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La tregua a tempo tra sindacati e Regione

Riunione delle segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil dopo il confronto con il governatore Oliverio. Sollecitata la convocazione dei tavoli tematici. «Risposte concrete o riprende la mobilitazione»

Pubblicato il: 17/05/2018 – 17:29
La tregua a tempo tra sindacati e Regione

CATANZARO Resta l’“apertura di credito” alla nuova Giunta regionale, ma è un’“apertura di credito” che ha una scadenza brevissima. È questo, in estrema sintesi, l’esito della riunione delle segreterie unitarie dei sindacati convocata per un’analisi dell’esito del confronto avvenuto martedì scorso con il presidente della Regione Mario Oliverio e con l’assessore regionale al Lavoro Angela Robbe. Sia pure con gradazioni e toni diversi, Cgil, Cisl e Uil invocano l’immediata convocazione dei tavoli tematici individuati nel vertice con il governatore sulle principali emergenze – dal lavoro agli investimenti ai fondi comunitari – e ribadiscono: «È positiva la ripresa del confronto, ma adesso c’è bisogno di risposte concrete soddisfacenti o la mobilitazione riprenderà».
L’INTERVENTO DI TRAMONTI Il segretario generale della Cisl, Paolo Tramonti, parla di «snodo di questa legislatura regionale, perché è arrivato il momento di portare a sintesi su alcune questioni prioritarie».
«Non si può tardare – spiega – a predisporre un piano organico per il lavoro che guardi alla nuova occupazione e alla stabilizzazione del precariato, in primo luogo degli ex Lsu ed Lpu utilizzati nei Comuni ma anche negli enti regionali, un piano per il lavoro che affronti il tema del lavoro nero e del sommerso, che si lega a sua volta a quello sulla sicurezza. In Calabria c’è una situazione drammatica, basti pensare ai tre morti di Crotone: non ce lo possiamo più permettere». «È necessario – prosegue Tramonti – che la Regione assuma un’iniziativa forte su questi aspetti». Il segretario della Cisl sollecita poi «un punto della situazione sugli investimenti legati ad alcune grandi opportunità, come il Por e il Patto per la Calabria, è necessario avere il quadro sull’avanzamento della spesa e avere un cronoprogramma degli interventi, concentrando la spesa su determinate priorità e accelerando su alcune opere fondamentali perché in Calabria ci sono troppe incompiute». «Altra questione importante – aggiunge Tramonti – riguarda le politiche sociali: noi siamo fortemente impegnati con l’alleanza contro la povertà e riteniamo che la Regione deve al più presto definire un piano sociale che incida contro la povertà e il disagio sociale e concretizzare la legge 23, puntando sul ruolo fondamentale dei Comuni e dei Distretti. È un segnale positivo la riapertura del confronto con la Giunta ma – spiega Tramonti – adesso bisogna dare al più presto risposte ai calabresi. È comunque importante evidenziare anche la ripresa dell’attività unitaria di Cgil, Cisl e Uil».
L’INTERVENTO DI SPOSATO A sua volta il segretario della Cgil Calabria, Angelo Sposato, rimarca: «Abbiamo chiesto alla Giunta regionale di definire un piano di fine legislatura per arrivare a un Patto con le forze economiche e sociali della Calabria che passi in primo luogo da un piano straordinario per il lavoro. Si deve puntare su impostazioni diverse dal passato, penso al tema dell’assetto idrogeologico: non più mini appalti ma macro-interventi che possano creare nuova occupazione. È necessario inoltre – osserva Sposato – investire sull’archeologia riprendendo una grande campagna di scavi nei siti regionali e creare una filiera che può portare anche a 1000 nuovi posti di lavoro. E lo stesso si può attivare nei settori della depurazione e del ciclo dell’acqua e con la ripresa dei cantieri attualmente bloccati». Sposato, che annuncia per il 12 giugno un’iniziativa regionale sulla sanità, sollecita poi la Giunta a «velocizzare il confronto su 4-5 priorità, come la Zes, il Piano del lavoro con la definitiva stabilizzazione del precariato e con una forte attenzione al tema della sicurezza attraverso un coordinamento stringente con gli attori istituzionali come Inps, Inail e Asp. Se i tavoli non ci soddisfano – dice il segretario della Cgil calabrese – è chiaro che proseguiremo la mobilitazione».
L’INTERVENTO DI BIONDO Sulla stessa lunghezza d’onda è il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo: «Abbiamo preso atto della volontà della Regione di riprendere il confronto, ovviamente è ancora prematuro dare un giudizio perché il confronto è un cantiere aperto, tuttavia è auspicabile un cambio di passo da parte della Giunta perché ci sono troppi fronti ancora aperti». Biondo quindi scende nel dettaglio delle rivendicazioni: «Siamo in attesa di una svolta per la stabilizzazione degli ex Lsu ed Lpu che svolgono attività fondamentali per la comunità: sono 4500 persone la cui stabilizzazione sarebbe un grande sollievo anche sul piano sociale». «È poi necessario – afferma il segretario della Uil – mettere ordine nel settore delle partecipazioni pubbliche, sulle quali la magistratura ha posto un’attenzione pesante e la politica non può sottrarsi alle sue responsabilità: chiediamo un’operazione verità, ribadendo la necessità di chiudere i poltronifici e di rendere efficienti le società e gli enti che possono dare servizi utili ai cittadini e hanno potenzialità come Fincalabra e Sorical». E ancora – prosegue Biondo – «sul Masterplan abbiamo un cronoprogramma fermo al 2017, è necessario che la Regione si assuma la responsabilità di presentare un report dettagliato sulla situazione, in modo da capire quali ricadute si stanno avendo sul territorio. Inoltre la Regione deve allinearsi alle altre Regioni nell’applicazione del codice degli appalti, fondamentale per garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza nei cantieri e per prevenire infiltrazioni criminali». «Fondamentale poi – spiega ancora il segretario della Uil calabrese – un cambio di passo per quanto riguarda i fondi comunitari: noi siamo ai dati del Comitato di sorveglianza dello scorso febbraio, dal quale è emerso che sui 2,4 miliardi destinati alla Calabria il pagato, cioè quello che è stato realmente immesso nel circuito della regione, è pari solo a 154 milioni, con una spesa certificata pari a soli 50 milioni, e c’è un Fondo sociale europeo sostanzialmente fermo, con gran parte dei 330 milioni previsti ancora non spesa». Biondo conclude: «In questi tre anni e mezzo è stato fatto poco, l’abbiamo detto anche l’altro giorno al tavolo, ma pensiamo che dal confronto possano ancora arrivare risultati importanti per i calabresi. La riapertura del confronto è positiva ma è necessario un metodo diverso e una volontà politica diversa, altrimenti torneremo in piazza”.

Antonio Cantisani
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