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Pagamenti sospetti, Finanza ancora negli uffici dell’Asp

COSENZA Non è bastato un blitz per acquisire la documentazione necessaria. Già dalle prime ore di questa mattina la Guardia di finanza è tornata negli uffici dell’Asp di Cosenza. I finanzieri, su d…

Pubblicato il: 09/02/2017 – 11:13
Pagamenti sospetti, Finanza ancora negli uffici dell’Asp

COSENZA Non è bastato un blitz per acquisire la documentazione necessaria. Già dalle prime ore di questa mattina la Guardia di finanza è tornata negli uffici dell’Asp di Cosenza. I finanzieri, su disposizione del procuratore capo Mario Spagnuolo e dell’aggiunto Marisa Manzini, già nella giornata di mercoledì avevano fatto “visita” all’Azienda sanitaria per fare luce su presunti pagamenti effettuati in favore di creditori, in particolare cliniche private. È stata la stessa Asp a chiedere l’intervento dei militari. Nel mirino, una serie di fatture che potrebbero essere state duplicate e, quindi, liquidate due volte dall’Azienda sanitaria. La cifra “incriminata”, frutto di contenziosi e cessioni di crediti, ammonterebbe a svariati milioni di euro.
I controlli sono partiti già da un po’ di mesi e hanno interessato, al principio, le procedure di pignoramento definite dal Tribunale di Cosenza. All’interno di queste procedure si sarebbero inseriti alcuni presunti creditori che, in realtà, non avrebbero titolo per riscuotere. L’obiettivo è quello di risalire dalle sentenze emesse ai beneficiari delle liquidazioni e, da lì, si individueranno le fatture per verificare il loro eventuale doppio pagamento. L’ipotesi di fondo è che esista un sistema ben preciso, fatto di complicità all’interno dell’Asp, società finanziarie pronte ad approfittare delle inerzie del sistema pubblico e studi legali pronti a inserirsi nelle pieghe delle procedure di pignoramento per ottenere grosse cifre a discapito del sistema sanitario regionale.
I finanzieri, nella giornata di giovedì, dovrebbero completare l’acquisizione della documentazione. Non è escluso che possano essere sentiti anche alcuni dipendenti. Nei mesi scorsi erano giunte in Procura anche alcune segnalazioni evidenziate dal commissario alla Sanità Massimo Scura. Ma sul piano politico la vicenda delle presunte fatture gonfiate era stata già denunciata dal consigliere regionale del Pd Carlo Guccione. Una sua interrogazione, rivolta al governatore Mario Oliverio, affrontava proprio la questione dei doppi pagamenti: «Il 25% del bilancio annuale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza – scrive Guccione – non viene impiegato per la salute dei cittadini. L’Asp subisce una mole di pignoramenti verso terzi pari a oltre 150 milioni di euro, con un contenzioso pendente di 100 milioni. Si tratta di 250 milioni di euro sottratti alla erogazione di servizi sanitari ai cittadini».
Si tratta di una mole di pratiche molto difficile da controllare: «La situazione dei pignoramenti e contenziosi rischia di peggiorare sempre di più, anche alla luce dell’esiguità di personale specifico interno a disposizione della Direzione in materia legale». In alcuni casi, dice ancora il consigliere regionale dem, «è stato inviato a rappresentare l’Asp di Cosenza un dipendente specialista in psicologia. In altri casi la carente o distorta trasmissione di informazione tra i vari uffici ha comportato finanche duplicazioni di pagamenti». La questione era già stata messa nero su bianco in un atto ufficiale depositato al consiglio regionale della Calabria. Ma adesso la magistratura vuole vederci chiaro e proseguire con una serie di accertamenti e verifiche contabili.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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