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Licenziati per il “Decreto dignità”, Sculco: «Colpiti i più deboli»

La consigliera regionale vicina ai 400 lavoratori della “Abramo Customer care” di Crotone che non hanno ottenuto il rinnovo del contratto. «Altro che boom economico»

Pubblicato il: 16/01/2019 – 15:00
Licenziati per il “Decreto dignità”, Sculco: «Colpiti i più deboli»

REGGIO CALABRIA «Come volevasi dimostrare la frittata è stata fatta. Altro che “boom economico”, come annunciato dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Il cosiddetto Decreto dignità ha prodotto i suoi effetti devastanti provocando un danno occupazionale incalcolabile che, allo stato, riguarda circa 400 lavoratori dipendenti della Abramo Customer Care di Crotone e che ora per effetto del famigerato decreto sono privi di qualunque contratto». Lo afferma, in una nota, il capogruppo di Calabria in rete in Consigio regionale Flora Sculco.
«Non c’è che dire. L’osannato cambiamento – prosegue Sculco – colpisce i più deboli che si trovano a dover interrompere un percorso lavorativo che qui nel profondo Sud, a Crotone, può essere l’unica speranza di futuro. Infatti, i lavoratori “licenziati dal decreto”, come tanti altri che già intravedono questa nefasta prospettiva, sono in grandissima parte collocati nelle aree più svantaggiate del nostro Paese. In queste realtà. le opportunità di lavoro costituiscono una preziosità da difendere e tutelare e semmai da moltiplicare e sviluppare. Nel caso del decreto dignità si interrompe un percorso di stabilizzazione e di speranza che tanti uomini e donne hanno allevato giorno dopo giorno, mese dopo mese, e che oggi vedono bruscamente svanire».
«Bene hanno fatto i lavoratori che, nella giornata di ieri – sostiene ancora Sculco – hanno promosso un sit-in di protesta e ai quali esprimo tutta la mia vicinanza, dichiarando la piena disponibilità a valutare ed intraprendere ogni utile iniziativa mirata a trovare le possibili soluzioni che, in questo caso, non sono e non possono essere ritenute una “trasgressione” al decreto, bensì affermano equità e giustizia sociale, principi cardine della nostra Costituzione».

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