È urgente garantire alle imprese agricole il giusto prezzo dei prodotti
I dati provvisori sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat certificano il crollo dei listini agricoli: dal -19% registrato dalla frutta al -6% delle carni suine, al -9% delle carni avicole. Male, mal…
I dati provvisori sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat certificano il crollo dei listini agricoli: dal -19% registrato dalla frutta al -6% delle carni suine, al -9% delle carni avicole. Male, malissimo anche gli ortaggi (- 20%) e il latte. Non basterà la sacrosanta e giusta moratoria sui debiti da tutti invocata, se non si provvederà subito e con coraggio a trovare soluzioni perché è a rischio la tenuta stessa delle imprese agricole.
Secondo l’ufficio studi della Cia nazionale, nella timida ripresa registrata a marzo dei prezzi al consumo (+ 0,2%), si è registrata una contrazione congiunturale della spesa alimentare (- 0,2%) con una perdita annuale dello 0,4%, determinata soprattutto dal crollo dei “prodotti freschi”, che si è completamente ribaltata sui prezzi pagati agli agricoltori.
Non si può più chiedere agli agricoltori di produrre a costi superiori ai prezzi di realizzo. Mentre gli agricoltori sono impegnati a manutenere il territorio e a rendere il paesaggio più bello e fruibile, mentre sono impegnati a fare qualità e garantire salubrità ai prodotti, a garantire lavoro vero e legale, gli stessi vengono condannati a una condizione di continua difficoltà in un quadro che se non modificato da risposte concrete non potrà che peggiorare. Bene fa il presidente nazionale della Cia Scanavino a chiedere continuamente che si intervenga con energia sul fronte diplomatico per risolvere la crisi determinata dal blocco dei prodotti verso la Russia, che ha provocato e continua a provocare ingenti danni diretti, in quanto è venuto a mancare uno sbocco consistente per i prodotti agroalimentari italiani molto apprezzati dai consumatori russi e indiretti perché si riversano in Italia quantità enormi di prodotti concorrenti dagli altri paesi europei che prima rifornivano la stessa Russia, provocandone il crollo sistematico dei prezzi.
Ecco che lo slittamento del pagamento dei premi Pac a cui stiamo assistendo – sicuramente stigmatizzabile perché provocato dalla inefficienza della pubblica amministrazione locale e nazionale – in mancanza di reddito e liquidità corrente generato dal giusto riconoscimento del prezzo dei prodotti, manda le aziende agricole in affanno ed espone le stesse a pericolose oltre che onerose e a volte insanabili esposizioni col sistema bancario.
Per la Calabria, il cui Pil agricolo sul totale è doppio rispetto a quello delle regioni del nord, il cui sistema agroalimentare offre opportunità anche in termini occupazionali mentre il resto dell’economia ha generato disoccupazione in ogni dove, i cui agricoltori vogliono accedere alle opportunità offerte dal PSR 2014-2020, è ancora più urgente agire, perché all’agricoltura sia riconosciuto un ruolo centrale e da protagonista all’interno delle filiera agroalimentare. È tempo che si proceda con una regolamentazione dei prezzi che garantisca la copertura dei costi e riconosca il “giusto guadagno” a tutti, attraverso un equilibrio regolamentato della formazione del prezzo al consumatore finale.
Il 31 marzo, abbiamo assistito alla interessantissima iniziativa promossa dal Cru Calabria, di cui la mia organizzazione è parte fondante, denominata “Economia della Terra”, che tanto ancora saprà dare a tutti gli attori economici calabresi e alle istituzioni in termini di analisi e di proposte una volta diffuso il corposo e serio lavoro portato avanti da esimi ricercatori di “TorinoNordOvest” e dell’Università della Calabria, ha evidenziato la presenza in Calabria di imprese e imprenditori, singoli o collettivamente organizzati, in grado di innovare e reggere anche in periodi di forte crisi come quelli che stiamo vivendo, e con una grande voglia di raccogliere, rilanciare e vincere la sfida di rendere il Territorio calabrese parte viva e trainante di una “smart land”, quale potrebbe delinearsi tra le regioni del Mezzogiorno.
Da parte nostra ce la metteremo tutta per rendere il sistema agroalimentare efficiente e proiettato al mercato, vigilando sulle Organizzazioni di Prodotto esistenti o promuovendone delle nuove perché svolgano fino in fondo la loro mission di accompagnare e promuovere i prodotti sui mercati, per favorire lo sviluppo e la nascita di imprese agricole, ma chiediamo che gli altri attori della filiera con la regia attiva del governo regionale e nazionale garantiscano la “sostenibilità” economico-finanziaria delle aziende, altrimenti, per chiudere con le parole del Presidente Scanavino, siamo sicuri che di agricoltura ce ne sarà sempre più bisogno per via dell’aumento della popolazione mondiale da sfamare ma non siamo certi che gli agricoltori ad essa sopravvivano.