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Salvini: «A Platì mi sarei candidato io»

PLATÌ «Se me lo chiedono i cittadini, a Palazzo Chigi ci vado». A dirlo è il segretario della Lega Matteo Salvini, che in un’intervista a Repubblica sottolinea: «Nella mia testa ho già tante person…

Pubblicato il: 04/06/2015 – 9:07
Salvini: «A Platì mi sarei candidato io»

PLATÌ «Se me lo chiedono i cittadini, a Palazzo Chigi ci vado». A dirlo è il segretario della Lega Matteo Salvini, che in un’intervista a Repubblica sottolinea: «Nella mia testa ho già tante persone, per l’economia, per l’industria, per l’agricoltura. La squadra c’è, non andrei al buio, per questo non mi tremano le vene dei polsi, ipotizzando di essere io il futuro presidente del Consiglio» Se gliel’avessero chiesto o, meglio, se l’avesse saputo, il leader della Lega sarebbe sceso nel profondo Sud. Profondissimo, stando alla narrazione della stampa nazionale: «Ho appreso tardi di quel comune calabrese, Platì, dove non s’è votato, dove nessuno presenta la lista per paura della mafia locale. Se l’avessi saputo, ci avrei messo la faccia». Che Salvini non sia molto informato sulle cose calabresi si sa, infatti non ne sapeva niente. Il suo discorso, in effetti torna su questioni più vicine al leghista, che sogna di diventare sindaco di Milano e immagina le primarie del centrodestra. Non solo: Salvini si dice convinto che «le nostre idee possono conquistare il sud». Torna poi sulle regionali: «A Sud come al Nord abbiamo presentato candidati puliti con certificati di tutto e di più». Non a Platì, dove – senza saperlo – i cittadini hanno “rischiato” di trovarsi nelle urne Salvini contro Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd, l’un contro l’altro armati per tentare di governare nel Sud del Sud. 

Magorno, rivendicando la primogenitura della proposta su Platì, ha risposto a stretto giro con un tweet: «Platì non ha bisogno di Salvini. Il Pd Calabria, dopo la mia proposta, ha dato il via a una nuova stagione di democrazia. Salvini non ha il diritto di guardare dall’alto in basso il Sud e di pensare di farne terra di conquista, i cittadini di Platì hanno avviato, senza nessuna paura, un percorso democratico e ha le forze e le capacità per proporre una guida politica alla città, espressione autonoma della sua gente, e tornare ad essere padroni del loro destino. Un futuro che non potrebbe essere affidato in alcun modo a Matteo Salvini colui che ha sempre additato con disprezzo il Sud e la sua gente».

 

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