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A Reggio si diventa piloti di droni

REGGIO CALABRIA A Reggio Calabria c’è un posto suggestivo, affacciato sullo Stretto, dove si può diventare piloti. O quasi. A Campo Calabro, per l’esattezza nel fortino ottocentesco Poggio Pignatel…

Pubblicato il: 11/06/2017 – 15:59
A Reggio si diventa piloti di droni

REGGIO CALABRIA A Reggio Calabria c’è un posto suggestivo, affacciato sullo Stretto, dove si può diventare piloti. O quasi. A Campo Calabro, per l’esattezza nel fortino ottocentesco Poggio Pignatelli, nei giorni scorsi, è stata inaugurata la prima scuola per aspiranti piloti di droni. Infatti, secondo le recenti direttive Enac, chi vuole imparare a maneggiare un drone deve possedere le stesse nozioni di chi pilota un aereo.
E se ad oggi l’aeromobile a pilotaggio remoto, nome tecnico del drone, sta diventando sempre più diffuso, non solo come hobby, ma anche e soprattutto come un aiuto fondamentale per le Forze dell’ordine e per attività di investigazione e di sicurezza, sempre più frequenti sono le richieste di certificazioni e brevetti. Così l’Associazione nazionale videografi (Anv), con sede a Reggio Calabria, ha dato vita alla Scuola di volo per gli aspiranti piloti di droni. «Noi, come associazione, lavoriamo con le immagini e oggi il drone in questo settore rappresenta un supporto fondamentale per le riprese dall’altro e per i prodotti audiovisivi. L’idea di una scuola – ci racconta il presidente dell’associazione, Demetrio Caracciolo – è nata grazie all’incontro con alcuni piloti istruttori di Ancona. Nel marzo scorso eravamo in Sila, a Caccuri, durante un seminario nell’Exodus di Don Mazzi. Qui ho conosciuto Paolo Vegliò e Piero Stelli, che hanno partecipato ad un progetto rivolto ai ragazzi della comunità, in cui venivano svolte attività ludico-formative con i droni. Un’attività di inclusione per giovani in difficoltà».
«Da lì – prosegue nel suo racconto Caracciolo –, ascoltando anche l’esperienza della scuola di Ancona, ho capito l’importanza che uno strumento del genere può rivestire ora e nel futuro. Io e la mia associazione, abbiamo quindi deciso di avviare un percorso di collaborazione con l’Aeroclub marchigiano, già certificato da tempo come Campovolo Enac e portarlo anche in Calabria. È passo un paio di mesi, tra prassi tecniche e burocratiche, preparazione del campo e delle aule, prima di giungere alla piena operatività». 
Realtà ed esperienze nuove per la Calabria, dunque, che inizia a recuperare un notevole gap rispetto ad altre regioni. Infatti, negli ultimi anni, con l’aumento dell’uso di droni, in Calabria le scuole volo erano poche e, nella maggior parte dei casi, i corsi erano tenuti da istruttori provenienti da altre regioni. A ciò si è aggiunta anche la nuova normativa Enac, la quale stabilisce che tutti i dispositivi superiori ai 300 grammi devono essere dotati di una targa e di conseguenza i piloti devono acquisire il brevetto. 
«Noi siamo diventati base secondaria rispetto ad Ancora – ci spiega Caracciolo –, dipendiamo da loro, ma grazie alla possibilità di avere uno spazio come quello del fortino di Poggio Pignanelli (gestito interamente da noi) e di riuscire a compiere l’intero percorso qui, siamo riusciti a creare una sede distaccata a Reggio Calabria». 
Il primo corso, formato da una quindicina di iscritti, partirà a fine giugno e sarà costituito da 16 ore di lezioni teoriche suddivise tra materie quali meteorologia, normativa aeronautica, circolazione aera  e uso del Sapr (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto). A ciò faranno seguito la teoria simulata e quella su campo. Al termine è previsto un esame teorico e pratico. Chi frequenterà i corsi sarà sottoposto inizialmente ad una visita medica di tipo militare, proprio come chi pilota un aereo. Caratteristica della scuola reggina è anche la possibilità di compiere l’intero percorso in sede: visita, teoria, pratica e il successivo esame di abilitazione, saranno svolte interamente tra le mura, e nei cieli, del fortino. 
«Lo scorso 27 maggio è stata inaugurata la scuola, con un’alta richiesta soprattutto da parte di giovani. Ma le domande di partecipazione sono giunte anche da professionisti, come architetti o ingegneri. Specializzazione questa – sottolinea infine Caracciolo – sempre più richieste. I nostri futuri piloti saranno messi a disposizione per diverse attività. I Comuni, per esempio, spesso richiedono l’aggiornamento delle mappe catastali e con i droni è possibile non solo tracciare semplici mappe ma anche rilievi in 3d. Quindi i nostri allievi, una volta formati e con il brevetto in mano, saranno a disposizione per tutto questo».

Adelia Pantano
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