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Agricoltura in ginocchio, la protesta arriva a Catanzaro

CATANZARO Hanno fatto la voce grossa gli agricoltori, protestando per tutta la mattinata sotto agli uffici della presidenza della Regione Calabria accompagnati da bandiera, fischietti e tamburi. Circ…

Pubblicato il: 05/05/2016 – 8:42
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Agricoltura in ginocchio, la protesta arriva a Catanzaro

CATANZARO Hanno fatto la voce grossa gli agricoltori, protestando per tutta la mattinata sotto agli uffici della presidenza della Regione Calabria accompagnati da bandiera, fischietti e tamburi. Circa 2.000 persone, portate a Catanzaro grazie alla sinergia tra le associazioni di categoria Confagricoltura, Cia e Copagri, che hanno inteso mobilitare tutti gli associati della Calabria per dare un segnale forte ad Oliverio ma soprattutto al governo nazionale, tanto che manifestazioni analoghe si sono tenute anche a Roma e a Bologna.
I ritardi nei pagamenti arretrati relativi ai fondi Pac 2015, la risoluzione dei contenziosi del 2014 e soprattutto un alleggerimento della burocrazia sono i motivi alla base della protesta. Sul palco, allestito sul rimorchio di un trattore al centro della piazza, proprio sotto le stanze di Mario Oliverio, in tanti si sono succeduti per raccontare le difficoltà quotidiane di un comprato in sofferenza: «Siamo qui per rappresentare le difficoltà del mondo agricolo e le nostre proposte – ha spiegato Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria -. Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà perché i costi di produzione nel nostro comparto sono spesso elevatissimi e il ritardo nei pagamenti per le iniziative comunitarie non fanno altro che aggravare la situazione. C’è un dato drammatico che è quello della chiusura delle aziende: in Italia, dal 2010 ad oggi, sono 310mlia le aziende che sono uscite dal mercato. Non vogliamo che questo trend continui, l’agricoltura esiste ed è fondamentale non solo per il Sud Italia, non solo per la Calabria, ma per tutto il Paese: è un settore trainante che però deve essere sostenuto, non possiamo accettare soprusi come l’olio tunisino o i prezzi del latte, scesi a 30 centesimi al litro quando i costi di produzione sono almeno di 39 centesimi».

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(Il tavolo tra Oliverio e i rappresentati delle organizzazioni del mondo agricolo)

A sottolineare come ad essere in crisi non sia solo l’agricoltura calabrese, la presenza del presidente nazionale di Confagricoltura, Mario Guidi, che nell’incontro con il governatore Oliverio successivo alla protesta di piazza, ha spiegato: «Le aziende agricole chiudono mentre sui media si lanciano messaggi sempre positivi: la verità invece è un’altra, è quella di uno Stato lento, che ci opprime con troppa burocrazia, che non è al livello di efficienza delle aziende, che non paga i contributi per tempo. Noi abbiamo bisogno di una politica agricola all’altezza delle nostre imprese».
Il governatore, dal canto suo, non ha mai nascosto di aver particolarmente a cuore gli interessi degli agricoltori, così come il consigliere delegato proprio all’agricoltura Mauro D’Acri, che durante la protesta è salito sul palco al fianco dei manifestanti.
Le rassicurazioni del presidente Oliverio sono quindi arrivate puntuali. Tra queste c’è anche l’ennesimo passaggio politico con il ministro Martina che nei prossimi giorni sarà in Calabria per la presentazione del Psr 2014-2020. Il nodo principale sono quei 600 milioni di euro che l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) deve sbloccare su tutto il territorio nazionale.
Dopo l’incontro con Oliverio al quale è stato consegnato anche un documento congiunto, la delegazione dei presidenti regionali delle associazioni di categoria, è stata ricevuta dal prefetto di Catanzaro Luisa Latella.

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it


Documento_organizzazioni_agricole.pdf
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