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«Per me nessun conflitto d'interessi»

In merito all’articolo dal titolo “Il manager senza curriculum”, mi corre l’obbligo di segnalare inesattezze e illazioni riguardanti la mia nomina a direttore generale dell’Arsac avvenuta nel dicem…

Pubblicato il: 08/03/2016 – 10:48
«Per me nessun conflitto d'interessi»

In merito all’articolo dal titolo “Il manager senza curriculum”, mi corre l’obbligo di segnalare inesattezze e illazioni riguardanti la mia nomina a direttore generale dell’Arsac avvenuta nel dicembre 2013, dopo regolare procedura a evidenza pubblica e presentazione di istanza di partecipazione corredata da documentato curriculum professionale.
Nell’articolo si fa riferimento a un presunto conflitto d’interesse scaturente dalla sussistenza di un contenzioso di lavoro tra lo scrivente e l’Afor, a cui si riferisce la sentenza del 23 febbraio scorso a firma del giudice Giuseppina Bonofiglio che, a parere del giornalista Petrasso, costituirebbe causa di incompatibilità rispetto all’incarico di direttore generale dell’Arsac.
Ignorando il giornalista le motivazioni del contenzioso, è opportuno precisare che l’Afor non ha revocato alcun contratto allo scrivente, avendo tale contratto scadenza naturale al 31 dicembre 2010 e per cessazione operativa dell’azienda Afor in liquidazione fino tale data. Solo successivamente, la Regione Calabria prorogava la chiusura dell’Ente al 30 giugno 2011 e per tale ulteriore periodo fu sottoscritto un nuovo contratto con l’Afor con scadenza 30 giugno 2011.
A tale scadenza la Regione Calabria prorogava ancora la chiusura dell’Azienda Afor, e contestualmente a tale proroga l’Afor non rinnovava il contratto allo scrivente e, solo a seguito di ciò, è stato attivato il contenzioso in questione. Venendo meno la nomina al 30 giugno 2011 del contratto Afor e cessando così il rapporto con lo scrivente, non si è mai determinato alcun conflitto d’interesse riguardo ad eventuale altra nomina, che, nel caso specifico, è giunta solo successivamente.
Il ricorso incardinato con Afor, in quanto contenzioso di lavoro, non ha mai costituito causa di incompatibilità e non ha mai determinato alcun effetto di temporanea reintegra (che avrebbe potuto semmai generare il conflitto). Tra l’altro, l’esito del giudizio è stato negativo, per cui il problema si sarebbe posto casomai nell’ipotesi contraria.
Per quanto attiene ai requisiti professionali, per come evidenziato dall’articolista, si mette in dubbio il possesso dei requisiti consistenti nell’aver svolto per almeno 5 anni incarico dirigenziale (pubblico o privato) precedentemente al conferimento dell’incarico in Afor (2 agosto 2010-30 giugno 2011) e oggi all’Arsac (dal 2013 a oggi).
A tal proposito si ribadisce quanto già riportato nei curricula presentati in Afor prima e alla Regione Calabria dopo, in occasione del bando per direttore generale Arsac:
il sottoscritto ha ricoperto ininterrottamente il ruolo di vicedirettore generale dell’Afor nel periodo decorrente dal giugno 1996 a tutto il 31 dicembre 2005, quasi 10 anni, giusti decreti di nomina del presidente della giunta regionale:
• Dpgr n. 356 del 28 giugno 1996;
• Dpgr n. 118 del 5 ottobre 2001;
• Dpgr n. 06 del 20 gennaio 2004.
È opportuno ancora precisare che l’Afor e l’Arsac non sono senti contrapposti né subordinati gerarchicamente tra di loro ma due enti con funzioni e organizzazione gestionale indipendente e diversa. 
Quanto sopra credo si sufficiente a eliminare ogni dubbio circa il possesso dei requisiti necessari ad assumere l’incarico di direttore generale dell’Arsac.

Italo Antonucci
direttore generale Arsac

Alcune questioni che restano irrisolte anche dopo la replica del dirigente Antonucci.
L’ipotetico conflitto d’interessi non è tanto legato all’eventuale reintegra di Antonucci, bocciata dal giudice del Tribunale del Lavoro di Cosenza, quanto all’esistenza stessa del contenzione. Alcuni manager della Regione, nel recente passato, hanno rinunciato ai propri contenziosi prima delle loro nomine, proprio per non incorrere in conflitti d’interessi. Secondo la lettura che ci fornisce il direttore generale, avrebbero sbagliato. Capita.
Siamo lieti che Antonucci ci abbia fatto pervenire un estratto del suo curriculum. Ma chiariamo: i dubbi in proposito non erano stati sollevati dal Corriere della Calabria ma dal giudice. Perché i titoli del manager non erano chiaramente evidenziati nel suo atto di nomina del 2010 all’Afor (che è stato annullato per questo motivo). Residua un suggerimento: quello di pubblicare il curriculum anche sul sito dell’Arsac, come previsto dalla normativa sulla trasparenza. Ancora non c’è.
È vero: Arsac e Afor sono enti distinti, ma Antonucci è anche commissario liquidatore di Arssa. E tra Arssa e Afor c’è un contenzioso. Il manager, in sostanza, “partecipa” al contenzioso come commissario liquidatore di una parte, mentre nei riguardi dell’altra parte ha ancora una causa pendente (quello del Tribunale del Lavoro è solo il primo grado). Non chiamiamolo conflitto d’interessi, però è almeno un po’ singolare. (ppp)

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