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Pagliuso e Mezzatesta, ipotesi per due delitti

LAMEZIA TERME Ipotesi su un delitto, anzi, su due. Due omicidi, dinamiche speculari e, in entrambi i casi, la regia di un professionista. Due uomini uccisi a bordo delle proprie auto, colpi precisi…

Pubblicato il: 09/08/2017 – 15:35
Pagliuso e Mezzatesta, ipotesi per due delitti

LAMEZIA TERME Ipotesi su un delitto, anzi, su due. Due omicidi, dinamiche speculari e, in entrambi i casi, la regia di un professionista. Due uomini uccisi a bordo delle proprie auto, colpi precisi e letali che li hanno raggiunti da vicino, al collo e alla testa. L’assassino agisce in solitaria in entrambi i casi e poi si dilegua senza però, come spesso avviene a queste latitudini, abbandonare e dare alle fiamme i mezzi e le armi usati nell’agguato. Un professionista che ha studiato meticolosamente le abitudini delle vittime, i luoghi, le vie di fuga. Solo le armi cambiano. Per il delitto di Francesco Pagliuso, avvenuto il nove agosto 2016, è stato usato un revolver. Per il delitto di Gregorio Mezzatesta, il 24 giugno scorso, una pistola calibro 9X21. Ma quella di non usare mai la stessa arma potrebbe essere proprio la strategia di un killer a pagamento. Sono queste le ipotesi che si susseguono, che tengono col fiato sospeso, ma che al momento restano tali, congetture da libro giallo.
E poi ci sono le storie che si incrociano: Francesco Pagliuso conosceva Gregorio Mezzatesta, una figlia di questi ha fatto praticantato nello studio dell’avvocato. Ma, soprattutto, il legale originario di Soveria Mannelli conosceva Domenico e Giovanni Mezzatesta, padre e figlio, fratello e nipote di Gregorio. Li conosceva e li aveva difesi per il duplice omicidio di Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, avvenuto il 19 gennaio 2013. Un delitto al quale seguirà la latitanza di Domenico Mezzatesta per oltre un anno. 
Le ragioni del duplice omicidio di Decollatura starebbero nel fatto che l’azienda di infissi in alluminio di Giovanni Mezzatesta sarebbe stata presa di mira dagli estorsori che i Mezzatesta sospettavano fossero proprio Vescio, gravato da precedenti penali, e Iannazzo. Padre e figlio vengono condannati all’ergastolo sia in primo grado, in abbreviato, che in Appello. Sarà la sentenza di Cassazione che rivoluzionerà tutto. Annullati con rinvio gli ergastoli, la Suprema Corte esclude dalle aggravanti la premeditazione alleggerendo il carico accusatorio nei confronti dei due imputati. La sentenza della Corte di Cassazione arriva l’8 giugno 2016, una vittoria importante per l’avvocato Pagliuso. Una delle ultime prima della morte.
Oggi si è in attesa che il nuovo processo d’Appello abbia inizio. 
Lo scorso 31 luglio è stato arrestato Marco Gallo, 32 anni, con l’accusa di essere il killer di Gregorio Mezzatesta. Gallo ha un passato immacolato, detiene il porto d’armi e ha una passione per i poligoni da tiro. La ricostruzione fatta dagli inquirenti racconta di un omicidio eseguito meticolosamente, seguendo la vittima nel suo percorso da Soveria Mannelli a Catanzaro dove lavorava come impiegato delle Ferrovie della Calabria. La difesa, rappresentata dagli avvocati Teresa Bilotta e Antonello Mancuso, punta, tra le altre cose, sul fatto che non siano ancora state trovate, nel corso delle perquisizioni, la moto, la pistola e gli indumenti usati dal killer. La prossima prova sarà quella del Riesame per la quale si attende che venga fissata la data dell’udienza.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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