Meritocrazia, Regione "bocciata" dai dipendenti
CATANZARO Insufficiente in meritocrazia e prospettive di carriera. Quasi sufficiente nella sicurezza (e nei livelli di stresso) e riguardo al contesto lavorativo offerto. I dipendenti regionali danno…

CATANZARO Insufficiente in meritocrazia e prospettive di carriera. Quasi sufficiente nella sicurezza (e nei livelli di stresso) e riguardo al contesto lavorativo offerto. I dipendenti regionali danno i voti alla Regione. E i risultati, tutto sommato, non sono negativi. L’immagine dell’amministrazione percepita dall’interno ne esce bene. Ma c’è da lavorare su molti ambiti importanti: meritocrazia in testa. Il profilo, al solito, è in chiaroscuro. Ma aiuta a conoscere meglio la burocrazia che avvia ogni mattina la macchina amministrativa della Cittadella regionale. Per questo è utile dare un’occhiata ai risultati dell’indagine sul benessere organizzativo, promossa dal dipartimento Organizzazione, risorse umane e controlli.
L’INDAGINE Lo scopo è quello di ottenere una mappatura dello “stato di salute” dei dipendenti e del modo in cui le persone vivono la relazione con l’organizzazione in cui lavorano: «Tanto più una persona sente di appartenere all’organizzazione – perché ne condivide i valori, le pratiche, i linguaggi – tanto più trova motivazione e significato nel suo lavoro», si legge nell’introduzione al documento. A questo servono le 61 domande sottoposte a un campione di dipendenti, ciascuno dei quali era tenuto ad esprimere il proprio grado di condivisione in una scala compresa tra 1 (totale disaccordo) e 6 (totale accordo). I questionari complessivamente compilati sono stati 440, dopo due solleciti inviati dal direttore generale del dipartimento.
SICUREZZA E STRESS I dipendenti percepiscono la Regione come un luogo di lavoro abbastanza sicuro (il voto è un 4,15 su 6), mentre la soddisfazione cala se si fa riferimento alle informazioni offerte dall’amministrazione sui rischi connessi all’attività lavorativa e sulle misure di prevenzione e protezione. Una quota non trascurabile dei 440 lavoratori ritiene di aver subìto atti di mobbing (demansionamento formale o di fatto) o di essere stato “molestato” con «parole o comportamenti idonei a ledere la dignità e creare un clima negativo sul luogo di lavoro». Un dato sul quale ci sarà da riflettere.
DISCRIMINAZIONI Il voto più alto gli uffici della Regione lo prendono nell’ambito delle potenziali discriminazioni rispetto a orientamento sessuale ed etnia. Va un po’ meno bene nella percezione del trattamento ricevuto in relazione all’appartenenza sindacale dei lavoratori. Mentre, ancora, una quota di lavoratori ritiene che la propria appartenenza di genere e la propria età costituiscano un ostacolo alla crescita professionale.
EQUITÀ Attorno alla sufficienza, o poco al di sotto, i voti che i lavoratori della Regione danno all’amministrazione sul rapporto tra l’impegno richiesto e la retribuzione e sul modo in cui la retribuzione viene differenziata in rapporto alla quantità e qualità del lavoro svolto. Leggermente insufficiente anche la percezione del percorso di sviluppo professionale. Il voto è 2,75 su 6.
CARRIERA È la carriera il cruccio della maggior parte dei lavoratori: non sentono che nell’ente regionale le possibilità di fare carriera siano legate al merito (voto: 2,32 su 6). Allo stesso tempo, però, il voto sale sulla considerazione del ruolo svolto (3,47 su 6) e sulla soddisfazione riguardo al proprio percorso professionale (3,20).
CAPACITÀ E COLLEGHI L’autovalutazione va decisamente meglio. I lavoratori della Cittadella si assegnano un 5 (sempre su 6) in competenze e ritengono di essere piuttosto autonomie nello svolgimento del loro lavoro. Si sentono stimati e trattati con rispetto dai colleghi, anche se la sensazione di essere parte di una squadra arriva a un discreto 3,84 su 6. Si può fare meglio. I dipendenti della Regione si dicono orgogliosi quando l’ente raggiunge un buon risultato, ma una parte di loro (il “voto” è 2,88 su 6) comunque cambierebbe.
p. p. p.