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Vibo, il Pd regionale prova a mettere pace tra Censore e De Nisi

VIBO VALENTIA È una nuova puntata dell’interminabile telenovela del Pd vibonese quella che stanno tentando di scrivere, in questi giorni, Giovanni Puccio ed Ernesto Magorno. Il segretario-deputato,…

Pubblicato il: 08/01/2016 – 11:35
Vibo, il Pd regionale prova a mettere pace tra Censore e De Nisi

VIBO VALENTIA È una nuova puntata dell’interminabile telenovela del Pd vibonese quella che stanno tentando di scrivere, in questi giorni, Giovanni Puccio ed Ernesto Magorno. Il segretario-deputato, affiancato dal responsabile organizzativo dell’organismo regionale, si sta infatti cimentando nella non facile impresa di mettere in campo una mediazione in vista del congresso che dovrebbe eleggere il prossimo segretario provinciale dem. Sapere se, e eventualmente quando, si farà il congresso resta tuttora impresa ardua, ma intanto, dopo le accuse e i veleni degli ultimi mesi, c’è chi oggi sta provando a sbloccare una situazione che ormai si ripresenta ciclicamente ogni volta che c’è da piazzare le caselle decisive in vista di futuri appuntamenti elettorali.
Dopo le primarie «da Gomorra» (copyright Pietro Giamborino), la sconfitta di Antonio Lo Schiavo alle Comunali e le accuse sul tesseramento dopato, il Pd regionale prova dunque a mettere sul piatto un’intesa tra l’area maggioritaria del partito vibonese, che fa capo al deputato Bruno Censore, e la corrente che fa riferimento all’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi.
L’accordo proposto dal duo Magorno-Puccio prevede una suddivisione di postazioni degna della prima Repubblica: i censoriani sceglierebbero il segretario, che in tal caso dovrebbe essere Enzo Insardà, mentre all’area De Nisi dovrebbe andare la presidenza dell’assemblea e un congruo numero di componenti della segreteria. Una lottizzazione in piena regola, dunque, che stando ai roumors potrebbe essere ben vista dall’area Censore che, mantenendo il vertice del partito provinciale, tuttora guidato dal consigliere regionale Michele Mirabello, avrebbe tutto l’interesse a cercare la soluzione unitaria. Meno propensi all’intesa sarebbero invece i dirimpettai denisiani, che dopo la querelle sulle tessere – «ancora oggi sono in mano solo ai censoriani», ribadiscono – non sembrano considerare fattibile, almeno apparentemente, la proposta di Magorno e Puccio. Il gioco delle parti dunque prosegue, in attesa che la telenovela infinita del Pd vibonese porti a un finale che sia lieto, magari, non solo per gli apparati di partito.

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it

 

 

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