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Valanga di condanne per il clan Iannazzo-Cannizzaro-Daponte

CATANZARO Condanne pesanti nei confronti della “cosca imprenditrice” di Lamezia Terme, i Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, e dei suoi sodali, se si esclude qualche assoluzione eccellente, come quella di…

Pubblicato il: 14/02/2017 – 19:59
Valanga di condanne per il clan Iannazzo-Cannizzaro-Daponte

CATANZARO Condanne pesanti nei confronti della “cosca imprenditrice” di Lamezia Terme, i Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, e dei suoi sodali, se si esclude qualche assoluzione eccellente, come quella di Antonio Iannazzo, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto 14 anni di carcere.
Il processo con rito abbreviato dell’inchiesta antimafia “Andromeda”, che il 14 maggio 2015 portò all’arresto di 45 persone al termine delle indagini condotte da Gico e squadra mobile, si è concluso con tre ergastoli e condanne che in alcuni casi superano le richieste dello stesso sostituto procuratore della Dda, Elio Romano. È il caso di Vincenzo Iannazzo, condannato a 18 anni di reclusione in luogo dei 16 anni chiesti. Sei le assoluzioni, compresa quella di Iannazzo. Condannati all’ergastolo i fratelli Bruno e Vincenzo Gagliardi, accusati dell’omicidio di Vincenzo Torcasio, avvenuto nel 1998 a Falerna Marina. Un delitto venuto alla luce grazie alle parole del pentito Gennaro Pulice. Altro ergastolo è stato comminato ad Angelo Anzalone, anch’egli accusato dello stesso omicidio.
Il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice è stato condannato a 8 anni. Dopo l’arresto, Pulice è divenuto collaboratore di Giustizia e si è addossato diversi delitti compiuti per conto della cosca.
Condanna pesante per l’imprenditore Claudio Scardamaglia, 11 anni e 4 mesi, che grazie all’aiuto della cosca avrebbe impedito, con atti intimidatori, la costruzione di un supermercato Ldl che doveva sorgere in contrada Savuto, nel luogo in cui Scardamaglia aveva previsto la nascita del suo ipermercato “Agorà”.
Le accuse nei confronti degli imputati vanno, a vario titolo, dall’associazione mafiosa, omicidio, lesioni personali, detenzione illegale di armi, estorsioni, ricettazione, danneggiamento, intestazione fittizia di beni.
Nello specifico la sentenza dell’abbreviato:

Vincenzo Iannazzo, 18 anni (chiesti 16 anni);
Francesco Iannazzo, 12 anni (chiesti 12 anni)
Antonio Davoli, 14 anni, (chiesti 14 anni)
Antonio Provenzano, 14 anni e 8 mesi, (chiesti 14 anni e 8 mesi)
Pietro Iannazzo, 14 anni e 8 mesi (chiesti 14 anni)
Giovannino Iannazzo, 14 anni (chiesti 14 anni)
Santo Iannazzo, 14 anni (chiesti 14 anni)
Antonio Iannazzo, assolto (chiesti 14 anni)
Emanuele Iannazzo, 14 anni (chiesti 13 anni e 4 mesi)
Vincenzino Lo Scavo, assolto (chiesti 10 anni)
Peppino Buffone, assolto (chiesti 10 anni)
Adriano Sesto, 8 anni (chiesti 10 anni)
Bruno Gagliardi, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
Alfredo Gagliardi, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
Francesco Mascaro, 10 anni (chiesti 13 anni e 4 mesi)
Mimmo Cannizzaro, 12 anni (chiesti 14 anni)
Antonio Cannizzaro, 8 anni (chiesti 10 anni)
Angelo Anzalone, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
Domenico Cannizzaro ’75, 8 anni (chiesti 10 anni)
Mario Chieffallo, 8 anni (chiesti 10 anni)
Antonio Chieffallo, 8 anni (chiesti 10 anni)
Vincenzo Torcasio (alias Giappone), 30 anni (chiesti 30 anni)
Gino Daponte, 14 anni (chiesti 14 anni)
Peppino Daponte, 8 anni (chiesti 14 anni)
Salvatore Francesco Pontieri, 8 anni (chiesti 10 anni)
Peppino Marrazzo, assolto (chiesti 10 anni)
Pasquale Lupia, 8 anni (chiesti 10 anni)
Antonio Liparota, assolto (chiesti 10 anni)
Antonio Muraca, 4 anni e 8 mesi (chiesti 6 anni)
Gregorio Scalise, 8 anni (chiesti 8 anni)
Vincenzo Giampà ’70, 8 anni e 8 mesi (chiesti 12 anni)
Natalie Zingraff, 4 mesi (chiesti 8 anni)
Antonello Caruso, assolto (chiesti 6 anni)
Provenzano Angelo, un anno e 6 mesi (chiesti 8 anni)
Claudio Scardamaglia, 11 anni 4 mesi (chiesti 11 anni e 4 mesi)
Gennaro Pulice, 8 anni (chiesti 8 anni)
Pietro Paolo Stranges, 4 anni (chiesti 4 anni)
Matteo Vescio, 4 anni e 8 mesi (chiesti 4 anni e 8 mesi)

Per quanto riguarda le parti civili, all’associazione antiracket Ala, rappresentata dall’avvocato Carlo Carere, va un risarcimento di 80 mila euro. Centomila euro vanno, come persona offesa, a Vincenzo Strangis, sempre rappresentato da Carere e 80mila euro sono state destinate al Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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