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Melito, Boldrini: «Tutti i calabresi partecipino alla manifestazione»

RENDE Laura Boldrini incontra le istituzioni per pochi minuti perché non vuole sottrarre tempo agli studenti – liceali, universitari e ricercatori precari – che hanno affollato l’aula magna per ascol…

Pubblicato il: 10/10/2016 – 11:58
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Melito, Boldrini: «Tutti i calabresi partecipino alla manifestazione»

RENDE Laura Boldrini incontra le istituzioni per pochi minuti perché non vuole sottrarre tempo agli studenti – liceali, universitari e ricercatori precari – che hanno affollato l’aula magna per ascoltarla ed è per loro che la presidente della Camera è venuta. Dopo aver risposto alle domande dei giornalisti e salutato le istituzioni, si è diretta di corsa nell’aula per partecipare all’incontro sul tema “Donne, Mezzogiorno, Europa”, organizzato dal Centro Studi Woman’s Studies “Milly Villa”. In questa occasione ha consegnato anche una borsa di studio alla ricercatrice vibonese Alessia Tuselli, dottoranda di ricerca all’università “Federico II” di Napoli che è stata assegnata grazie ai diritti di autore del suo libro “Lo sguardo lontano”.
Prima dell’intervento energico e intenso della presidente della Camera, il rettore dell’Unical Gino Mirocle Crisci ha dato il benvenuto alla presidente Boldrini da parte di tutto l’ateneo che da tempo si occupa dello studio delle differenze di genere e che lotta, attraverso la cultura, per sconfiggere la violenza. Il rettore ha sottolineato, poi, l’orgoglio dell’Università che ha avuto Alessia Tuselli come studentessa Unical e laureata in questa università che ha «tanto bisogno della ricerca».
Poi la parola è passata subito alla presidente Boldrini che si è rivolta al cuore dei giovani calabresi senza tralasciare i problemi di questa terra. Giovani, lavoro e occupazione sono stati al centro del suo discorso che ha anche snocciolato dati e numeri che dimostrano come le donne del Sud sono più penalizzate e non riescono a trovare lavoro rispetto al resto d’Europa. Ecco perché diventa fondamentale il ruolo della politica: «Quando i fondi sono spesi bene i risultati si vedono».

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(Il servizio dei colleghi di News&Com sulla manifestazione dell’Unical a cui ha partecipato Laura Boldrini)

«PARTIRE NON È UNA SCELTA» Applausi sentiti quando Laura Boldrini ha parlato dei ragazzi costretti alla fuga: «Non dimentichiamo la fotografia degli italiani che partono quando partire non è una scelta”. Una corretta politica del lavoro dà i suoi frutti accanto a una adeguata politica della famiglia. «Ci sono dati che dimostrano – ha spiegato la presidente della Camera – che le donne che lavorano fanno più figli. Ecco perché noi dobbiamo incentivare le politiche della famiglia». Perché è dalle famiglie che deve partire anche un percorso di educazione e di ribellione alla violenza di genere. Da qui l’importanza – sottolineata più volte dalla presidente – dei centri antiviolenza.

IL CENTRO LANZINO Laura Boldrini ha citato l’esempio del Centro antiviolenza Roberta Lanzino che combatte quotidianamente ogni espressione e forma di violenza. «I Centri – ha detto Boldrini – hanno chiuso per mancanza di fondi che sono stati stanziati ma per motivi burocratici non sono stati distribuiti geograficamente. Ma il ministro Boschi ha garantito che sta lavorando per sbloccare i fondi. Non possiamo dire alle donne denunciate – è il monito di Boldrini – se poi non diamo la possibilità alle donne che lo fanno di andare in un luogo sicuro. Ecco perché andrò a Melito perché non possiamo essere indifferenti riaspetto a quello che è successo. Quando una ragazzina viene molestata per anni non si può stare in silenzio. Mi auguro che il prossimo 21 ottobre tante persone saranno a Melito. In tantissimi – uomini, donne e ragazzi – dovranno dire no all’indifferenza e no all’omertà». A tale proposito il rettore Crisci ha informato pubblicamente la presidente che l’università della Calabria sta organizzando autobus per Melito e il 21 ottobre sarà alla manifestazione.

LA RICERCA DI ALESSIA La violenza di genere è il tema che Alessia Tuselli ha messo al centro dei suoi studi ed è quello che le ha permesso di ottenere una borsa di studio grazie alla quale per nove mesi potrà proseguire le sue ricerche. La giovane vibonese è molto emozionata a parlare dal palco dell’aula magna in quell’università che le ha permesso di realizzare il suo percorso accademico nel migliore dei modi e che le ha dato quel patrimonio di conoscenze che oggi l’ha portata a essere una ricercatrice determinata.
È emozionata anche per la presenza della mamma che si commuove quando la sente parlare, ed è emozionata perché accanto a lei c’è Laura Boldrini – una donna, una presidente – che ha trasferito il suo lavoro in politica. La giovane dottoranda ha spiegato l’origine e il futuro dei suoi studi perché – riprendendo il concetto già spiegato da Boldrini – «si parte da uno schiaffo e si arriva a situazioni ben più gravi». I lavori dell’incontro sono stati moderati da Giovanna Vingelli del Centro Studi Woman’s Studies “Milly Villa” che ha illustrato brevemente il lavoro svolto dal Centro. L’importanza di dire no alla violenza di genere attraverso la cultura e la formazione sono stati al centro degli interventi di Nicola Fiorita del Dipartimento di Scienze politiche e sociali (componente anche della commissione che ha assegnato il premio); Marta Petrusewicz del Dipartimento di Studi umanistici; Domenico Tulino presidente del Consiglio degli studenti; Gaelle Cariati dottoranda di ricerca dell’Unical; Micaela Filice studentessa magistrale in Scienze sociali per lo sviluppo. Infine, le conclusioni sono toccate al direttore del Dipartimento di Scienze politiche Francesco Raniolo che ha ringraziato Laura Boldrini per l’impegno dimostrato e la vicinanza dimostrata.
Al termine della manifestazione Laura Boldrini ha voluto personalmente stringere la mano agli studenti che si avvicinavano anche per un selfie a cui si è concessa volentieri. E a loro ha rivolto un invito: “Venite a trovarmi a Montecitorio”. La presidente della Camera prima di andare via ha anche esortato i giovani a studiare e a portare sempre avanti le proprie battaglie e i propri ideali.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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