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Rifiuti, il confronto (impietoso) tra Falerna e Cesiomaggiore

LAMEZIA TERME I post che pubblica sul suo blog, interessanti e molto ben documentati, non sono sfuggiti a Gian Antonio Stella, firma di punta del Corriere della Sera, che ne ha scritto su Sette nel…

Pubblicato il: 22/08/2015 – 10:08
Rifiuti, il confronto (impietoso) tra Falerna e Cesiomaggiore

LAMEZIA TERME I post che pubblica sul suo blog, interessanti e molto ben documentati, non sono sfuggiti a Gian Antonio Stella, firma di punta del Corriere della Sera, che ne ha scritto su Sette nella rubrica “Cavalli di razza”. Si tratta di Michele Mercuri, giovane blogger che studia e racconta le tante storture prodotte da molti enti pubblici calabresi e che, ovviamente, finiscono per ripercuotersi sulla vita quotidiana dei cittadini. A catturare l’attenzione di Stella un post in cui Mercuri, con tanto di numeri e grafici esplicativi, ha messo a confronto la gestione dei rifiuti urbani nei Comuni di Falerna, nel Catanzarese, e Cesiomaggiore, in provincia di Belluno. Il tenore dell’introduzione fa già capire molto della situazione analizzata dal blogger: «Potremmo pagare di meno per la raccolta rifiuti? Forse sì, a patto di avere un’amministrazione che abbia una visione che vada oltre il semplice incasso della Tari ed il relativo bando di gara con cui viene appaltata la gestione (che sembra l’unica cosa che interessi realmente)». Cesiomaggiore, spiega Mercuri, è tra i Comuni premiati nel 2015 da Legambiente per la gestione virtuosa dei rifiuti: «Stessi abitanti di Falerna, territorialmente un po’ più esteso (questo farebbe lievitare il costo della raccolta), qualche turista in meno (e meno rifiuti prodotti) ma non tanti dato che è nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (questo bilancia in parte l’estensione maggiore)». In sostanza nel Comune del Bellunese è prevista una tariffa base che fissa una quota massima di indifferenziato oltre la quale scattano le maggiorazioni. Ogni conferimento indifferenziato che sfora i parametri, previsti insomma, si paga a parte, se invece si rimane sotto la quota fissata si paga solo la tariffa base. Un sistema efficiente, dunque, che non può prescindere da un attento monitoraggio sulla differenziata.
Così, mettendo a confronto i due Comuni, emerge che «nel 2015 Cesiomaggiore riesce a coprire il 100% del costo raccolta rifiuti (99,68% dicono nella delibera) con appena € 314.000,00 mentre Falerna ha bisogno di € 853.798,62 (+171,91%)». Le percentuali di raccolta differenziata non sono meno impietose: Cesiomaggiore 77,59%, Falerna 23,62%. Il risultato è che una famiglia di due persone che vive in una casa di 100mq a Cesiomaggiore paga per i rifiuti 135,45 euro di Tari all’anno, a Falerna 203,81 euro. Una differenza del 50,47% che arriva addirittura al 239,57% se si mettono a confronto le tasse che deve pagare il proprietario di un ristorante/pizzeria.
Il confronto, impietoso, fa sorgere una domanda all’editorialista del Corsera: «I giovani meridionali come Michele Mercuri che, grazie a Dio, non si rassegnano all’andazzo amano forse la loro terra meno dei neoborbonici? No: di più. Per l’ennesima volta torniamo a Curzio Malaparte: “La peggior forma di patriottismo è quella di chiudere gli occhi davanti alla realtà, e di spalancare la bocca in inni e in ipocriti elogi, che a null’altro servono se non a nascondere a sé e agli altri i mali vivi e reali”».

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