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Caso Bergamini, chiesta la riesumazione del cadavere

CASTROVILLARI La famiglia di Denis Bergamini ha chiesto la riesumazione del cadavere del calciatore del Cosenza trovato morto sulla statale 106 jonica, nei pressi di Roseto Capo Spulico davanti a u…

Pubblicato il: 25/02/2016 – 13:45
Caso Bergamini, chiesta la riesumazione del cadavere

CASTROVILLARI La famiglia di Denis Bergamini ha chiesto la riesumazione del cadavere del calciatore del Cosenza trovato morto sulla statale 106 jonica, nei pressi di Roseto Capo Spulico davanti a un camion, la sera del 18 novembre 1989. Questa mattina, la sorella Donata Bergamini assieme ai suoi legali Sabrina Rondinelli e Fabio Anselmi ha presentato in Procura, a Castrovillari, un’istanza per chiedere la riesumazione del corpo e, quindi, la riapertura delle indagini. Una richiesta sulla quale il procuratore capo Eugenio Facciolla si è riservato di decidere. Nei mesi scorsi il gip aveva archiviato l’inchiesta. La chiusura del caso non ha mai convinto la famiglia e i loro legali che hanno continuato a lavorare intensamente ripercorrendo a ritroso tutta la vicenda giudiziaria lunga quasi trenta anni. Assieme a loro c’era anche Ilaria Cucchi. 
Per gli avvocati Rondinelli e Anselmo la riesumazione del cadavere sarebbe necessario perché grazie a una nuova analisi scientifica è possibile risalire all’ora esatta del decesso. È proprio l’ora della morte l’elemento nuovo e «importante» per la difesa che ritiene sia fondamentale nella ricostruzione dei fatti e che sia diverso da quello accertato in passato anche attraverso le dichiarazioni dell’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò indagata per concorso in omicidio, come Raffaele Pisano, l’uomo di Rosarno che con il suo camion travolse Bergamini. Ma con l’archiviazione del caso i due non possono essere processati.
Secondo la difesa della famiglia Bergamini il giovane calciatore è morto prima di essere messo sotto dal camion ed è per questo che con convinzione chiedono di eseguire sul cadavere una nuova perizia utilizzando uno specifico e innovativo studio scientifico. La precendente attività investigativa era iniziata nel 2009 si era concentrata, in particolare, sull’analisi degli abiti del calciatore e su alcuni reperti istologici. Approfondimenti intorno ai quali sembrava potesse prendere corpo l’ipotesi di un omicidio e dunque di una successiva messa in scena per simulare un suicidio. 

PROCURATORE FACCIOLLA: ISTANZA ARTICOLATA «Davanti a una richiesta ufficiale da parte dell’avvocato e da parte dei parenti di una vittima ho dovuto assolutamente sia ricevere e sia acquisire materialmente quello che ci è stato depositato». Lo ha detto il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, al termine dell’incontro con Donata Bergamini e i legali della famiglia. «È stata presentata – ha aggiunto – una richiesta di riapertura delle indagini evidentemente articolata e sviluppata su una serie di temi e di mezzi di prova così come prevede il codice. Ovviamente mi riservo di valutarla, di verificarla e poi di assumere le mie determinazioni unitamente al mio ufficio. Bisogna non dimenticare che già sono state svolte molte attività sia nel periodo successivo alla morte di Bergamini e sia recentemente con le indagini avviate da questo ufficio nel 2011. Oggi abbiamo un’ulteriore richiesta che dobbiamo necessariamente valutare, ma alla luce di quello che già abbiamo».

LA SORELLA DI DENIS: SODDISFATTA «L’incontro con il procuratore Facciolla è stato un colloquio in cui si è avuta la possibilità di interloquire. Sono estremamente soddisfatta». Lo ha detto Donata Bergamini al termine dell’incontro con il procuratore Facciolla, al quale ha chiesto di riaprire le indagini sulla morte del fratello. «Io non mi fermo – ha aggiunto Donata Bergamini – perché le cose erano già chiare fin dall’inizio. Ho fiducia. Questa è la Procura di Facciolla. Non riesco a chiamarla con il nome del paese. Mi dispiace ma non ci riesco perché in passato tante sono state le delusioni». Il legale della famiglia Bergamini, l’avvocato Fabio Anselmo, ha detto di essere «estremamente soddisfatto. Stiamo facendo passi avanti. Abbiamo tutti molta fiducia nel procuratore Facciolla. C’è una collaborazione importante. Oggi abbiamo formalizzato un’istanza con la quale abbiamo chiesto di effettuare nuovi accertamenti medico-legali indicando, non come nostro consulente, ma come persona abbastanza competente a eseguirli il professor Vittorio Fineschi della università “La Sapienza”. Questi accertamenti potranno dirci con certezza quello che noi sospettiamo e cioè che Donato Bergamini era già morto quando è stato sovrastato dal camion. Sono accertamenti tecnici particolarmente sofisticati dal punto di vista sia radiologico che istologico che, certamente, dovranno passare attraverso la riesumazione della salma». «Nel procuratore – ha concluso Anselmo – ho trovato grande disponibilità, ma soprattutto grande sensibilità e determinazione. La questione è delicata anche perché ci sono state già due archiviazioni. Non credo che ci vorrà tempo perché credo di aver fornito al procuratore la possibilità di fugare ogni dubbio sulla morte di Denis rispetto sia ai tempi che alle modalità con le quali è maturata». Fineschi è lo stesso consulente che ha svolto l’autopsia sul corpo di Giulio Regeni, ucciso in Egitto. 

ILARIA CUCCHI: CON DONATA SIAMO MOLTO AMICHE «Sono qui oggi per la mia amicizia e per il mio legame con Donata per il fatto che abbiamo capito bene quanto è importante essere unite. Non bisogna affrontare questi percorsi difficili da sole”. Lo ha detto Ilaria Cucchi circa la sua presenza a Castrovillari con Donata Bergamini. La sorella di Denis ha aggiunto che «la conoscenza con Ilaria è datata nel tempo. Nel 2009 stavamo organizzando una manifestazione per Denis a Cosenza, la prima dopo la chiusura del primo processo, davanti al tribunale di Cosenza quando arrivò la notizia della morte di Stefano Cucchi. Tutti siamo rimasti sconvolti perché dicevano che Stefano fosse morto di morte naturale quando invece sul suo corpo c’erano i segni di una violenza. Entrambe siamo state ingannate».

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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