti società in house della Regione, che ha il compito di favorire il reinserimento lavorativo e incrementare l’incontro tra domanda e offerta di occupazione. Al vertice di “Calabria Lavoro”, negli ultimi cinque anni, si sono alternati un direttore generale (Daniela De Blasio, in sella fino al 2 agosto 2010) e un commissario (Pasquale Melissari). Assieme a loro altri nove dipendenti della giunta regionale in utilizzo presso l’Azienda.
E qui arriviamo alla prima condizione singolare. Calabria Lavoro avrebbe dovuto avere un dg dopo De Blasio. Non è mai successo perché Melissari è sempre rimasto commissario. La Regione cercava un manager nel 2012, quando emanò un avviso pubblico finalizzato a formare un elenco di aspiranti a quella carica. Di quella procedura non si sono più avute più notizie. Pare, anzi, che la commissione che avrebbe dovuto selezionare i curricula dei candidati si sia riunita una sola volta. Interrompendo l’iter e lasciando Melissari al suo posto.

 

LA PARENTESI DE BLASIO La reggina Daniela De Blasio, laurea in Scienze politiche ma con una serie di esperienze post-laurea nel mondo giuridico e del lavoro, è alla guida della società nel 2009. In realtà lo è già da tempo, su indicazione della giunta di centrosinistra guidata da Agazio Loiero. Durante quell’anno le spese per il personale ammontano a 373mila euro. Di questi, 150mila per la sua indennità lorda, 3mila per indennità di trasferta e missioni, 150mila per progetti obiettivo del personale che lavora nell’Azienda. A queste somme vanno aggiunti altri soldi destinati per il pagamento degli oneri previdenziali.

 

IL (LUNGO) REGNO DI MELISSARI Il cambio di governo regionale determina novità anche al vertice di Calabria Lavoro. Peppe Scopelliti decide così di sostituire De Blasio con Pasquale Melissari. Tra i due il feeling è fortissimo. L’ex governatore che preferisce «gente che abbia fatto il mio stesso percorso politico» concede carta bianca all’amico-legale. Che non si fa pregare per attuare la sua “rivoluzione”. Cambia tutto, Melissari. Comprese le suppellettili ereditate nella sede dell’ente. E infatti, tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011, ha disposto la liquidazione di una somma totale di 90mila euro. Quasi la metà (precisamente 41.200 euro) se n’è andata in opere tipografiche e litografiche, mentre poco meno di 20mila euro sono serviti ad acquistare materiale di cancelleria raffigurante il nuovo logo di “Calabria Lavoro”.

 

LE SPESE PER IL PERSONALE Nel 2010, anno di coabitazione tra De Blasio e Melissari, le spese per il personale ammontano a 374mila euro. Andando nel dettaglio si scopre che 149mila sono andati via per pagare gli stipendi lordi del direttore generale, 15mila per indennità di trasferta e missioni del dg, 40mila per l’indennità di risultato (diviso a metà tra i due manager) del direttore generale e 110mila per progetti obiettivo del personale in utilizzo presso l’Azienda.
Nel 2011, primo anno a guida completa di Melissari, i costi per il personale salgono a 378mila euro. Gli stipendi dell’avvocato di area centrodestra superano quota 149mila euro su base annua, l’indennità di risultato (che il commissario si auto-riconosce) è pari a 40mila euro, mentre per trasferte e missioni varie vengono spesi 11.500 euro. A concorrere all’ammontare ci sono pure oltre 10mila euro versati per l’accantonamento del Tfr (più prosaicamente la liquidazione) del direttore generale. Senza contare poi che Melissari riconosce 40mila euro di indennità accessorie per il personale che lavora nella società in house.
Un calo, determinato anche dai tagli imposti a livello centrale, si registra nel 2012. In quest’anno le spese per il personale si fermano a poco più di 292mila euro. Ma se da una parte cala lo stipendio percepito da Melissari (138mila euro in dodici mesi), dall’altra salgono a 16mila le spese per trasferte e missioni. Rimangono invariate le cifre relative all’indennità di risultato e all’accantonamento del trattamento di fine rapporto.
Un taglio più deciso arriva nel 2013, quando l’indennità di risultato del commissario scende a 32mila euro e le spese di rappresentanza non vanno oltre i 1.500 euro. Per quanto riguarda le altre voci, tutto rimane invariato rispetto ai dodici mesi precedenti.
Ma chi si aspettava una definitiva inversione di tendenza rimane deluso se guarda le cifre relative al 2014. Le spese per il personale tornano a crescere, superando i 278mila euro. La voce grossa la fanno gli oltre 65mila euro destinate alle indennità accessorie per il personale che lavora nella struttura. Invariati, invece, le somme utilizzate per pagare gli stipendi e l’indennità di risultato del commissario oltre che quella destinata all’accantonamento del Tfr.

 

FINISCE L’ERA MELISSARI Lo scorso 20 marzo la giunta regionale di centrosinistra guidata da Mario Oliverio ha deciso di porre fine all’esperienza di Melissari, nominando al suo posto – sempre in qualità di commissario – Antonio De Marco, già a capo, come reggente, del dipartimento Lavoro. Primo di questo passaggio c’è un altro episodio singolare che riguardato Scopelliti e Melissari. Nel 2013 all’avvocato reggino viene affidato il controllo pure di Fondazione Field. In prima battuta la reggenza della società in house era stata affidata a un dirigente regionale, dopo il crac sancito dall’evaporazione del capitale sociale, transitato dai conti di Field a quelli di Mimmo Barile, ex presidente molto vicino ai vertici del centrodestra cosentino. Poi Field, nella ristrutturazione voluta dal centrodestra, è passata sotto il controllo diretto di “Calabria Lavoro”. E Scopelliti ha scelto di affidarsi ancora una volta alle cure di Melissari. Ma è acqua passata. Adesso si attende la pubblicazione del bando di reclutamento e la scelta dei nuovi manager.

Antonio Ricchio

a.ricchio@corrierecal.it

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