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Colpo alla cosca Arena, sequestrato il parco eolico di Isola – VIDEO

CATANZARO I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria-Gico di Catanzaro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale del capoluogo, su richiesta della Dda, hanno sequestrato beni pe…

Pubblicato il: 03/03/2017 – 8:52
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Colpo alla cosca Arena, sequestrato il parco eolico di Isola – VIDEO

CATANZARO I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria-Gico di Catanzaro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale del capoluogo, su richiesta della Dda, hanno sequestrato beni per un valore di 350 milioni di euro. Tra questi c’è anche il parco eolico “Wind Farm” di Isola Capo Rizzuto, considerato tra i più grandi d’Europa per estensione e potenza erogata. Destinatario del sequestro è Pasquale Arena, nipote del vecchio boss Nicola (attualmente detenuto in regime di 41 bis) e fratello del boss Carmine Arena, ucciso a colpi di bazooka in un agguato mafioso nell’ottobre del 2004.
Il provvedimento, eseguito nell’ambito dell’operazione “isola del vento”, nasce da una precedente attività investigativa della Guardia di finanza mirata a verificare l’ingerenza della criminalità organizzata nella realizzazione del parco eolico di Isola Capo Rizzuto.
Le indagini avevano portato i militari sulle tracce della cosca Arena, egemone a Isola, e a dimostrare come Pasquale Arena, funzionario del Comune, fosse il gestore occulto degli affari della cosca. In queste vesti ne aveva curato gli interessi economici rappresentandone la longa manus.

LE INGERENZE DI PASQUALE ARENA Pasquale Arena si serviva di una fitta rete di società estere (con sede in Germania, Svizzera e Repubblica di San Marino) detentrici formali delle quote sociali di tre società aventi sede a Crotone e Isola Capo Rizzuto. Attraverso questo sistema aveva avviato e realizzato, per conto e nell’interesse della cosca, il parco eolico “Wind Farm”.
Nel corso dell’indagine penale il parco era stato sequestrato, salvo poi essere restituito in seguito ad alcuni ricorsi presentati dai formali intestatari dei beni.
Le successive indagini economico patrimoniali, coordinate dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e da sostituto, Domenico Guarascio, hanno consentito di ricostruire, attraverso riscontri documentali e bancari, un patrimonio ricchissimo nascosto da una rete di società e cessioni di quote, create con lo scopo di occultare la reale riconoscibilità del parco eolico.
L’operazione ha portato al sequestro di tre società con sede a Crotone e Isola Capo Rizzuto e dei relativi complessi aziendali, tra i quali il parco eolico “Winf Farm”. Il tutto per un valore di circa 350 milioni di euro.

ale. tru.