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Cetraro è sconvolta. «Quattro famiglie distrutte»

CETRARO Sono chiusi in un dolore composto e vissuto con grande dignità i familiari di Anna Giordanelli, la dottoressa assassinata a Cetraro mercoledì pomeriggio mentre faceva jogging. Dopo il fermo…

Pubblicato il: 29/01/2016 – 17:19
Cetraro è sconvolta. «Quattro famiglie distrutte»

CETRARO Sono chiusi in un dolore composto e vissuto con grande dignità i familiari di Anna Giordanelli, la dottoressa assassinata a Cetraro mercoledì pomeriggio mentre faceva jogging. Dopo il fermo dell’ex cognato della vittima, Paolo Di Profio, il centro del Tirreno cosentino è attonito e preso d’assalto dai media nazionali, che vogliono raccontare la tragedia che si è consumata mercoledì pomeriggio.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA Due giorni dopo il delitto, i parenti della “dottoressa Annalisa” – come tutti la chiamavano – sono stretti attorno alla mamma della vittima che, dopo aver perso il marito per un infarto qualche anno fa e una figlia per un aneurisma, adesso è «distrutta dal dolore» e non riesce a pensare che non vedrà più la sua Anna. La famiglia Giordanelli preferisce stare lontana dalle telecamere e dai giornalisti. «Adesso non riusciamo a dire nulla. Siamo distrutti», sussurra una zia della dottoressa, che tra le lacrime aggiunge: «L’ho vista crescere, non posso accettare quello che è successo. Perdo un’altra nipote in poco tempo. In quel caso è stata una malattia. Anna era una persona splendida».
A supportare la zia una delle figlie della sorella di Anna, deceduta per un aneurisma. Chiedono rispetto per il loro dolore. E si stringono attorno alla mamma di Anna, che da qualche anno vive in una villa vicino al porto di Cetraro. Qui si era trasferita anche Serena, l’ex moglie del presunto assassino, dopo la separazione. I due hanno due figli minorenni. Ma Serena, negli ultimi tempi, in alcuni periodi si trasferiva anche a casa di Anna.

LO SGOMENTO IN PAESE I cetraresi sono sconvolti per quello che è accaduto. La famiglia è molto conosciuta: Anna Giordanelli era il medico di base di Cetraro, il marito fa il geologo al Comune, il papà di Anna era medico di base, la sorella scomparsa qualche anno fa oculista, un’altra sorella veterinario; come Serena, l’ex moglie del presunto assassino. Una famiglia stimata da tutti.
Lunghissimo l’elenco delle qualità che la gente descrive di Anna, il suo essere mamma (lascia due figli: uno di 20 anni e uno di 13), moglie molto legata al marito («spesso facevano jogging insieme o nella strada dove è stata uccisa o al porto»), attaccata al suo lavoro che considerava una missione. «Era il mio medico, ma per me era molto di più: la consideravo di famiglia ed era sempre disponibile. Non posso credere a quello che è successo», racconta tra le lacrime una anziana paziente. I gestori dei bar e degli esercizi commerciali sono storditi anche dal clamore mediatico. «Mi hanno chiamato da Mediaset e volevano sapere se conoscevo la dottoressa. Ho ribadito che era una bravissima persona, davvero». Sono, però, pure impauriti dalle telecamere perché «questo – sussurra un anziano seduto nella piazza del centro storico – è un omicidio maturato in famiglia».

L’INFERMIERE CON LA PASSIONE PER IL MARE Nel centro storico di Cetraro la gente del luogo conosce meglio la dottoressa che abitava e lavorava vicino alla piazzetta. Di meno Paolo Di Profio. Per avere qualche commento sull’infermiere, in servizio nell’ospedale di Cetraro, bisogna scendere al porto. «Lì lo conoscono anche perché un cugino fa il pescatore», dicono in paese. I pescatori si allontanano dalle telecamere, ma poi scambiano qualche battuta. «Certo che li conosciamo – racconta un anziano pescatore –. La dottoressa d’estate veniva a passeggiare sulla battigia con il marito e a volte pure sola. Lui lo vedevo più spesso e ci salutavamo soltanto. Aveva una grandissima passione per il mare: si può dire che faceva il bagno 365 giorni all’anno. Veniva qui anche a fare semplicemente una passeggiata o a fare il bagno con i figli. Mi sembrava una persona tranquilla che non ha mai dato fastidio a nessuno e non mi è mai capitato di vederlo litigare con qualcuno». Impossibile avvicinare i familiari di Di Profio, «pare che l’avvocato abbia consigliato di non rilasciare interviste», dicono alcune persone vicine all’infermiere. «Che fosse un po’ strano lo avevo notato – racconta un ristoratore di Cetraro Marina –. Era appassionato di sport e caccia. Però adorava i suoi figli. Pare non avesse accettato la separazione dalla moglie e aveva paura di non poterli vedere. Ma, ovviamente, si tratta di questioni familiari intime e delicate che nessuno di noi può realmente conoscere».

IL RICORDO DI DON LORIS: UNA FIACCOLATA PER ANNA «Una volta la chiamai perché mia mamma stava poco bene e lei non mi fece andare in ambulatorio ma passò subito da casa». Così don Loris Sbarra, parroco di Cetraro Marina, descrive la grande disponibilità della dottoressa. Che lui conosceva bene come tutta la famiglia Giordanelli, anche perché Anna era il suo medico. In queste ore don Loris sta cercando di far sentire il suo affetto e la sua vicinanza a tutta la famiglia, distrutta dal dolore. «So – spiega il giovane sacerdote – che c’erano dei problemi perché l’ex cognato non aveva accettato la separazione dalla moglie e riteneva la dottoressa responsabile dell’allontanamento. In più non accettava che Anna avesse accolto Serena a casa sua. Anna era addolorata già per la perdita di una sorella, avvenuta anni fa, e negli ultimi tempi era un po’ provata per la separazione di Serena». Venerdì sera don Loris con altri parroci celebrerà una Messa per la dottoressa uccisa nella Chiesa di San Benedetto Abate. Dopo la funzione religiosa ci sarà una fiaccolata che dalla Chiesa madre arriverà a via San Francesco, il luogo in cui la donna è stata assassinata. «Speriamo – ribadisce un anziano del luogo – che una tragedia del genere non capiti più. Ci sono quattro famiglie rovinate quella di Anna, di Serena, quella dei parenti di Anna e quella dei familiari di Paolo». Al bar, in piazza e per strada non si parla d’altro e ci si prepara al lutto cittadino che il sindaco dovrebbe proclamare per il giorno dei funerali.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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