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Bellocco alla sbarra, sei assoluzioni e 27 condanne

REGGIO CALABRIA Sei assoluzioni, diverse lievi riduzioni di pena e qualche conferma di condanna. Sebbene assolutamente confermato nel suo impianto generale, esce riformato in termini di numero ed e…

Pubblicato il: 19/02/2016 – 21:23
Bellocco alla sbarra, sei assoluzioni e 27 condanne

REGGIO CALABRIA Sei assoluzioni, diverse lievi riduzioni di pena e qualche conferma di condanna. Sebbene assolutamente confermato nel suo impianto generale, esce riformato in termini di numero ed entità delle condanne il procedimento d’appello che riunisce le inchieste Tramonto, Blue Call e Vento del Nord. Al centro delle tre indagini ci sono capi e gregari dei Bellocco, clan storicamente domina la Piana, tanto nella sua articolazione di San Ferdinando, disarticolata con l’operazione Tramonto, tanto nel corpo principale del clan, che da Rosarno è riuscito a spingersi fino in Lombardia, dove – ha svelato l’operazione Blue Call – i loro uomini sono riusciti a infiltrarsi e farla da padrone nel mondo dei call center.

LE ASSOLUZIONI Accuse da cui secondo la Corte d’appello sono estranei Francesco D’Agostino, Vincenzo D’Agostino , Maria Serafina Nocera, Giuseppe Spasaro, Luigi Timpani e Francesco Zungrì, tutti in primo grado condannati a pene dai 5 ai 10 anni e 8 mesi.

RIDUZIONI DI PENA Fatta eccezione per Carmelo Bellocco (cl.88) che si vede quasi dimezzare la condanna a 11 anni e 4 mesi, rideterminata in 6 anni e 8 mesi, la Corte ha disposto solo lievi riduzioni di pena per altri 20 imputati. Passa da 17 anni e 4 mesi a 16 anni di carcere, Michele Bellocco, mentre Domenico Bellocco si vede ridurre la condanna da 14 anni e 4 mesi a 13 anni e 4 mesi. Va meglio a Umberto Bellocco che passa da 14 a 12 anni di carcere, mentre è di 10 anni e 2 mesi la pena decisa per Antonio Bellocco (cl.88) punito dal gup con 14 anni. Rimediano invece 10 anni di carcere Berto Bellocco – in passato punito con 11 anni e 8 mesi – Antonio Longo e Francesco Nocera – in precedenza puniti con 12 anni di reclusione – e Domenico Oliveri, in primo grado condannato a 13, mentre la Corte ha disposto una condanna a 9 anni per Francesco Mercuri, condannato a 10 anni e 4 mesi in prima istanza. Dovranno invece scontare 8 anni di carcere ciascuno Luigi Piromalli, condannato in primo grado a 10 anni e 4 mesi e oggi assolto dall’accusa di associazione mafiosa, Rocco Panetta, in passato punito a 10 anni e 4 mesi, e Raffaele Rullo, in precedenza punito con 10 anni. E’ invece di 7 anni e 4 mesi in luogo dei 10 anni e 8 mesi in precedenza rimediati la condanna decisa per Maria Angela Bellocco, mentre passano tutti da otto a 6 anni di carcere Michelangelo Belcastro, Emanuela Bellocco e Pasqualino Malvaso. Rimedia 8 anni di carcere ma soprattutto l’assoluzione dall’accusa di associazione mafiosa Bartolo Angelo Ligato, in primo grado condannato a 10 anni e 8 mesi, mentre dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di carcere Francesco Bellocco, in precedenza condannato a 5 anni.

CONFERME Sono invece tutte confermate le condanne inflitte a Antonio Bellocco (cl. 80) 8 anni, Carmelo Bellocco (cl.56) 10 anni e 8 mesi, Domenico Bellocco (77) 11 anni, Domenico Bellocco (80) 3 anni e 4 mesi, Umberto Bellocco (cl.91) 4 anni, Aneta Brewczyna 3 anni, Giuseppe Cotroneo 4 anni e Francesco Elia 7 anni e 4 mesi.

LE INCHIESTE Quello che emerge dai tre procedimenti è il ritratto di un clan potente e spietato, tanto nella Piana dove naturalmente si radica, come nei territori – anche lontani – che riesce a colonizzare. E se nei luoghi d’origine – che siano la natia Rosarno o quella S. Ferdinando dove sono riusciti a impiantare la propria costola – si impongono con con l’arroganza tipicamente mafiosa di chi sa di appartenere alla ndrangheta e a uno dei suoi più importanti casati, anche a Milano non mostrano alcuna timidezza. Grazie ad imprenditori prima complici, quindi vittime, sotto la Madonnina i Bellocco sono riusciti a impossessarsi di intere aziende, per mangiarle, svuotarle, corromperle, quindi passare a un’altra impresa, a un’altra preda, mentre a Rosarno e San Ferdinando hanno continuato a mettere la firma su estorsioni, rapine, riciclaggio di denaro, traffici di droga e di armi. Attività diverse, variegate, come differenti sono i contesti e i territori che i Bellocco hanno infiltrato e infettato, ma tutti con il medesimo obiettivo: rafforzare uno degli storici casati di ndrangheta della Piana.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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