Boldrini all'Unical: «Il Ponte? Ci sono altre emergenze»
RENDE Dispensa saluti e strette di mano soprattutto agli studenti perché Laura Boldrini è all’Università della Calabria in particolare per loro, «per i ragazzi e per le ragazze». La presidente d…

RENDE Dispensa saluti e strette di mano soprattutto agli studenti perché Laura Boldrini è all’Università della Calabria in particolare per loro, «per i ragazzi e per le ragazze». La presidente della Camera non segue il cerimoniale alla lettera perché a lei interessa il contatto con le persone. Ed è «felicissima» di essere all’Unical per partecipare all’incontro sul tema “Donne, Mezzogiorno, Europa”, organizzato dal Centro Studi Woman’s Studies “Milly Villa” nell’Aula Magna dell’Università della Calabria. In questa occasione consegnerà anche una borsa di studio alla ricercatrice vibonese Alessia Tuselli, dottoranda di ricerca all’università “Federico II” di Napoli. Una borsa di studio assegnata grazie ai diritti di autore del libro “Lo sguardo lontano” di Laura Boldrini.
PROTESTA PACIFICA Laura Boldrini arriva scortata e attesa dalle istituzioni sulla soglia della porta di ingresso dell’aula magna sotto la pioggia. Mentre dal lato opposto un gruppo di studenti espone uno striscione contro il rettore e lancia un invito alle «dimissioni». Una protesta pacifica quella organizzata dagli studenti che a debita distanza dall’Aula Magna hanno voluto far sentire la loro voce mentre la presidente entrava accolta dalle istituzioni, dal vescovo della diocesi Cosenza-Bisignano Francesco Nolè al procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo, al Magnifico dell’Unical Gino Mirocle Crisci, al vicesindaco e deputato Jole Santelli, al questore Luigi Liguori e a molti sindaci e rappresentanti delle istituzioni. Ma prima di un incontro velocissimo e riservato con le istituzioni Laura Boldrini ha incontrato i giornalisti e con il garbo e la determinazione che la contraddistinguono ha risposto a tutte le domande dal problema delle violenze di genere al Ponte sullo Stretto e all’emergenza migranti.
«RIBELLARSI ALLA VIOLENZA» «Sono felicissima – ha detto – di essere qui oggi perché le questioni di genere non sono secondarie soprattutto nel Meridione dove lavorano la metà delle donne rispetto alla media europea. Qui c’è – ha aggiunto Boldrini – una disuguaglianza nella disuguaglianza a discapito delle donne e mi sembrava giusto parlare a questi giovani soprattutto alle ragazze. Il 21 ottobre sarò a Melito perché quella vicenda è una storia terribile nella quale una ragazzina è stata violentata per anni. Trovo doveroso stare accanto alle vittime e alle comunità. Spero che quel giorno siano in tanti, ragazze e ragazzi perché gli uomini devono essere i primi a ribellarsi alla violenza. L’emancipazione delle donne non può essere delegata ad altri. Ogni giorno la donna deve essere consapevole del suo ruolo in ogni ambito dalla famiglia al lavoro. Ma le leggi da sole non bastano: se non si denuncia si rischia la vita e dico agli uomini di mettere i violenti all’angolo». E sulla ricerca che la borsa di studio finanzierà ha aggiunto: “Sarà anche uno spunto importante per indirizzare la politica a tutti i livelli. I centri antiviolenza vivono un momento critico: le risorse sono state bloccate.La ministra Boschi ha detto che sta organizzando la cabina di regia per sbloccare le risorse».
IL PONTE SULLO STRETTO La presidente della Camera ha molto a cuore la Calabria e i suoi problemi e senza entrare in polemica con il recente annuncio del premier Renzi sul Ponte sullo Stretto, ha espresso la sua opinione: «Penso che il Ponte non sia una priorità in questo momento. In una terra e in un Paese in cui ci sono altre emergenze, come i terremoti e il dissesto idrogeologico, ritengo che sia prioritario mettere in sicurezza il territorio. Poi viene tutto il resto. Se dovessi essere io a decidere, userei per prima le risorse per mettere in sicurezza il territorio».
I MIGRANTI Laura Boldrini non si è sottratta alle domande sul tema dei rifugiati, tematica sulla quale si è battuta per anni: «Quella legge non è stata mai attuata. Ci credevo: questo è un contesto che permette di sviluppare le tematiche sulle quali abbiamo sempre lavorato perché i rifugiati possono essere una risorsa se messi nelle condizioni necessarie». La borsa di studio è stata finanziata con i diritti di autore del suo libro. «Nel volume – ha detto Boldrini – racconto che cosa vuole dire migliorare le istituzioni, che cosa significa avvicinare le istituzioni ai cittadini. Oggi a Montecitorio sono entrati più di un milione di persone: faccio la guida turistica una domenica al mese e faccio capire che senza fiducia nelle istituzioni non c’è democrazia. Bisogna metterci la faccia dove ci stanno i problemi e bisogna andare nelle periferie».
UNA RICERCA SULLA VIOLENZA «Questa borsa di studio mi porterà ad essere sempre più intenzionata a studiare la violenza di genere». È emozionata ma determinata Alessia Tuselli, la giovane ricercatrice di Pizzo Calabro vincitrice di una borsa di studio istituita dall’Università della Calabria che sta per essere premiata dalla presidente della Camera Laura Boldrini. In attesa della presidente, Alessia Tuselli – attualmente dottoranda di ricerca all’Università Federico II di Napoli – non si sottrae ai taccuini senza perdere di vista i suoi obiettivi di studio: «Ho vinto la borsa di studio con un progetto di valutazione su “gender sensitive” in Calabria, ovvero programmi che mettono in atto sostegno e prevenzione contro la violenza di genere. Con questo progetto avrò la possibilità di finanziare per nove mesi il mio progetto e sviluppare gli studi qui in Calabria. Sono felice di ricevere il premio dalla presidente Boldrini perché è stata la prima ad aprire un dialogo fattivo su questa tematica».
«CE NE ANDIAMO» «Ci dispiace per la presidente Boldrini, ma siamo stati indotti ad abbandonare l’Aula Magna dell’Università della Calabria dove si stava svolgendo un’interessante iniziativa su “Mezzogiorno, donne e Europa”, a causa dell’inaccettabile comportamento del Rettore, Gino Crisci, che per giustificare i parlamentari del Pd assenti si è inventato un’inesistente riunione a Palazzo Chigi della deputazione parlamentare calabrese sui problemi del Mezzogiorno». È quanto affermano i deputati Jole Santelli e Roberto Occhiuto. «Ora – concludono –, non chiediamo al rettore di rinnegare le sue ostentate simpatie politiche, ma ci pare che confondere la direzione del Pd per una riunione sul Mezzogiorno sia davvero troppo».
Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it