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“Tamunga” tradito dalla passione per il lusso

REGGIO CALABRIA Dopo 23 anni, è finita la latitanza di Rocco Morabito, il boss 51enne calabrese, originario di Africo ma per lungo tempo attivo a Milano, dove è considerato uno dei grandi registi d…

Pubblicato il: 04/09/2017 – 8:36
“Tamunga” tradito dalla passione per il lusso

REGGIO CALABRIA Dopo 23 anni, è finita la latitanza di Rocco Morabito, il boss 51enne calabrese, originario di Africo ma per lungo tempo attivo a Milano, dove è considerato uno dei grandi registi dei traffici che hanno permesso di inondare il Nord Italia di cocaina. Morabito è stato arrestato sabato notte dagli investigatori uruguayani in uno degli hotel di lusso del centro di Montevideo. Su di lui c’è da tempo l’allerta rossa dell’Interpol e in Italia lo attende una condanna definitiva a 30 anni di carcere per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati.

DOCUMENTI CHE NON INGANNANO Un passato che il boss pensava probabilmente di essersi lasciato alle spalle insieme alla vecchia identità. Da anni ormai, per tutti era l’imprenditore Francisco Antonio Capeletto Souza, brasiliano d’origine, ma da oltre 12 anni residente in Uruguay. Ed è questo il nome che compariva sui documenti – un passaporto brasiliano e una carta d’identità uruguayana – forniti agli investigatori quando lo hanno fermato. Ma che non si sono fatti ingannare.

LA CACCIA Da oltre sei mesi, le autorità uruguayane gli stavano con il fiato sul collo. Sapevano chi fosse e quei documenti sono stati solo il “pretesto” per l’arresto. Morabito è finito in manette per falso ideologico e falsificazione di documenti, mentre la sua lussuosa villa di Punta del Este veniva perquisita per ordine del giudice Maria Mainard. All’interno, gli investigatori hanno trovato dodici carte di credito, assegni e denaro in contanti, oltre a 13 telefonini, armi e a una Mercedes. Tutti elementi su cui si faranno debiti approfondimenti, hanno promesso le autorità uruguayane.

SI ATTENDONO LE CARTE PER L’ESTRADIZIONE Nel frattempo, Morabito attende in cella che dall’Italia arrivino le carte per l’estradizione. La prima da quando il trattato fra Italia ed Uruguay è stato firmato. Un record che probabilmente non rende felice il boss 51enne. In Italia lo aspetta una condanna definitiva che lo costringerà a dire addio a quella bella vita che gli è sempre piaciuta.

DA AFRICO A MILANO Figlio di Domenico Morabito e Carmela Modafferi, nipote di Antonio Mollica e parente del temuto boss Peppe “Tiradritto”, Morabito ha lasciato la natia Africo a 25 anni. Destinazione, Milano. In valigia, un soprannome curioso, “U Tamunga”, forse dovuto al fuoristrada militare Dkw Munga con cui pare scorrazzasse per le strade della Jonica, e i contatti e i denari dello storico casato mafioso cui appartiene.

LA GIOVENTÙ DORATA (E INNEVATA) DI TAMUNGA Sotto la Madoninna, Morabito si è mischiato alla gioventù dorata milanese. Frequentava il bar Biffi, i locali della galleria, di piazza Diaz. E strutturava le reti del traffico che avrebbe permesso di inondare Milano di cocaina. Poi è arrivata l’inchiesta Fortaleza e lui è stato costretto a diventare un fantasma. Inseguito da un mandato di cattura per traffico internazionale di stupefacenti, che per gli inquirenti proprio a Fortaleza aveva il proprio snodo centrale, U Tamunga si è fatto vento.

TRA BRASILE ED URUGUAY Forse, hanno creduto per lungo tempo gli investigatori, è andato in Brasile, dove era stata avvistata la sua compagna di sempre, Paula Maria De Olivera Correia, angolana naturalizzata portoghese. Ma quella pista pare non sia stata esplorata ulteriormente. Di certo si sa che Morabito è arrivato in Uruguay nel 2002, per installarsi a Punta del Este, una delle più note località turistiche del paese. A dirlo ai media è stato l’avvocato di “Tamunga”, Alejandro Balbi, che non perde occasione per tuonare «dal 1994, il mio cliente ha una vita normale e non ha nulla a che fare con attività delittuose o organizzazioni criminali».

L’IMPRENDITORE DI BEVERLY HILLS Per tutti, in Uruguay, Morabito era un facoltoso imprenditore, attivo nel settore dell’import-export e nella coltivazione intensiva di soia e dall’elevato tenore di vita. La passione per il lusso è un vizietto che “U Tamunga” non ha mai perso, così ha scelto di vivere in una delle località più esclusive dell’Uruguay e per di più in una villa – con piscina, ovviamente – nei pressi del quartiere di Beverly Hills, scopiazzato in tutto e per tutto dall’omonima città californiana. Quando viaggiava, sceglieva solo i migliori hotel. La politica del basso profilo, Tamunga non l’ha mai concepita. Ma forse, è stata proprio la sua passione per il lusso a tradirlo.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

 

 

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