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«Un inceneritore a Falerna? Non esiste»

FALERNA Nei giorni scorsi ha suscitato un certo clamore, nel Lametino, la notizia della possibile costruzione di un inceneritore a Falerna. Oggi, dopo giorni di polemiche, arriva un comunicato dell…

Pubblicato il: 17/05/2017 – 11:21
«Un inceneritore a Falerna? Non esiste»

FALERNA Nei giorni scorsi ha suscitato un certo clamore, nel Lametino, la notizia della possibile costruzione di un inceneritore a Falerna. Oggi, dopo giorni di polemiche, arriva un comunicato dell’Unione dei Comuni Ma.re. da Terina a Temesa, che pare escludere ogni possibilità di realizzazione dell’impianto. L’Unione si affida a una nota firmata dai suoi sindaci: il presidente Franco Pucci (Martirano Lombardo) Leopoldo Chieffallo (San Mango d’Aquino), Giovanni Costanzo (Falerna), Pietro Raso (Gizzeria), Amedeo Colacino (Motta Santa Lucia) e Fernanda Gigliotti (Nocera Terinese). Nella nota si comunica che «nessun inceneritore sarà costruito e nessuna autorizzazione è stata rilasciata a privati per la costruzione di un pirogassificatore nel Pip di Falerna», cioè nell’area industriale della cittadina del Tirreno. Sono quattro i «non esiste» sottolineati dai sindaci. Non c’è «un protocollo d’intesa tra i comuni aderenti per la costruzione di un inceneritore»; non «mai esistita, in tale direzione, alcuna delibera dei consigli comunali dei municipi aderenti all’Unione»; e poi non esiste «alcuna possibilità legale di costruire un inceneritore», cosa evidenziata in una nota ufficiale di Domenico Pallaria, dg dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici». Infine, «non esiste alcuna delibera di giunta municipale del comune di Falerna che autorizza la costruzione di un inceneritore». Secondo Fernanda Gigliotti, sindaco di Nocera Terinese, «il Comune di Falerna ha dato evidenza pubblica alla proposta di realizzazione, ma questo non significa averne deliberato la costruzione. Stiamo cercando di spiegare come stanno le cose, ma facciamo fatica a spiegare il nulla». 
Per i sindaci che firmano il comunicato stampa ci sono, al contrario, alcuni punti fermi, come «una legge regionale che vieta la costruzione di tali impianti; la volontà dell’Unione dei comuni di aumentare la raccolta differenziata e ridurre i conferimenti in discarica; l’individuazione del capofila dell’Unione nel  Comune di Falerna, per la  elaborazione di un piano di riduzione dei rifiuti,  di efficientamento della raccolta, del riciclo, del riuso, della valorizzazione energetica e/o di compostaggio della frazione umida». Insomma, qualcosa per aumentare i livelli di raccolta differenziata si farà, ma di certo non si tratta di un inceneritore. «Dobbiamo intervenire – spiega ancora Gigliotti – perché i centri di raccolta di Alli e San Pietro Lametino non riusciranno a far fronte alle esigenze di tutti i Comuni e dobbiamo aumentare le percentuali di differenziata per non incorrere in tariffe troppo pesanti». 
«Agli atti del comune di Falerna – per i sindaci dell’Unione –, che ne ha correttamente avviato la pubblica evidenza con la delibera  del 3 aprile scorso, esiste una proposta di un project financing rivolto alla valorizzazione energetica della sola frazione organica prodotta nei comuni dell’Unione, da ubicare in  luogo da definire». 
E questa proposta «non ha ancora impegnato nessuno dei comuni, tanto meno l’Unione» e «non è stata ancora portata all’attenzione di alcun consiglio, per essere approvata  perfezionata ed adottata». Tra l’altro, l’idea progettuale «necessita  di un lungo iter procedurale, di un bando pubblico,   di autorizzazioni e di concessioni comunali, provinciali,  regionali e di altri enti pubblici, quali l’Asp, l’Ispra, l’Arpacal». Tutti elementi che l’Unione dei Comuni troverà il modo di approfondire in un incontro previsto per sabato 20 maggio alle 17 nell’aula magna dell’Istituto agrario di Falerna Marina.

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