’Ndrangheta, la crisi dei narcos dopo i sequestri di cocaina: così Grillo chiese aiuto a Bruzzaniti. «Platioti e albanesi ci stanno rovinando»
Dopo le perdite per tonnellate di droga finite sotto sequestro, il trafficante cercò il “supporto” del broker reggino. La trattativa per 25 chili e il tentativo di contrastare il crollo dei prezzi

REGGIO CALABRIA Sconforto e disperazione. Al punto da chiedere aiuto ad altre organizzazioni criminali, in un rapporto di “leale concorrenza”. Sarebbe questo il contesto che avrebbe spinto uno dei trafficanti di cocaina più rinomati nel nostro Paese, legato alla ’ndrangheta e attivo sul territorio lombardo e non solo, a rivolgersi ad altri canali di approvvigionamento. Giuseppe Grillo si sarebbe così messo in contatto con il potente broker Bartolo Bruzzaniti con l’obiettivo di intavolare una trattativa per l’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina, possibilmente già stoccati in Italia, così da evitare nuove “spiacevoli sorprese”. Entrambi sono finiti al centro di un’inchiesta milanese contro gli affari dei clan di ‘ndrangheta calabrese nel territorio tra Milano e il Torinese.
Le gravi perdite di cocaina
A monte ci sarebbero infatti pesanti sequestri che avevano causato gravi perdite, quantificate dagli inquirenti addirittura in tonnellate. Come ricostruito dalle indagini milanesi, Grillo era diventato acquirente in quota di carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica insieme a due soggetti di enorme spessore criminale: i platioti Rocco Morabito e Vincenzo Pasquino, entrambi arrestati in Brasile nel maggio del 2021. Grillo, in particolare, lamentava di aver perso un carico di 450 chili di cocaina, finito in un sequestro avvenuto in Colombia. «Vedi se mi fanno di meno / A 33 no / Vedi se vuoi dammi un po’ che so che è tua». È questo il tono dei messaggi scambiati sulle chat SkyEcc. Il mittente è proprio Grillo, attraverso il nickname “Putin”, mentre scrive a Bruzzaniti, alias “Paris”. «Sono senza / lo ultimo 450», scrive ancora “Putin”, riferendosi proprio al carico sequestrato in Colombia e destinato in Italia attraverso l’Ucraina, allegando in chat anche la foto della notizia. «So pure che ai preso 800 / E poi ai preso tnt / 1100», scrive ancora Grillo a Bruzzaniti. Poi la richiesta: «Vedi prezzo / che avevo 1.5 ml».
«Ci hanno rovinato»
«11 su 11 / E qua ogni giorno sti albini e pianoti scaricano / Si parla tropp sti San Luis ci anno rovinato in tutto». Ad aggravare il quadro, oltre ai pesanti sequestri subiti e alla conseguente mancanza di “materia prima”, sarebbe stata anche la caduta dei prezzi di mercato della cocaina. Una flessione dovuta, secondo la ricostruzione degli inquirenti, soprattutto all’immissione sul mercato di stupefacente di scarsa qualità da parte delle ’ndrine di San Luca e della Piana, rifornite dagli albanesi. È a questo punto che Grillo avrebbe chiesto ancora a Bruzzaniti ulteriore stupefacente, una sorta di “supporto”, chiedendo anche prezzi di favore. L’obiettivo sarebbe stato quello di rafforzare il rapporto tra i due e contrastare lo strapotere emergente degli albanesi. «Se riusciamo a combattere il prezzo di sti albini / se c’è prezzo troviamo due tre depositi e vedi che combattiamo», scrive Grillo. E ancora, cercando di concordare il prezzo: «A 33 no / vedi se vuoi dammi un po’ / che so che è tua».
I conti di Grillo «350 +300+100»
Alla richiesta dell’amico e socio, Bartolo Bruzzaniti decide di accordare a Grillo la cessione di 25 chili di cocaina al prezzo di 32.500 euro al chilo, per un importo complessivo di 812.500 euro. Come ricostruito dagli inquirenti attraverso le chat SkyEcc, i due si sarebbero accordati anche per la consegna: «Poi domattina alle 5 va bene / i soldi li porta quelli che / Se viene ti porto 400», scrive Grillo, facendo riferimento a 400mila euro. Il saldo della fornitura si sarebbe poi perfezionato attraverso il versamento di una tranche alla consegna per 350mila euro e di ulteriori quote, annotate anche nelle scritture contabili dello stesso Grillo. «Ma ai chiesto quando o dato che o 350 +300+100 ti risulta / Fai controllar se anno scritto / Che 350 o dato / Vedi che erano 300 a 500 e un mazzo da 50 / Dovevo portar 400 / e o portato 35», scrive ancora in chat Grillo, alias “Putin”. «Rolando vedi mettiti d’accordo con l’amico per ritiro 300 mila a Bianco. Fate voi direttamente ok». Bartolo Bruzzaniti, secondo quanto riportato nelle carte, si sarebbe quindi organizzato con i suoi uomini per ricevere il denaro dagli emissari di Grillo inviati a Bianco. «Compa a Bianco dove volete venire? Al bar a entrata va bene?», scrive Bruzzaniti. Poco dopo, la conferma: «Consegnato».
La droga per il socio Papalia
Come ricostruito infine dagli inquirenti, Giuseppe Grillo si sarebbe presto messo in contatto con il socio Domenico Papalia, già a conoscenza della trattativa avviata con il broker Bruzzaniti. A Papalia, secondo quanto emerso dall’inchiesta e dalle chat SkyEcc decriptate, sarebbe spettata una quota di cocaina pari a poco più di 17 chili. La droga sarebbe stata consegnata nel pomeriggio dell’8 gennaio 2021 dagli uomini di Grillo. «Ti porta 17», scrive a Papalia. «Intanto la prende / 17 che a portata di mano non c’è». «Sono a Siderno che torno», risponde Papalia. «2 min sono a casa». (g.curcio@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
