ACHERUNTIA | «Possibile accesso antimafia al Comune di Acri»
COSENZA «L’indagine dà uno spaccato importante dei rapporti tra la politica e una parte della criminalità organizzata cosentina». Così il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giovanni Bo…

COSENZA «L’indagine dà uno spaccato importante dei rapporti tra la politica e una parte della criminalità organizzata cosentina». Così il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, ha definito l’operazione “Acherunthia”, che ha portato in carcere sette presunti esponenti della cosca Lanzino-Ruà. Tra questi anche l’ex consigliere comunale di Acri Angelo Gencarelli. Indagati invece l’ex assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra e l’ex sindaco di Acri Luigi Maiorano. Nell’inchiesta risultano indagate in totale 24 persone, per le quali la Dda aveva chiesto l’arresto ma il gip ha respinto la richiesta accogliendola soltanto per sette.
Sono destinatari di misura cautelare in carcere: Angelo Gencarelli, Giuseppe Perri, Gianpaolo Ferraro e Rinaldo Gentile. Ai domiciliari: Salvatore Gencarelli, Massimo Greco e Adolfo D’ambrosio (già detenuto in regime 41 bis). La Dda di Catanzaro aveva chiesto al gip l’arresto per Trematerra accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ma il gip ha rigettato la richiesta perché ha ritenuto che i favori di Trematerra ad Angelo Gencarelli siano stati fatti alla persona Gencarelli e non a Gencarelli come esponente di spicco della cosca. «Una valutazione – ha ribadito Bombardieri più volte in conferenza stampa – che l’ufficio di Procura non condivide ma che rispetta. Nonostante questo faremo appello al Tribunale del riesame perché ciò che non condividiamo è la scissione tra aspetto privatistico e ‘ndranghetistico. L’attività di indagine ha qualificato il rapporto tra il politico e Gencarelli. Quest’ultimo ha una funzione di primo piano nella cosca. Altro aspetto emerso dall’inchiesta è la corruzione elettorale, la ricerca di favori da parte di Trematerra a sostegno di Gencarelli e viceversa. Il gip evidenzia una scissione tra il ruolo ‘ndranghetistico e amministrativo di Gencarelli, ma anche in questo caso i rapporti sono molto stretti. Questa ordinanza ricostruisce la struttura della cosca. A Gencarelli viene contestata la detenzione illegale delle armi ma per il gip le detiene per fini personalistici».
Bombardieri specifica anche il ruolo avuto da Gencarelli in Regione: «Dalle indagini risulta che la struttura regionale aveva protestato contro Gencarelli avanzando diverse lamentele a Trematerra, come il fatto che era sempre assente dal lavoro. Ma nonostante questo rimaneva sempre al suo posto. Trematerra stesso dice che era a conoscernza delle frequentazioni di Gencareli con Perri (uno degli arrestati e ritenuto uno dei vertici del clan, ndr). Per 13 persone il gip riconosce la gravità indiziaria ma alla luce della nuova legge, ritiene di non poter concedere la misura cautelare perché si tratta di singoli episodi criminali».
Le indagini sono iniziate nel 2010 dopo la denuncia di un episodio incendiario. Anche il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Cosenza, il tenente colonnello Vincenzo Franzese ha delineato la figura di Gencarelli «che – ha detto – oltre ad avere un ruolo nel dipartimento regionale dell’assessorato all’Agricoltura, è stato pure consigliere del Comune di Acri e presidente della commissione Urbanistica sempre del Comune di Acri. L’attività investigativa, infatti, ha riguardato il territorio di Tarsia e Acri. Qui Angelo Gencarelli e Perri sono ritenuti i punti di riferimento della cosca Lanzino-Ruà. L’attivita del gruppo criminale era quella di accappararsi appalti, oltre che praticare usura ed estorsioni. Gestivano persino la pulizia dei fiume. Quando non erano in grado di far assegnare gli appalti alla loro ditta di riferimento, “la Fungaia”, di proprietà di Salvatore Gencarelli – uno degli arrestati e parente di Angelo Gencarelli – facevano in modo che la ditta vincitrice lasciasse il lavoro. Dalle indagini è emerso anche l’imposizione agli esercizi commerciali delle macchinette videopoker».
«A Gencarelli e ai suoi sodali – ha precisato il colonnello dei carabinieri Giuseppe Brancati – poco interessava il colore poltico perché ha anche appoggiato esponenti del Pd, come è accaduto con Franz Caruso nelle ultime elezioni regionali. Ma in questo caso – hanno sottolineato Brancati e Bombardieri – non sono stati evidenziati riscontri di favori. Non è emerso quello che è emerso per Trematerra. Infatti, è bene ribadirlo dalle indagini è emerso che Gencarelli ha appoggiato la campagna elettorale di Caruso ma non ci sono riscontri di scambi di favori e non c’è assolutamente alcun provvedimento nei confronti di Caruso». «Noi – ha aggiunto Franzese – ci atteniamo ai fatti. Nelle passate elezioni Trematerra sostenuto da Gencarelli porta a casa quasi diecimila voti, nel novembre 2014 si ferma a tremila, mentre Caruso ottiene circa 8mila preferenze». «Le indagini – ha concluso Brancati – non riguardano l’attuale amministrazione di Acri, ma alla luce di quanto emerso non è escluso che si possa dar vita a un possibile accesso al Comune – come è avvenuto a Scalea – proprio per fare luce sulla condotta amministrativa».
Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it