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Sanità, il sindaco di Locri invita alla mobilitazione

LOCRI «Non sarà una manifestazione politica, non sarà una manifestazione partitica, non sarà un evento per esprimere dissenso contro qualcuno, ma sarà una grande pacifica e democratica manifestazio…

Pubblicato il: 19/10/2016 – 9:23
Sanità, il sindaco di Locri invita alla mobilitazione

LOCRI «Non sarà una manifestazione politica, non sarà una manifestazione partitica, non sarà un evento per esprimere dissenso contro qualcuno, ma sarà una grande pacifica e democratica manifestazione popolare per rivendicare il diritto ad avere prestazioni sanitarie adeguate e di qualità sul proprio territorio». Il sindaco di Locri Giovanni Calabrese scrive a cittadini, medici e personale dell’ospedale di Locri. Lo scopo è quello di “lanciare” la manifestazione del 22 ottobre (il Sanità day inizierà alle 9,30 davanti al municipio e si concluderà nell’auditorium diocesano), ma il succo della lettera contiene tutto lo sconforto di un territorio che si sente abbandonato. «Da una delle più rinomate strutture sanitarie della Regione Calabria – scrive il sindaco –, il nostro ospedale è diventato ormai il fantasma di se stesso: un’involuzione drastica, veloce e pericolosa lo ha catapultato in una condizione drammatica. Le condizioni poco dignitose della struttura esprimono il nostro senso dell’abbandono, la rabbia, l’incredulità e soprattutto la consapevolezza che in una situazione simile non esistono ceti sociali o appartenenze politiche, perché il diritto alla salute non predilige questo o quel cittadino, il diritto alla salute appartiene a ognuno di noi, esattamente come la libertà di esprimersi».
Le «scelte politiche sbagliate» che hanno generato i disagi «accomunano indistintamente destra e sinistra. L’obiettivo principale sembra essere la sua definitiva chiusura ed è in un contesto simile che deve farsi largo il nostro orgoglio di cittadini, il nostro coraggio di opporci a una condizione che apparentemente sembra non poter cambiare». Basta con l’«arrendevolezza» dunque, perché «il drammatico e assurdo percorso di smantellamento dell’ospedale può ancora essere interrotto, anche se ci rendiamo conto che non è e non sarà semplice. Ma sarà ancora più complesso gestire il personale destinato prepensionamento o ad altra struttura dell’Asp come Reggio o Polistena. Immaginate quante difficoltà saremo costretti ad affrontare quando per qualsiasi prestazione sanitaria saremo costretti a recarci a Reggio Calabria o Catanzaro, quanta sofferenza, quanto disagio e quanto rischio. Deve essere questa consapevolezza a guidarci in una lotta così difficile».
«Da due anni – continua Calabrese – urliamo il nostro disagio, la nostra sofferenza, la nostra preoccupazione e la nostra rabbia per questa assurda determinazione in un territorio dove siamo privati di tutto e, soprattutto, non abbiamo gli stessi diritti costituzionali garantiti invece per gli altri cittadini italiani».

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