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Sanità, «i manager da rimuovere sono sette»

Il deputato M5S Sapia ricorda al governatore Oliverio che quello di Brancati non è l’unico dossier da esaminare. Dieni: «Preoccupante guerra di potere in un settore chiave»

Pubblicato il: 30/05/2018 – 13:31
Sanità, «i manager da rimuovere sono sette»

REGGIO CALABRIA «Se il governatore Mario Oliverio rimuoverà Giacomino Brancati dalla direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria, sarà soltanto merito della battaglia incessante del Movimento 5stelle, che in tempi lontani ne ha denunciato le inadempienze e l’inadeguatezza». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, che aggiunge: «Questo, però, non basta. In Calabria – ricorda il parlamentare – 7 direttori generali delle aziende sanitarie su 9 devono decadere per legge, in quanto non hanno raggiunto l’equilibrio di bilancio. Mi fa dunque ribrezzo il solito teatrino della politica, che cerca di cambiare i fatti e di buttarla in commedia per nascondere il vero problema, cioè l’applicazione della legge regionale numero 11 del 2004, la quale stabilisce la decadenza automatica dei direttori generali delle aziende in perdita». 
«Nello specifico – incalza Sapia – ci sono sei incorreggibili personaggi in cerca d’autore, che continuano a ignorare il punto di fondo, molto grave, giocando a scaricabarile: il presidente Oliverio, il consulente abusivo Franco Pacenza, il reggente silente Bruno Zito, il commissario Massimo Scura, il capo della Programmazione sanitaria nazionale, Andrea Urbani, e la dirigente della Ragioneria generale dello Stato, Angela Adduce». «È – conclude Sapia – del tutto inutile il Piano di rientro, se le regole in Calabria continuano a valere meno del due di briscola. Da anni, il Movimento 5stelle insiste sul rispetto delle norme, specie in merito alla riorganizzazione dei servizi sanitari. Confidiamo nell’azione suppletiva delle Procure e della Corte dei conti, perché il sistema politico e burocratico è sordo e perciò complice».
«MANAGER AFFETTI DA DISTURBI DELLA PERSONALITÀ» Per la deputata M5S Federica Dieni «la sanità reggina è in balìa di dirigenti incapaci e, a quanto sembra, perfino affetti da evidenti disturbi della personalità».
«Quanto sta avvenendo nell’Asp di Reggio e nella sanità calabrese – continua la parlamentare – è molto preoccupante ed evidenzia chiaramente la guerra di potere in atto in un settore che, invece, dovrebbe avere tra le priorità la salute dei cittadini».
«In questo scenario mortificante – prosegue Dieni –, si assiste con sbigottimento ad accuse incrociate, a prese di posizione contraddittorie e ingiustificabili e a difese d’ufficio francamente insostenibili. Ricapitoliamo: il governatore Oliverio ha affidato a Giacomino Brancati la guida dell’Asp di Reggio, dapprima nominandolo commissario e poi riconfermandolo quale direttore generale. Il manager, in questi anni, come riferiscono i sindacati, le forze sociali, i dipendenti, gli operatori sanitari e perfino le cronache giudiziarie, ne ha combinate più di Bertoldo, ma il presidente della Regione non gli ha mai fatto mancare la fiducia e lo ha tenuto ben saldo al suo posto. Il principale accusatore di Brancati, viceversa, è sempre stato il commissario della Sanità, Massimo Scura, che, almeno in una occasione, ha accusato senza mezzi termini il dg di incompetenza e lo ha formalmente invitato a rassegnare le sue dimissioni».
«Adesso, però – osserva la portavoce del Movimento –, assistiamo a un colpo di scena grottesco, a un ribaltamento delle posizioni repentino e del tutto incomprensibile. Risale a pochi giorni fa, infatti, una nuova richiesta di dimissioni di Brancati. Solo che, stavolta, non è lo storico accusatore Scura a chiederle, bensì il vecchio difensore Oliverio. Scura, a sua volta, non si è conformato alle sue precedenti risoluzioni, ma si è invece messo a recitare la parte dell’avvocato al servizio di quello stesso dg che, solo pochi mesi prima, voleva sbattere fuori da quella che lui stesso definì “l’Asp peggiore d’Europa”».
«Brancati, questa è l’unica cosa certa – puntualizza Dieni –, almeno per un certo periodo è stato considerato, sia dal commissario che dal governatore, non all’altezza del suo importante ruolo. E la cosa più sconvolgente è che il dg, malgrado le gravi censure formulate prima da Scura e ora da Oliverio, a breve potrebbe anche essere “promosso” a capo del dipartimento Salute della Regione».
«I calabresi, insomma – aggiunge la deputata 5 Stelle –, stanno assistendo a uno squallido e incomprensibile teatrino, allestito da attori che, con supremo sprezzo del ridicolo, sembrano perseguire l’unico fine dell’occupazione del potere, lasciando i bisogni dei pazienti e dei cittadini dietro le quinte, lontani dalle luci della ribalta che illuminano solo la pochezza politica e programmatica di questa presunta classe dirigente».

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