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Dalla rapina in banca allo spaccio, 10 arresti nella Piana di Gioia Tauro – VIDEO

L’indagine “Alba-Rosa”, condotta dalla Polizia e dalla Procura di Palmi, è partita dal tentato “colpo” al Monte dei Paschi di Taurianova e ha portato a scoprire un traffico di droga: 5 in carcere a…

Pubblicato il: 27/07/2018 – 8:54
Dalla rapina in banca allo spaccio, 10 arresti nella Piana di Gioia Tauro – VIDEO

Le indagini della Polizia e della Procura di Palmi sono partite da un tentativo di rapina alla filiale del Monte dei Paschi di Taurianova, ma poi hanno portato gli inquirenti a scoprire una rete di spaccio di stupefacenti che poteva contare su collegamenti con il nord Italia, con la Puglia e con soggetti di nazionalità albanese. Al culmine dell’indagine “Alba-Rosa”, nelle prime ore della mattinata è stata quindi data esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip di Palmi su richiesta della Procura nei confronti di 10 persone. In particolare, il personale del Commissariato di Taurianova e delle Squadre Mobili di Reggio Calabria e Prato, dei Commissariati di Gioia Tauro, Palmi, Polistena, Cittanova e dei Reparti prevenzione crimine Calabria, hanno tratto in arresto: Luciano Ascone (cl.71) di Cinquefrondi (arresti domiciliari) già detenuto in carcere per altra causa; Raffaele Cambria (cl. 91) di Rosarno (arresti domiciliari); Angelo D’Agostino (cl. 82) di Rosarno (custodia in carcere); Francesco Fiumara (cl. 91) di Rosarno (arresti domiciliari); Giuseppe Lucà (cl. 88, arresti domiciliari); Vllasi Mitrushi, alias Orest, (cl. 85, custodia in carcere, già detenuto in carcere per altra causa); Benito Palaia (cl. 79) di Rosarno (arresti domiciliari); Francesco Papasidero (cl. 80) di Rosarno (custodia in carcere); Salvatore Pepè (cl. 85) di Rosarno (custodia in carcere, già detenuto in carcere per altra causa); Fabio Scarfò (cl. 91) di Candidoni (custodia in carcere – già detenuto in carcere per altra causa). Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati in materia di sostanze stupefacenti, mentre Fabio Scarfò, assieme ad altri due altri soggetti nei confronti dei quali si procede a piede libero, di tentata rapina, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da taglio.
https://www.youtube.com/watch?v=f12_vD7wKyk
L’INCHIESTA Le indagini della Polizia sono partite il 29 agosto 2016 dopo il tentativo di rapina perpetrato ai danni della banca Monte dei Paschi di Siena, filiale di Taurianova, dove, nell’immediato del fatto, sono state individuate le auto utilizzate dai rapinatori per giungere sul luogo e, quindi, i proprietari ed utilizzatori delle vetture sono stati individuati in tre uomini di Rosarno: Fabio Scarfò, Angelo D’agostino e Francesco Papasidero. «Le successive attività tecniche – si legge in un comunicato della Questura di Reggio – consentivano di acquisire elementi tali da ritenere configurata la responsabilità dei predetti per il delitto perpetrato a Taurianova, ma soprattutto permetteva di accertare come i soggetti in questione – in concorso con altre persone di Rosarno e dei paesi limitrofi – fossero impegnati in una notevole serie di attività delittuose, concernenti soprattutto lo spaccio di sostanza stupefacente. Nel corso di tali attività gli indagati mantenevano contatti con soggetti dimoranti nel nord Italia, in Puglia, e financo con soggetti di nazionalità albanese con i quali organizzavano compravendite di sostanza stupefacente».
L’indagine non ha comunque consentito di accertare la sussistenza di un’associazione unitaria che reggesse le fila dei traffici illeciti, ma ha piuttosto fatto emergere l’esistenza di singole trattative, singoli affari, a cui di volta in volta si interessavano solo alcuni dei soggetti indagati.
Sulla base delle risultanze dell’attività di indagine e a fondamento delle ipotesi accusatorie sono stati effettuati due riscontri fondamentali con gli arresti di Scarfò, avvenuto a Torino nel 2016, trovato in possesso di 1,049 kg di eroina, e di Diego Falleti a Melicucco, sempre nel 2016, in quanto trovato in possesso di circa 50 kg di marijuana trasportata all’interno del proprio Fiat Doblò di colore bianco.

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