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Le armi della 'ndrangheta: 28 arresti tra Locri e Siderno – I NOMI

Anche otto ordini di presentazione alla polizia giudiziaria nell’operazione della Dda di Reggio Calabria. I capi dell’associazione legati ai clan Commisso e Cataldo. Sequestrati Kalashnikov, pistol…

Pubblicato il: 26/06/2018 – 7:13
Le armi della 'ndrangheta: 28 arresti tra Locri e Siderno – I NOMI

REGGIO CALABRIA AK 47, Luger calibro 9, Walter PPK, 44 magnum. Era un vero e proprio arsenale di armi micidiali, quello gestito dai clan di Locri, Cataldo e Commisso, per anni in grado di vendere, acquistare e far girare pistole, fucili e mitragliatori, con matricole abrase, punzonate o cancellate. Formalmente dunque, fantasma. Ma perfettamente in grado di uccidere. Per questo motivo, su richiesta della Dda guidata da Giovanni Bombardieri, la Squadra Mobile ha questa mattina all’alba ha arrestato 28 persone. Quindici sono finite in carcere, 13 ai domiciliari e 8 dovranno quotidianamente presentarsi alla polizia, perché accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi e di droga e detenzione illecita di armi clandestine e da guerra, più coltivazione di numerose piantagioni di canapa indiana e cessione di droga, prevalentemente hashish e marijuana.
https://www.youtube.com/watch?v=dAPkBERayQk&feature=youtu.be
Due business, gestiti da un’unica rete criminale composta da due fra i più feroci clan della Locride. Secondo quanto emerso dalle indagini, i clan Commisso e Cataldo da tempo lavoravano di comune accordo per gestire l’enorme traffico di armi curato da Bruno e Francesco Filippone per i Commisso e Domenico e Giuseppe Zucco per i Cataldo. Individuati anche gli stabili fornitori, Maurizio Napoli e Giorgio Timpano, più collaboratori, corrieri, intermediari tra venditori e acquirenti. Ma l’inchiesta è stata anche in grado di ricostruire l’organigramma del gruppo, al cui vertice c’erano Antonio Lizzi, Giuseppe Arilli e Bruno Filippone, attivi e capaci di operare nonostante arresti e condanne abbiano nel tempo colpito i due clan. Un’indagine complessa, che è riuscita a superare anche le manovre e gli stratagemmi usati dal gruppo per comunicare l’arrivo la partenza delle partite di armi e droga. Sono serviti pazienza, difficili ed estenuanti servizi di osservazione e pedinamento degli indagati che spesso si sono conclusi con il sequestro di armi e l’arresto dei corrieri.
Determinanti le intercettazioni telefoniche, ambientali e di video ripresa disposte dalla Dda di Reggio Calabria. Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini hanno portato alla luce anche un articolato traffico di hashish e marijuana, spesso anche coltivata nelle zone più impervie della Locride, quindi trattata e venduta a piccoli e grandi venditori al dettaglio. Un business gestito dalla medesima rete criminale, di cui gli investigatori sono riusciti a ricostruire struttura e organigramma, pesando la caratura criminale dei singoli indagati come Antonio Lizzi e Bruno Filippone, vertice del sodalizio, ai cui ordini si muovevano Francesco Catanzariti, Antonio Filippone e Michele e Domenico Romeo. nel corso delle indagini, sotto sequestro sono finiti i mezzi usati dai trafficanti, nonché fucili, pistole e mitra.

Da sinistra: Arilli, Bennici, Catanzariti, Antonio Filippone, Bruno Filippone

Da sinistra: Domenico Filippone, Lizzi, Napoli, Pianta, Romeo

Da sinistra: Tassone, Timpano, Zimbalatti, Domenico Zucco, Giuseppe Zucco

I NOMI Custodia cautelare in carcere:
1) Bruno Filippone, cl. 1983 di Siderno
2) Domenico Filippone, detto “geometra”, cl. 1958 di Siderno
3) Antonio Lizzi, cl. 1973 di Locri
4) Giuseppe Arilli, cl.1972 di Locri
5) Maurizio Napoli, cl. 1972 di Taurianova
6) Roberto Pianta, cl. 1979 di Siderno
7) Vincenzo Tassone, cl. 1965 di Camini
8) Giorgio Timpano, cl. 1974 di San Giorgio Morgeto
9) Samuel William Alessandro Zimbalatti, cl. 1990 di Catanzaro
10) Francesco Catanzariti, cl. 1980 di Locri
11) Antonio Filippone, cl. 1967 di Antonimina
12) Michele Romeo, cl. 1975 di Locri
13) Rocco Bennici, cl. 1975 di Locri
14) Domenico Zucco, cl. 1982 di Locri
15) Giuseppe Zucco, cl. 1961 di Locri
Arresti domiciliari:
16) Bruno Aversa, cl. 1967 di Locri
17) Francesco Borgese, detto “U carogna”, cl. 1981 di Siderno
18) Giuseppe Cherubino, detto “Popi”, cl. 1984 di Siderno
19) Antonio Corrado, cl. 1985 di Serra San Bruno
20) Francesco Filippone, cl. 1981 di Siderno
21) Antonio Marando, cl. 1990 di Locri
22) Pietro Panaja, cl. 1988 di Locri
23) Giuseppe Domenico Rinarello, cl. 1995 di Canberra (Australia)
24) Fabio Romanello, cl. 1991 di Locri
25) Francesco Vitale, cl. 1986 di Siderno
26) Antonia Rullo, cl. 1960 di Locri
27) Francesco Tigani, cl. 1954 di Cinquefrondi
28) Giuseppe Zucco, cl. 1976 di Locri
Obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria:
29) Cosimo Futia, detto “Shuster”, cl. 1977 di Siderno
30) Francesco Giorgi, cl. 1974 di Locri
31) Vincenzo Grasso, cl. 1957 di San Luca
32) Pino Lombardo, cl. 1984 di Locri
33) Domenico Manno, cl. 1986 di Siderno
34) Elena Musco, cl. 1969 di Roma
35) Domenico Pelle, cl. 1968 di Locri
36) Giuseppe Pizzata, cl. 1970 di Locri

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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