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Un gennaio glaciale per Oliverio

Forse gli imprenditori calabresi non trarranno grandi vantaggi dai bandi comunitari gestiti dalla Regione Calabria, in compenso altre categorie professionali avranno garantiti nuovi e succulenti on…

Pubblicato il: 16/01/2017 – 14:57
Un gennaio glaciale per Oliverio

Forse gli imprenditori calabresi non trarranno grandi vantaggi dai bandi comunitari gestiti dalla Regione Calabria, in compenso altre categorie professionali avranno garantiti nuovi e succulenti onorari: i consulenti, specialmente quelli che possono vantare solidi legami di parentela con chi organizza i bandi o li sorveglia. I “soliti noti” che si accaparrano la gestione e l’ideazione delle piattaforme informatiche. Infine gli avvocati che già lavorano al contenzioso con chi trasforma una gara trasparente in una sorta di corsa ad ostacoli. A fronte di tutto questo si ha anche la sfacciataggine di far passare per un successo la disastrosa programmazione dei bandi, a cominciare da quello famigerato per il rinnovo delle tecnologie e dei macchinari: dotare un fondo con dieci milioni di euro e ricevere domande per 130 milioni testimonia lucidità di analisi oppure assoluta incapacità di gestione del bando stesso? Ma di questo guai a parlarne che il professore Roberto Musmanno, sempre meno professore e sempre più politicante, potrebbe aversene a male. Per lui tutto va bene, tutto è a posto e quanto fatto dalla premiata ditta Praticò&Praticò è bello, buono e giusto.
È il caso di dire che la giunta Oliverio ha un radioso futuro… alle spalle.
Lo testimoniano i continui cortocircuiti degli ultimi giorni. Il primo: ventotto compagnie teatrali scrivono al governatore. Vorrebbero avere copia della legge regionale sul teatro approvata a metà dicembre dalla giunta regionale. L’hanno già chiesta al presidente, ma niente, non è arrivata. Normali lentezze burocratiche? Può darsi, ma non è strano che solo venti giorni fa Oliverio, dopo il placet della giunta alla nuova norma, ne glorificasse il percorso condiviso e l’accoglimento delle istanze degli operatori? Queste le sue parole: «Attraverso una modalità ampiamente partecipativa, una bozza della proposta del provvedimento legislativo era stata inviata, dalla presidenza e dal dipartimento regionale “Cultura”, ai diversi operatori teatrali, affinché potessero esprimere le proprie valutazioni. La proposta di legge della giunta, che passa ora all’esame del consiglio regionale, contiene anche molte delle loro proposte e dei loro suggerimenti». Delle due l’una: o attori e registi sono dei malfidati oppure la sensazione di questa amorevole condivisione appartiene soltanto al governatore.
Secondo cortocircuito: lunedì scorso, nella Cittadella regionale, politica e burocrazia hanno festeggiato la “Giornata annuale per la prevenzione della corruzione”. E lì Oliverio ha parlato con toni degni del miglior Casaleggio: «La rete internet è fondamentale – ha detto – dal punto di vista del controllo sociale sui procedimenti della macchina pubblica». Quasi un grillino, insomma. Peccato che, in quelle stesse ore, il Corriere della Calabria (come non dargli ragione quando Oliverio ci definisce “banditi”: il suo modello di giornalismo è Oldani Mesoraca…) abbia pubblicato una storia che è il contrario della trasparenza: quella di un gruppo di funzionari regionali ai quali sono stati liquidati oltre 178mila euro per il lavoro svolto nel 2014 durante le Regionali. Nulla di strano, se non fosse che il decreto che assegnava quei soldi era rigorosamente “omissis”: non c’era traccia né sulla rete intranet, né tantomeno sul Bollettino ufficiale della Regione. Tutto oscurato per «motivi di riservatezza». È il primo caso, visto che vengono normalmente pubblicati provvedimenti di liquidazione di lavoro straordinario, indennità di risultato dei dirigenti, premi di produttività. E poi: quale riservatezza, visto che si tratta di denari pubblici? La rete internet è fondamentale, secondo Oliverio, ma se nei portali istituzionali non si carica tutto serve a poco.
Terzo corto circuito, stavolta arriva in diretta tv con un impeccabile Massimo Scura che, ospite dell’Arena di Gilletti, vince in tre mosse: 1) spiega di essere in trasmissione perchè autorizzato a farlo dal ministero della Salute; 2) non degna il governatore Mario Oliverio neanche di una menzione e men che meno di una critica; 3) rivendica un ruolo primario contro il sistema che ha affossato la sanità calabrese, lasciando dedurre che chi lo odia lo fa proprio perché quel “sistema” rimpiange.
Insomma, diciamo che per essere stato annunciato come il mese della svolta e della rivendicazione dei risultati raggiunti, gennaio si presenta davvero glaciale per Gerardo Mario Oliverio. Quasi quanto le stanze della Cittadella dove, Carlo Tansi dixit, anche la Protezione civile rischia di prendere la polmonite.

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