MAFIA CAPITALE 2 | Nel mirino l'azienda cosentina che gestisce il Cup
COSENZA Anche a Cosenza scattano perquisizioni per l’inchiesta Mafia capitale. A finire nel mirino degli investigalori è l’azienda Camus srl, che nell’ottobre 2014, in Ati con la Capodarco sc. e la N…

COSENZA Anche a Cosenza scattano perquisizioni per l’inchiesta Mafia capitale. A finire nel mirino degli investigalori è l’azienda Camus srl, che nell’ottobre 2014, in Ati con la Capodarco sc. e la Nta srl si è aggiudicata un lotto dell’appalto relativo alla gestione del servizio Cup in materia sanitaria. Per i pm, anche questa commessa era finita in mano a Mafia capitale, che sarebbe riuscita a prima del bando «a predeterminare il contenuto delle assegnazioni». Ma non solo. Per gli inquirenti, dopo la pubblicazione del bando, il gruppo economico riconducibile al ras delle cooperative Buzzi, grazie all’ex capogruppo del Pdl in Campidoglio, poi di Forza Italia alla Regione Lazio, Luca Gramazio, «interviene sulle intese raggiunte, modificandole, ottenendo a garanzia la nomina nella commissione aggiudicatrice di Angelo Scozzafava, ormai abituale interlocutore dell’organizzazione all’interno delle istituzioni, il quale comunica a Buzzi pedissequamente il contenuto dei lavori della commissione e ne orienta le scelte a fine di ottenere il risultato».
Stando a quanto riportato nell’ordinanza, la Camus – che allo stato non risulta sotto indagine – si sarebbe aggiudicata l’appalto il 2 ottobre del 2014, tuttavia gli investigatori hanno rinvenuto una nota firmata dalla Direzione centrale acquisti della Regione Lazio una ventina di giorni dopo, con cui si segnalava che «durante la seduta pubblica di apertura delle offerte economiche effettuata in data 21.10.2014, è stata rilevata la presenza di alcune offerte sospette di anomalia in base all’applicazione di quanto previsto dall’art. 86 D. Lgs n. 163/2006», che indica le offerte anormalmente basse.
Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it