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I bit coin e la mutazione genetica della 'ndrangheta

LAMEZIA TERME Non più «bar, ristoranti o alberghi, per quanto prestigiosi» ma i centri di potere economico «della grande distribuzione commerciale, nevralgica nelle dinamiche sociali e imprenditori…

Pubblicato il: 27/01/2017 – 12:18
I bit coin e la mutazione genetica della 'ndrangheta

LAMEZIA TERME Non più «bar, ristoranti o alberghi, per quanto prestigiosi» ma i centri di potere economico «della grande distribuzione commerciale, nevralgica nelle dinamiche sociali e imprenditoriali di qualsiasi territorio». La relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, come sempre, traccia i profili evolutivi della ‘ndrangheta. E delinea scenari in costante evoluzione. Fatti consolidati si aggiungono alle più recenti evidenze investigative: il risultato è inquietante. Perché i clan, nonostante i colpi assestati dalle Procure, puntano sempre più in alto. Lo scopo è quello di riuscire a gestire partite miliardarie (in euro) restando sott’acqua. Ci provano grazie alla loro versatilità, «determinata da una commistione tra le professionalità maturate da ‘ndranghetisti di nuova generazione e professionisti esterni, ma asserviti all’organizzazione».
Ma guai a parlare di zona grigia. Per dirla con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri «se un ingegnere, un commercialista, un architetto aiutano i clan bisogna chiamarli con il loro nome: sono ‘ndranghetisti». E il loro ruolo è sempre più centrale nelle dinamiche criminali. Così centrale che le «convergenze affaristico-mafiose» potrebbero determinare «un progressivo superamento di quello che può essere definito come lo ius sanguinis ‘ndranghetista, senza per questo dover rinunciare al concetto di unitarietà, connaturato alle cosche». Una (l’ennesima) mutazione genetica buona per adattarsi ai tempi, all’interno della quale si inquadra, secondo gli investigatori, il mutamento degli obiettivi, il passaggio dal controllo della singola attività commerciale alla scalata al “sistema” (ad esempio la grande distribuzione) nel suo complesso. 
In realtà è già successo con il traffico degli stupefacenti. Anche per quel core business, la ‘ndrangheta ha mutato posizione: si è affrancata dalla gestione “a valle”, «perché perché più esposta e meno remunerativa, per prediligere, di contro, la gestione “a monte”». Vale lo stesso per tutti i settori economici da infiltrate: lo scopo è intercettare «i gangli fondamentali della filiera, sia essa collegata al settore dei trasporti, della logistica industriale, dell’edilizia, dell’agro-alimentare, della sanità, del turismo, dell’energia o delle scommesse online, solo per citarne alcuni, la cui valenza sta crescendo di pari passo con l’apertura delle frontiere del mercato internazionale».
Il crimine si aggiorna, e spesso lo fa più in fretta delle leggi chiamate a contrastarlo. Altro buco nero: le insenature più nascoste della Rete. L’allarme sul deep web era già stato lanciato tempo fa. Ora si allarga agli «strumenti di pagamento virtuali – quali i bit coin – che, pur impattando sull’economia reale, sono fuori dal controllo delle riserve monetarie mondiali» e «potrebbero risultare, di conseguenza, utili strumenti a disposizione della ‘ndrangheta, ma anche delle altre organizzazioni mafiose nazionali che sembrano rivolgersi ai business internazionali in maniera sempre più interconnessa».

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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