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Lamezia senz'acqua, perquisizioni a Sorical e Multiservizi

LAMEZIA TERME Il gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme, su mandato della Procura guidata Salvatore Curcio, sta eseguendo alcune perquisizioni nella sede catanzarese della Sorical e in qu…

Pubblicato il: 30/01/2018 – 11:05
Lamezia senz'acqua, perquisizioni a Sorical e Multiservizi

LAMEZIA TERME Il gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme, su mandato della Procura guidata Salvatore Curcio, sta eseguendo alcune perquisizioni nella sede catanzarese della Sorical e in quella della Lamezia Multiservizi. Contestualmente, le fiamme gialle guidate dal colonnello Fabio Bianco stanno notificando a sette persone – tre della partecipata lametina e quattro per la società che gestisce le risorse idriche calabresi – altrettanti avvisi di garanzia. Le indagini condotte dai finanzieri su delega della Procura di Lamezia hanno portato a formulare le ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio, con riferimento alla mancata erogazione – per diverse ore della giornata ed in varie zone di Lamezia Terme – di acqua corrente, sia nelle abitazioni dei cittadini che presso gli esercizi pubblici e le infrastrutture essenziali alla comunità. Ai sette dirigenti indagati è stato inoltre notificato l’invito a rendere interrogatorio «finalizzato ad approfondire e riscontrare – si legge in una nota della procura lametina – gli esiti delle indagini finora svolte, nonché a verificare l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti responsabili di fattispecie di reato». Per la Multiservizi gli avvisi di garanzia sono stati notificati a Paolo Villella, dirigente responsabile dell’ufficio Servizio Idrico; Santina Vecchi, responsabile amministrativa del Settore Idrico e Mario Perri, coordinatore dell’area Aquedotto e fognature della società lametina. Per la Sorical sono invece indagati Sergio De Marco (dirigente responsabile dell’area operativa), Massimo Macrì (responsabile del compartimento centro), Luciano Belmonte (responsabile dell’ufficio di zona di Lamezia Terme) e Gianluca Pugliano (responsabile del compartimento nord).

D’IPPOLITO: «CLASS ACTION SULL’ACQUA» «Il mio plauso alla Procura e alla Guardia di finanza per le indagini in corso sul comportamento di Sorical e Lamezia Multiservizi in merito alla mancanza d’acqua già registrata a Lamezia Terme, indagini che conseguono a mie precise denunce per interruzione di pubblico servizio». Lo afferma, in una nota, l’avvocato e docente universitario Giuseppe d’Ippolito, candidato M5s alla Camera nel collegio uninominale di Catanzaro-Lamezia Terme. «Tante volte avevamo detto – prosegue l’esponente 5stelle – che staccare l’acqua pubblica non è consentito. Con il deputato M5s Paolo Parentela avevamo più volte evidenziato, peraltro, la vicenda delle tariffe illegittime applicate dal gestore del servizio idrico regionale, Sorical, conducendo una battaglia politica e di informazione della comunità anche su casi come quello che oggi ha portato la Guardia di Finanza a notificare ben sette avvisi di garanzia su mandato della Procura lametina». «Ancora una volta – incalza D’Ippolito, il quale annuncia di farsi promotore di una class action contro le tariffe illegittime del servizio idrico regionale – l’intervento suppletivo della giustizia conferma l’indifferenza, l’incapacità e l’inadeguatezza della classe politica dirigente, che non arriva mai per tempo, soprattutto rispetto a problemi gravi e irrisolti come la distribuzione dell’acqua nei comuni calabresi». «Grazie all’impegno civile di molti cittadini e al Movimento 5stelle – conclude D’Ippolito – nell’opinione pubblica c’è una coscienza formata sull’acqua come bene comune indispensabile e come obiettivo prioritario della politica più attenta».

SORICAL: FORNITURA RIDOTTA MA SUFFICIENTE Sorical, attraverso una nota, esprime massima fiducia nell’azione intrapresa dalla Procura di Lamezia Terme sulla gestione del servizio idrico della città, consapevole della correttezza della procedura utilizzata nei confronti della Multiservizi dalla quale vanta crediti per 8,8 milioni di euro pari a due anni e mezzo di fatture emesse e non pagate.
«La riduzione della fornitura per inadempienza contrattuale attuata dalla Sorical rispetta – si legge nella nota – le modalità e i parametri fissati dalle sentenze del Tribunale amministrativo regionale che si è espresso per vicende analoghe (Comune di Cosenza e di Scalea)». Nel caso della Multiservizi di Lamezia Terme, Sorical, precisa, di «aver ridotto la fornitura nella misura certamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico della popolazione residente, nonché dei servizi collettivi presenti sul territorio gestiti dalla Multiservizi. L’entità del fabbisogno è stato elaborato secondo parametri fissati da studi di settore e dalla normativa vigente».
Sorical, inoltre, fa presente che «nessuna delle sentenze citate da alcune forze politiche in comunicati stampa ha ritenuto illegittima e quindi vietato l’utilizzo della procedura riduzione della fornitura di acqua per morosità, ma al contrario, il giudice amministrativo ha fissato le modalità di attuazione. Riguardo il contenzioso in essere con la Multiservizi, la riduzione è avvenuta dopo diversi solleciti di pagamento e più diffide inviate alla società a partire da maggio 2017. Prima dello scioglimento del consiglio comunale, Sorical e Multiservizi, alla presenza dell’amministrazione comunale, avevano convenuto ad addivenire alla stipula di un piano di rientro dal debito pregresso e all’impegno di saldare alcune fatture correnti entro il 2017 con rate al 31 novembre e 28 dicembre. Nel corso dell’ultimo incontro con il commissario del Comune di Lamezia, il prefetto dottor Francesco Alecci e i nuovi vertici della Multiservizi, Sorical, rappresentata dai commissari liquidatori Luigi Incarnato e Baldassare Quartararo, di fronte alla difficoltà della Multiservizi a pagare alcune delle dieci fatture scadute, ha chiesto la certificazione del debito per poter procedere alla sospensione di ogni azione di recupero dei crediti. A tale richiesta, nonostante le rassicurazioni, non sono giunte risposte».
«Sorical, ad oggi, vanta crediti per circa 200 milioni di euro dai Comuni e ha assunto impegni contrattuali verso fornitori, istituti bancari e imprese. Dopo la messa in liquidazione, nel 2012, la società ha raggiunto un equilibrio finanziario per poter continuare a gestire il servizio idrico come da concessione affidata dalla Regione. Onorare il piano di ristrutturazione del debito – conclude la nota -, il pagamento dei fornitori di energia elettrica, le imprese di manutenzione e i dipendenti, è l’impegno prioritario dei Commissari liquidatori, ed ogni azione intrapresa è finalizzata a garantire l’erogazione dei servizio idrico fino ai serbatoi di consegna dei 383 Comuni serviti».

 

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