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«Braccianti e contadini della Piana affamati e schiacciati»

Dopo il rogo nel quale è morto il senegalese Moussa Ba, l’Usb presidia il campo di San Ferdinando. Il sindacalista Aboubakar Soumahoro denuncia l’emarginazione, anche legislativa, nella quale vivon…

Pubblicato il: 17/02/2019 – 11:36
«Braccianti e contadini della Piana affamati e schiacciati»

«Nessuno può dividere il nostro destino da quello dei contadini, che è quello di poter vivere attraverso il lavoro della terra. Nessuno è lì per turismo». Dopo l’ennesimo rogo e l’ennesima giovane vittima – questa volta si tratta di Moussa Ba, senegalese di 28 anni, il terzo a morire avvolto dalle fiamme nell’ultimo anno – il sindacato Usb presidia il campo-baraccopoli di San Ferdinando, una distesa di tende e rifugi di fortuna nella quale alloggiano i lavoratori africani che ogni giorno, per pochi euro, chinano la schiena sui campi della Piana di Gioia Tauro. «Stiamo presidiando il territorio insieme ai lavoratori, vigilando affinché gli interventi vadano nella direzione da noi indicata, e quindi accoglienza diffusa e integrazione dei lavoratori», racconta all’Huffpost il sindacalista Usb Aboubakar Soumahoro, portavoce dei “fantasmi” di San Ferdinando. Per quanto riguarda lo sgombero promesso, e annunciato da tempo, dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, Aboubakar guarda al risultato: «A me interessa quello che dicono i lavoratori, noi non abbiamo scadenze elettorali. La questione riguarda il lavoro, il comparto agroalimentare, si devono esprimere i ministri Di Maio e Centinaio. Per la parte che riguarda il ministero dell’Interno si è espresso Salvini. Si esprimano tutti, ma senza strumentalizzazioni perché qui si parla della vita delle persone». Il dato di fatto, per sindacalista, è che «Nella filiera agroalimentare ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che, insieme ai contadini, hanno fatto dell’Italia il terzo produttore di agrumi nell’area del Mediterraneo. A fronte di questo, però, le loro condizioni di vita e di lavoro non sono migliorate. Anzi. Il valore aggiunto, il profitto, non hanno permesso di liberare coloro che vengono sfruttati in questa catena delle nuove forme di schiavitù, affamandoli, emarginandoli, ghettizzandoli anche sul piano legislativo». Due cose sono importanti per Aboubakar Soumahoro e per l’Usb: che questa nuova tragedia non diventi pretesto per usare il pugno di ferro contro i braccianti e che vengano realizzati due progetti, «una sistemazione in termini di inserimento abitativo diffuso per tutti e il rilascio del permesso di soggiorno per questi schiavi invisibili delle campagne».

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