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«Grave l'assenza di un reparto di neuropsichiatria in Calabria»

Nuovo appello del Garante per l’Infanzia: «I nostri reiterati appelli hanno sortito solo un roboante silenzio. Grave il quadro tracciato dal presidente del Tribunale per i minori di Reggio Calabria»

Pubblicato il: 24/01/2019 – 15:18
«Grave l'assenza di un reparto di neuropsichiatria in Calabria»

REGGIO CALABRIA «Reiterati appelli di questo ufficio hanno sortito come risposta soltanto un roboante silenzio, e adesso la misura è colma». Lo sostiene, in una dichiarazione, il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione, sottolineando l’assenza in Calabria di un reparto di neuropsichiatria infantile.
«La Calabria – aggiunge – primeggia tristemente nella classifica della povertà educativa che genera disagio psichico e sociale di minorenni sfociante in disturbi d’ansia, ossessivo-compulsivi, della nutrizione e dell’alimentazione, depressione, disturbi del comportamento e della personalità, spesso forieri di reità per cui il Tribunale per i minorenni è costretto a mandare questi soggetti fuori dal territorio, in altre regioni, con un carico di spese che i familiari non possono sopportare e con una ricaduta negativa sul piano della ricostruzione del tessuto emotivo dei minorenni implicati, in quanto la vicinanza della famiglia è importantissima in fase di recupero». L’appello di Marziale è stato rilanciato dal parlamentare del Pd Antonio Viscomi.

«Il presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, con il quale lavoro in costante sinergia – dice ancora Antonio Marziale – mi ha esposto un quadro davvero preoccupante di casistiche in aumento non più trascurabile. È difficile parlare di diritti dei minori in una regione dove mancano le strutture elementari e dove la sanità è al centro di annose diatribe politiche, mentre la gente, la povera gente, attende risposte che non arrivano. In realtà, un reparto di neuropsichiatria infantile sulla carta c’è, a Crotone, presso nell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’; così come sulla carta sono stati assegnati due posti, mai attivati perché si sono riscontrati problemi in ordine alla reperibilità dei medici. Il reparto è diretto da Salvatore Bagalà, coadiuvato da due medici precari ed aiutato dalla sinergia operativa con il direttore della Pediatria, Francesco Paravati. Siamo al cospetto di due profili medico-dirigenziali altamente specializzati e riconosciuti a livello nazionale, letteralmente mortificati da trentennali richieste mai soddisfatte e volte alla costruzione di un vero reparto di neuropsichiatria infantile. Tutto ciò risuona come una beffa, oltre al danno che lede i diritti fondamentali di bambini e adolescenti, e costa alla Regione Calabria una barca di soldi, altro che spending review e piano di rientro. La mancanza del reparto richiesto alimenta un “turismo sanitario” incontenibile».
«Quanti appelli ancora sarò costretto a rivolgere e a chi – chiede infine Marziale – affinché la politica, a prescindere dalle appartenenze, cominci seriamente ad occuparsi dei bisogni dei più piccoli, assumendosi responsabilità precise e garantendo almeno i servizi elementari».

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