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Strutture socio-assistenziali, la Regione chiede ai Comuni di restituire i fondi

La giunta si rivolge agli enti capofila per sbloccare i pagamenti. Destinate anche ulteriori risorse ai tirocini formativi

Pubblicato il: 19/07/2018 – 19:21
Strutture socio-assistenziali, la Regione chiede ai Comuni di restituire i fondi

La giunta regionale, su proposta dell’assessore al bilancio Mariateresa Fragomeni, ha deliberato «l’iscrizione delle somme necessarie – si legge in una nota dell’Ufficio stampa della Regione – per risolvere il problema del pagamento delle rette alle strutture socio assistenziali recentemente oggetto di attenzioni mediatiche nonché di trattazione specifica anche in Consiglio regionale».
L’assessore al Lavoro, welfare e politiche sociali Angela Robbe «si è attivata per risolvere immediatamente» il problema del blocco dei pagamenti che si è determinato a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato che ha paralizzato la riorganizzazione dell’assetto istituzionale del sistema integrato degli interventi in materia di servizi e politiche sociali, approvata con Decreto di giunta regionale n. 449 del 14 novembre 2016.
«Il blocco dei pagamenti infatti – ha sottolineato l’assessore Robbe – rischia di determinare seri problemi per le strutture e di paralizzare il sistema socio assistenziale regionale», quindi è stato richiesto ai Comuni capofila di restituire, entro 5 giorni dalla notifica del decreto 7549 del 12 luglio scorso le somme che la Regione aveva provveduto ad erogare agli stessi Comuni nei mesi scorsi, «augurandosi che i Comuni, con cui si è avviato un proficuo confronto, siano celeri nella restituzione delle somme».
«L’esecutivo – ha dichiarato il presidente della Regione Mario Oliverio – allo scopo di agevolare le strutture socio assistenziali senza violare la vigenti disposizioni giuridico-contabili, con questo provvedimento di variazione adottato ha dato indirizzo agli uffici di provvedere immediatamente alla liquidazione delle somme a favore delle strutture ricadenti nell’ambito del Comune capofila, non appena lo stesso provvederà a restituire gli importi ricevuti dalla Regione. Pertanto, i tempi di attesa delle strutture che erogano i servizi socio assistenziali dipendono, ora, solo dalla celerità con cui gli enti interessati restituiranno gli importi versati in precedenza dalla Regione».
«Oggi – ha specificato l’assessore Fragomeni – sono state anche adottate le variazioni di bilancio che consentiranno il pagamento dei servizi socio assistenziali direttamente alle strutture interessate, nel rispetto delle dovute procedure di rendicontazione. È ovvio che l’ulteriore l’erogazione da parte della Regione delle somme in questione, potrà avvenire solo a seguito della restituzione degli importi ricevuti dai Comuni capofila degli ambiti territoriali intercomunali»
ULTERIORI RISORSE PER I TIROCINI FORMATIVI «Ulteriori risorse da destinare all’avvio dei tirocini formativi, nell’attesa che l’Inps completi le attività di accertamento di propria competenza». È quanto deciso dalla giunta regionale, guidata dal presidente Mario Olivero, che con l’assessore al Lavoro, welfare e formazione Angela Robbe si dice consapevole «della necessità di dare ristoro a bisogni e alle esigenze espresse dalle persone nella nostra Regione, hanno determinato un incremento di risorse disponibili per avviare il nuovo bando». Domani – si legge in una nota della Regione – sarà pubblicata la graduatoria definitiva che consentirà l’avvio dell’iter per l’attivazione dei tirocini.
I tirocini formativi rappresentano uno strumento di politica attiva per garantire protezione sociale ai lavoratori colpiti da sospensioni o cessazioni di attività produttive, puntando su uno strumento di politica attiva per costruire opportunità concrete di lavoro stabile in un contesto fortemente provato da crisi settoriali, territoriali e appesantito dalla crisi economica. «La misura adottata nel 2017 – si legge ancora nella nota – ha dato sollievo economico a circa 4.500 lavoratori e la possibilità di continuare attività  finalizzate anche alla riqualificazione delle professionalità, oltre che ad evitare situazioni di crisi sociale e personali di forte impatto sul territorio. Le risorse per avviare queste imponenti misure di politica attiva derivavano da stanziamenti della Regione Calabria per le mobilità in deroga, allocate presso l’Inps, e erogate ai lavoratori grazie ad una convenzione stipulata con  l’istituto stesso. Nel 2018, completata la prima fase dei tirocini, ancora ci troviamo di fronte a situazioni economiche  che non hanno ripristinato postazioni lavorative, pertanto, abbiamo ritenuto necessario replicare il bando».
A fronte di ciò, «pur essendoci risorse disponibili», l’Inps ha chiesto di accertare la quantificazione delle risorse, per evitare che possibili situazioni non definite possano procurare problemi. «L’Inps deve completare le attività di propria competenza e chiede tempo, ma i tempi amministrativi e burocratici a volte sono troppo lunghi rispetto alla vita delle persone – spiegano il presidente Oliverio e l’assessore Robbe –. Siamo i primi a sostenere la necessità di fare chiarezza in situazioni che hanno riguardato oltre 23.000 persone, che si sono affastellate senza troppa chiarezza e sono state a volte gestite con faciloneria dal 2009, abbiamo lavorato intensamente per fare chiarezza ricordando in ogni momento che dietro atti, numeri e decreti ci sono persone e famiglie. Siamo fermamente convinti – concludono Oliverio e Robbe – che le persone, i loro bisogni, le loro speranze vengano prima della carta bollata per questo motivo, con l’intento di rasserenare gli animi e dare una speranza a migliaia di lavoratori abbiamo ritenuto utile destinare risorse aggiuntive per garantire l’avvio dei tirocini al più presto».

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